mercoledì 27 agosto 2014

Corso vocazionale San Damiano 2014-15

Assisi: campo maturandi 2014
Caro giovane in ricerca e in ascolto della vocazione divina, il Signore ti dia pace.
Questa estate un poco "anomala" (per le varie turbolenze meteorologiche) sta ormai volgendo al termine; chissà...forse anche tu hai vissuto qualche turbolenza interiore (la vita di un giovane non è mai facile!), ma speriamo anche belle e arricchenti esperienze che ti abbiano aiutato a crescere e maturare ( ad Assisi, Santiago, campi vari, routes..). Ma se il pensiero di ciascuno va ormai proiettandosi, con un pò di nostalgia per le vacanze finite, ai prossimi impegni di studio e di lavoro (tutto ricomincia), questo è però anche il tempo ideale di una ripartenza soprattutto spirituale, è il momento opportuno di ripensare alla tua vita, di deciderti per iniziare un percorso di discernimento, di affrontare finalmente le grandi domande che ti porti nel cuore, di non rimandare ancora una volta una ricerca ad una domanda che da tanto intuisci in te: "Signore cosa vuoi che io faccia"?

Se questo interrogativo risuona nel tuo animo, se forse qualche volta hai sognato di "diventare frate", se sei attratto (o forse impaurito) dalla vita di san Francesco, ti aspettiamo al Gruppo vocazionale francescano "San Damiano", un corso di discernimento alla vita francescana attivato da noi frati in varie regioni d'Italia. Avrai la possibilità di camminare insieme ad altri giovani alla scoperta di una vocazione forte e affascinante, rivolta a cuori audaci e un pò temerari e "pazzi", per donarsi senza riserve in umiltà e mitezza vivendo il Vangelo.  Scrivici e ti daremo tutte le informazioni che cerchi. Ti incoraggiamo e preghiamo per te. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto e fra Francesco


PREGHIERA DEL GRUPPO VOCAZIONALE
SAN DAMIANO

Gesù nostra via,
fa' che camminiamo
per i tuoi sentieri,
per quelli che tu hai previsto per noi.

Gesù nostra verità,
fa' che ti possiamo conoscere
e avere la certezza della strada
che tu ci proponi.

Gesù nostra vita,
fa' che troviamo in te la pienezza
di ciò che tu ci prepari
in questa vita e per l'eternità.

(Carlo Maria cardinal Martini)

Questa stupenda preghiera è stata scritta appositamente, alcuni anni fa, per il Gruppo vocazionale san Damiano, dal cardinal Martini che volle riceverci e conoscerci. Lo ricordiamo con grata memoria affidando la sua anima al Padre della vita

domenica 24 agosto 2014

Oltre l'apparenza

Cari amici in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Sono reduce ancora una volta da Assisi dove ho condiviso una "grande" settimana di spiritualità con uno stupendo gruppo di maturandi (ragazzi diciottenni al termine della scuola superiore). Insieme abbiamo ripercorso l'esperienza di vita san Francesco, percepita da tutti come vicina e significativa e incredibilmente provocante in questo momento in cui si apprestano a fare delle scelte importanti  per il loro futuro (l'università, il lavoro, la vocazione...). Sempre mi colpisce come san Francesco abbia proprio questo dono speciale di saper parlare al cuore dei giovani.  Lo dimostra anche la lettera che mi è giunta qualche giorno fa da Giacomo (un giovane non credente, ma "toccato" da san Francesco nel visitare la sua tomba ad Assisi) . Ve la propongo insieme alla mia risposta. Sarebbe anche molto bello che qualche lettore scrivesse la sua personale esperienza con S. Francesco. Queste testimonianze, infatti, arricchiscono tutti e possono davvero aiutare anche altri ragazzi nel loro cammino umano e spirituale. Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto

