martedì 23 aprile 2019

VOCAZIONE E... PROCRASTINAZIONE. #1 TI CONVIENE?


Cari amici in ricerca vocazionale,
Pace e Bene!

Oggi vi propongo un'interessante riflessione da parte di un caro confratello, fra Paolo, che collabora con me nell'accompagnamento dei giovani in discernimento. Affronterà il tema spinoso e davvero attuale del procrastinare e rimandare e ritardare continuamente le scelte di vita. Un atteggiamento che, mi pare, sia molto diffuso e spesso ritenuto vantaggioso rispetto ai molti rischi che, al contrario, ogni decisione comporta. Ma fino a che punto è conveniente adottarlo? Andiamo a  scoprirlo insieme...!

E al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Buona Settimana di Pasqua.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

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VOCAZIONE E... PROCRASTINAZIONE.  #1 TI CONVIENE? 


Sei un procrastinatore seriale? Ti capita spesso di rimandare i tuoi impegni? Lo studio, un progetto – la stessa etimologia latina del termine lo dice: cras, domani! – domani che, ovviamente non giunge mai spontaneo, da solo, sulle libere ali del vento...
di lavoro, un buon proposito per l’anno nuovo? Magari stai procrastinando qualcosa di importante proprio ora, leggendo questo post... Il vantaggio subdolo è che ti permette di rimandare, ritardare, dilazionare, evitare ancora e ancora... a un fantomatico domani

Procrastinare può essere un vero problema: ore o addirittura giorni o mesi interi sprecati a non concludere nulla, per non parlare della frustrazione e dello stress che ne consegue e dei contraccolpi negativi sull'autostima...

Procrastinare riguarda anche la vocazione, la cui domanda è rimandata al giorno di San Mai. Allora chiediti: «Davvero procrastinare paga? E se smettessi di procrastinare, di rimandare ancora a data da destinarsi il tema della vocazione, di cosa fare, finalmente, della mia vita?». Ti sei mai chiesto come sarebbe la tua vita se oggi stesso smettessi di rimandare sempre a chissà quando questa sana e santa domanda che ti porti dentro?

Se anche tu sei un inconsapevole e pur fedele devoto di "San Mai", ti propongo subito questo primo esercizio antiprocrastinazione, tanto per non perdere tempo...

1.Trovati un momento e un posto tranquillo
2. Respira qualche minuto, per sgomberare la mente. Può esseri utile scrivere una rapida lista delle cose che in questo momento affollano la tua mente, per parcheggiarle momentaneamente sulla carta.
3. Immagina ora queste 5 situazioni:
  • Hai appena raggiunto l’obiettivo a cui tenevi da così tanto tempo.
  • Le tue giornate sono fruttuose e arrivi a sera stanco, ma contento.
  • Il senso di frustrazione che allagava le tue giornate ti ha finalmente lasciato e ora respiri davvero leggero.
  • Ti senti fiero di te stesso. La tua autostima migliora sensibilmente e ti senti sereno, con il gusto della vita piena dentro.
  • Sai perché e per chi vivere e questo ti rende solido e con un'energia travolgente.
4. Chiediti, dopo aver immaginato tutto questo se : «Davvero mi conviene procrastinare per allontanare da me questi momenti? Davvero mi conviene buttare il mio tempo per non gustare mai queste esperienze? Davvero mi conviene ignorare qual è la mia vocazione, il perché e il per chi sono a questo mondo?»

Bene, ora che l'hai fatto, nota quale effetto stanno facendo su di te le risposte che tu stesso hai dato a queste domande... scrivilo per fissarlo. Ti danno più ansia o più gioia?

Alle prossime puntate di antiprocrastinazione vocazionale!

Fra Paolo

domenica 21 aprile 2019

PASQUA DI RESURREZIONE


Che la Pasqua sia per tutti una memoria.
Chi spera, cammina: non fugge.
S’incarna nella storia, non si aliena.
Costruisce il futuro, non l’attende soltanto.

Ha la grinta del lottatore,
non la rassegnazione di chi disarma.
Ha la passione del veggente,
non l’aria avvilita di chi si lascia andare.

Cambia la storia, non la subisce.
Ricerca la solidarietà con gli altri viandanti,
non la gloria del navigatore solitario.

Chi spera è sempre uno che “ha buoni motivi”,
anche se i suoi progetti
portano sempre incorporato
un alto tasso di timore.  (don Tonino Bello)

sabato 20 aprile 2019

VOCAZIONE: IL DONO DIROMPENTE E VITALE DEL SABATO SANTO

Beato Angelico - Discesa agli inferi di Cristo
Oggi, Sabato Santo,  è una giornata importante per la vocazione. 
Perché? Perché è il giorno del silenzio che libera.

Oggi tutto tace. «Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. [...]

Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura. [...]

Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.

Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli ».

Questa la bellissima meditazione di un antico omileta sul sabato santo.

Cosa c'entra con la mia ricerca vocazionale? - ti chiederai... C'entra eccome!
  • Oggi è il giorno dove si frantumano tutte le attese sbagliate sulla vita e sulla stessa vocazione. 
  • Oggi finalmente salta tutto ciò che non c'entra con la vita piena, perché muore il vecchio uomo.
Muore il vecchio io, l'uomo vecchio, la sommatoria di tutte le identificazioni ricevute, subite, inferte nella nostra storia evolutiva: «Lo sappiamo: l'uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato». (Rm 6,6). Anche altre tradizioni riconoscono nella distruzione dell'uomo vecchio, del vecchio io, la via all'autenticità: «L'ego è l'angolo tenebroso in cui i raggi dell'intelletto non riescono a penetrare, è l'ultimo nascondiglio dell'ignoranza, che così si ripara tranquillamente dalla luce. Quando questo covo viene scoperchiato, l'ignoranza svanisce come brina al sole. In effetti, l'ignoranza e l'idea dell'ego sono la stessa cosa». (Daisetsu Teitarō Suzuki)

Il Sabato Santo è il liberante giorno delle macerie su cui ti puoi finalmente fermare: per piangere, per riconoscere l'inevitabile, forse per maledire e maledirsi come vittime. Come anche per entrare in contatto con le più remote e ancora inabitate regioni del cuore, cariche di pure energie vitali sopite, che ti appartengono e che finalmente possono trapelare come fievoli luci dal fondo oscuro di vecchie illusioni su di te e sulla vita, ridotte a macerie. Il duro impatto con sorella morte, nelle sue tante forme, frantuma ogni schema rassicurante: nulla sarà come prima. Finalmente. Gesù Cristo, in persona, ti risolleva dalle tue macerie, ti libera dai demoni delle illusioni narrate e credute e ti rimette in piedi, sulla tua strada.

Il Sabato Santo si prepara a nascere l'uomo nuovo. Il chiamato alla vita piena, libera dalle vecchie e inutili illusioni, ridotte a polvere di macerie fumanti. «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà!» (Ef 5.14)

fra Paolo
Basilica del santo (Briosco): Particolare del candelabro pasquale
"la discesa agli inferi"


venerdì 19 aprile 2019

GESU' MI HA GUARDATO


Dal vangelo di Luca (23,39-43)
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”.
Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 
Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”.
Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”.

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“Sollecitato dall’atto di fede che il buon ladrone rende sulla croce, Sant’Agostino, vescovo d’Ippona, stabilisce con lui un dialogo.

Gli chiede: «Come hai fatto a riconoscere la divinità del Messia nel momento in cui i nemici di Cristo trionfavano rumorosamente e gli apostoli erano incapaci di riconoscerla attraverso il suo volto agonizzante? Gli uni e gli altri avevano studiato le Scritture, ma erano incapaci di vedere che in quel momento esse trovavano in lui compimento».

Quindi, con insistenza riprende: «Come hai fatto tu a capirlo? […] Tu che non sai niente, che non hai compiuto che cattive azioni in tutta la tua vita? Dove hai studiato? Quali libri hai letto?».

Di fronte a tanta insistenza, il buon ladrone offre la sua umile risposta:
«Non ho studiato le Scritture e neppure ho meditato le profezie, ma Gesù mi ha guardato e nel suo sguardo ho capito ogni cosa»” 

(Marie-Dominique Molinié, "Le courage d’avoir peur", 1975/2017).

giovedì 18 aprile 2019

CAMPO VOCAZIONALE E DI SERVIZIO (27 aprile - 1 maggio 2019)


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Oggi, giovedì santo inizia il Santo Triduo Pasquale e alcuni giovani condivideranno questo tempo con noi frati ( alla Basilica di S. Antonio - Pd) fino al giorno di Pasqua: un'esperienza davvero unica e bellissima. 

Ma vengo a ricordare  un prossimo appuntamento per chi desiderasse conoscere più da vicino la vita di noi frati. 

Con i giovani in ricerca del "Gruppo san Damiano"  saremo a Brescia da sabato 27 aprile (arrivo per cena- ore 19,30) a mercoledì 1 maggio, per condividere una proposta di servizio e fraternità, vissuta insieme alla comunità dei giovani del Postulato e altri ragazzi che vorranno unirsi a noi. 

Sarà l'occasione di renderci utili  verso qualcuno davvero più bisognoso (le persone con gravi disabilità- fisiche o mentali -  di una vicina casa di accoglienza dove ci recheremo in questi giorni), ma anche sarà bello poter condividere la gioia della vocazione, confrontarci e pregare,  gustare la bellezza di stare insieme in letizia e semplicità francescana.

Sarà in particolare una piccola, ma grande occasione di sperimentare concretamente il significato di un donarsi per il Signore e il prossimo: una dimensione intimamente legata alla scelta vocazionale.

Chi fosse interessato a partecipare mi contatti quanto prima.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)


lunedì 15 aprile 2019

SETTIMANA SANTA : RAMI SECCHI E RAMI FIORITI

Cari amici, in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace!


Domenica abbiamo celebrato la Festa della Palme che ha dato così inizio ai giorni della Settimana Santa e della Settimana di Passione. 
Tutti abbiamo ricevuto un ramo di ulivo o di palma: un gesto che ci rimanda anche alla primavera, alla vita, alla natura che si risveglia.

Oggi la Chiesa, per tanti motivi specie in occidente, non sembra certo vivere una primavera radiosa quanto piuttosto un inverno rigido e nebbioso. Ne vediamo le cause nella secolarizzazione, nella fuga dalla fede di tanti, nell'individualismo e nell'indifferenza della nostra società, ma anche negli scandali e nell'incoerenza e nella contro testimonianza di molti cristiani ed esponenti del clero. 
 I mass media al riguardo, non risparmiano nulla alla Chiesa, elencandone gli errori e le mancanze e i tanti limiti.

Siamo chiamati come credenti a portare questa croce! Il Venerdì santo, Gesù non controbatte per nulla le accuse a lui rivolte, non risponde alle grida, agli insulti e agli sputi. Egli prende la sua croce e va diritto verso la sua meta. Il suo atteggiamento è un modello anche per noi! 
La tentazione grande sarebbe ancora quella di difenderci, o accusare altri o rimpiangere i bei tempi andati. Gesù invece esce da Gerusalemme portando la sua croce in silenzio, invitando così anche noi ad abbandonare logiche difensive, quanto piuttosto a sentirci inseriti in una logica di fedeltà, di speranza e bellezza, in una logica di Vangelo.

Se è vero, infatti, che nella Chiesa (ma anche nella nostra stessa vita) vi sono rami secchi e frutti velenosi da eliminare, vi sono anche tanti rami fioriti, frutti e fiori profumati che sempre ne rinnovano la primavera e la giovinezza. La forza del messaggio di Gesù, infatti, continua nonostante tutto ad attrarre, a provocare, a consolare, a dare luce e senso a tante vite che solo in Lui trovano pace e riposo. 
Sono in particolare i giovani a percepire la novità del Vangelo! E' il nostro grandissimo Papa Francesco, a scuoterci quotidianamente con i suoi gesti profetici; sono gli innumerevoli piccoli e nascosti gesti d'amore e di sacrificio di umili e semplici persone a rendere sempre vivo e presente il Signore Gesù in mezzo a noi.
Se dunque la Chiesa (e la nostra stessa vita), appare spesso prigioniera in un inverno senza fine, ecco che la novità, e il rinnovamento, la rinascita, la primavera le sono in realtà costitutive.
Sempre è pronto a sbocciare un "ramo di mandorlo" carico di speranza.

Il simbolo del mandorlo è spesso evocato nella Bibbia: essendo il primo albero a fiorire dopo l'inverno, annunzia la vittoria della vita sulla morte.
Cari fratelli, dunque non temiamo ! Il Signore Gesù sempre "rifiorisce" in mezzo a noi!
A tutti, Buona Settimana Santa.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
   
Narbonne: domenica delle Palme

domenica 14 aprile 2019

TU, SIGNORE, NON STARE LONTANO.

Tu, Signore, non stare lontano

Salmo Responsoriale [Sal 21 (22)]: rit.: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? / Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, / storcono le labbra, scuotono il capo: / «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, / lo porti in salvo, se davvero lo ama!». R.
Un branco di cani mi circonda, / mi accerchia una banda di malfattori; / hanno scavato le mie mani e i miei piedi. / Posso contare tutte le mie ossa. R.
Si dividono le mie vesti, / sulla mia tunica gettano la sorte. / Ma tu, Signore, non stare lontano, / mia forza, vieni presto in mio aiuto. R.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, / ti loderò in mezzo all’assemblea. / Lodate il Signore, voi suoi fedeli, / gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, / lo tema tutta la discendenza d’Israele. R.
[Salmo Responsoriale, dal Sal 21 (22)]
Domenica delle Palme – anno C La solennità della domenica antecedente la Pasqua si esprime anche con la ricchezza di testi biblici diffusi tra il rito della benedizione degli ulivi e la santa messa, caratterizzata dalla proclamazione della Passione, quest’anno “C” secondo la narrazione di san Luca evangelista. Tra tutte le proposte, ci soffermiamo qui sul Salmo 22, ridotto nella versione liturgica per il salmo responsoriale.
Questo Salmo nella tradizione cristiana ha un posto privilegiato nella rilettura della passione di Cristo, da parte del Nuovo Testamento: le ultime parole di Gesù in croce si legano alle battute iniziali del Salmo, pronunziate nella versione aramaica: Eloì, Eloì, lammah sabachtani, «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). Ma per comprendere il valore di questa citazione e il Salmo stesso dobbiamo segnalare un dato fondamentale. Il Salmo 22 nella sua attuale redazione si presenta come una composizione a tre fasi che non si esauriscono nel semplice grido di supplica. Ora, secondo la prassi giudaica, Gesù, citando l’inizio del carme, abbracciava tutto il testo che comprende però anche fasi di gioia e di speranza. Certo, la dominante del Salmo è la grande lamentazione (vv. 2-22), ma dal v. 23 al v. 27 si apre un secondo movimento pieno di luce: si tratta di un ringraziamento in cui si loda il Dio che si schiera dalla parte delle vittime. Infine, una terza fase del Salmo (vv. 28-32) si sviluppa sulla base di un inno autonomo in onore di Jhwh Re universale. Per questo il carme nella sua totalità e quindi la preghiera del Cristo sono un canto di grande desolazione, ma anche di forte speranza [G. Ravasi].
«Padre, dopo le forti grida, e le lacrime / di tuo Figlio in croce, non ti chiediamo di capire; / ti chiediamo solo di essere fedeli come lui / e che tu ci esaudisca nella nostra pietà: / così pure noi possiamo cantare l’inno della Pasqua / insieme a tutti i poveri e gli oppressi» [D.M. Turoldo]
Francesco d’Assisi, nella sua profonda meditazione orante della Passione di Cristo, partendo dalla trama del Salmo 21 elabora sapientemente diverse citazioni bibliche per comporre il “suo” Salmo (il 6°) per l’Ufficio della Passione del Signore:
Salmo [VI]
O voi tutti che passate per via, * [Lam 1,12] / considerate e vedete se c’è dolore pari al mio dolore.
Perché mi ha circondato un branco di cani, * [Sal 21,17] / una banda dei malvagi mi ha assediato.
Essi mi hanno osservato e scrutato, † [Sal 21,18-19] / si sono divise tra loro le mie vesti * / e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
Hanno forato le mie mani e i miei piedi, * [Sal 21,17-18] / hanno contato tutte le mie ossa.
Hanno spalancato contro di me la loro bocca, * [Sal 21,14] / come leone che sbrana e ruggisce.
Come acqua sono stato versato, * [Sal 21,15] / sono disperse tutte le mie ossa.
E il mio cuore è diventato come cera che si fonde * / in mezzo alle mie viscere.
Come coccio si è seccata la mia forza, * [Sal. 21,16] / la mia lingua si è attaccata alle mie fauci.
Come cibo mi hanno dato fiele * [Sal 68,22] / e nella mia sete mi hanno abbeverato con aceto.
Mi hanno condotto nella polvere di morte * [Sal 21,16] / e hanno accresciuto il dolore delle mie ferite. [Sal 68,27]
Mi ero addormentato e sono risorto, * [cf. Sal 3,6] / e il Padre mio santissimo mi ha accolto nella gloria. [cf. Sal 72,24]
Padre santo, tu hai preso la mia destra † [Gv 17,11] / e mi hai guidato nella tua volontà * [Sal 72,23-24] / e mi hai assunto nella gloria.
Che altro, infatti, c’è per me in cielo? * [Sal 72,25] / e da te che altro ho voluto sulla terra?
Guardate e sappiate che io sono Dio, dice il Signore, * [Sal 45,11] / sarò esaltato fra le genti e innalzato sulla terra.
Benedetto il Signore Dio di Israele, † [Lc 1,68] / che ha redento le anime dei suoi servi * / con il proprio santissimo suo sangue, [cf. Ap 5,9]
egli non abbandonerà * [Sal 33,23 Vg] / tutti quelli che sperano in lui.
E sappiamo che egli viene, * [cf. Sal 95,13] / che verrà a giudicare ciò che è giusto.
Gloria al Padre… Come era nel principio…
(Francesco d’Assisi, Ufficio della Passione del Signore, Salmo VI : FF 287).
Frate Andrea Vaona   / BIBBIA FRANCESCANA /