Assisi - tomba di san Francesco
LETTERA DI GIACOMO
Buon giorno fra Alberto, scusi se la disturbo ma vorrei un suo parere.
Prima faccio una piccola premessa su di me: ho 28 anni, sono un ragazzo (di Roma) che dall'aspetto sembra tutto l'opposto, cioè con tatuaggi, rasato, ma in realtà sono buono e spesso timido. L'apparenza dice di me che sono un duro, dalla vita spericolata e fissato col sesso e le donne. Invece anche qui, tutto il contrario: come prova posso dirle che le ragazze che ho avuto (tutte serie) si contano su una mano (ho 28 anni!!); non fumo, non bevo. Per farle capire come sono, dico anche che ho frequentato il conservatorio e suono il violoncello (mi piace Bach);  ultimamente non mangio neanche carne perchè mi dispiace per gli animali.
Ora, detto questo, arrivo al dunque! Se si esclude quando ero bambino, non sono mai stato un frequentatore di Chiesa e non credo molto nella religione, ma credo più alle persone che spendono la loro vita per aiutare gli altri.
L'anno scorso sono stato con i miei genitori in Umbria ( sono nativi di quella regione) e dietro loro insistenza abbiamo visitato Assisi. Io, per la verità, non volendoci andare, avevo tentato di sottrarmi con la classica frase "ma no dai... non mi interessa nulla, nè la chiesa, nè vedere la tomba di San Francesco" e anche durante la visita non mi sono soffermato molto a guardare. Eppure, nonostante questa mia non voglia, con sorpresa (scendendo nella cripta) ho provato una sensazione strana, tipo di pace! In realtà non so bene come definirla o spiegarla; una sensazione mai provata, cresciuta in me e fattasi via via ancora più forte, stranamente, nei mesi successivi. Anche adesso se penso a San Francesco ed al luogo della Basilica dove è sepolto mi sento strano. Questo non vuol dire che ora mi interessi andare in Chiesa, tipo a messa, qua dove abito!!! Sia chiaro! Provo però questa sensazione e emozione molto particolare solo se penso a San Francesco ed alla sua tomba.
Sinceramente non so neanche perchè ho scritto questa mail, da dove mia sia venuta la voglia di cercare in internet "frati francescani"! Poi ho trovato il suo nome e ho scritto.
Scusi se l'ho disturbata, ma volevo un suo parere: se le è già capitato di sentire persone disinteressate alla religione, ma nonostante questo, che ne fossero colpiti  e in qualche modo attratti senza volerlo. Ed è proprio questo che non capisco: può essere una cosa normale?
Chiarisco che sto solo parlando di sensazioni, niente di più, ma a volte si sentono persone che hanno la vocazione ecc, e solo il pensiero mi fa paura. Su di me penso proprio che la cosa sia  impossibile al 100%!!!.
Scusi se l'ho disturbata e mi creda, non rileggo neanche la mail, altrimenti c'è il rischio che io la cancelli, quindi invio con magari errori :) Grazie del suo ascolto. Giacomo

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Pace a te fratello! Grazie per la fiducia e per aver "osato"... scrivere niente meno che ad un frate!!! Ci sono dei gesti nella vita, che a volte sono così semplici..eppure così difficili! Grazie anche per il racconto di te, di quanto avvenuto ad Assisi e per quanto mi hai un poco svelato... Che dire? Prima di tutto è bello che tu ti riconosca come un ragazzo normale ( al di là dell'apparenza un poco "ruvida" tipica dei giovani di questi tempi):) e mi pare di capire che vieni da una famiglia buona e credente e che ti ha voluto con sé ad Assisi. Meno male che le nostre origini e quanto abbiamo ricevuto di buono dai nostri cari, caro fratello, sono sempre più forti e radicate in noi di quanto possiamo immaginare!!! Ringrazia dunque il Signore che ti ha donato dei bravi genitori: lo si intuisce da come ti descrivi! Ciascuno di noi infatti è sempre anche il frutto di quanto ricevuto, specie in famiglia.
Credo poi che in ogni giovane sia nascosto e seminato qualche cosa (aneliti, desideri, sogni, aspirazioni..) di ben più grande e più bello di quanto lui stesso possa vedere o immaginare.. Succede poi che a volte, recandosi in qualche luogo particolare (com'è Assisi o Medjugorie o Lourdes...), questo tesoro nascosto..un poco si manifesti e si riveli e chieda di essere scoperto e venire alla luce. Forse è quello che è avvenuto anche per te? Tentando di interpretare il tuo tesoro nascosto, vi ci vedo un grande desiderio di bene (confermato del resto dalla tua stessa vita, già buona); appare evidente il tuo bisogno di "pace" che lì ad Assisi, chissà perché,  ha trovato appagamento e pienezza; traspare da quanto mi hai scritto poi l'ammirazione e forse il desiderio di imitare chi si spende per gli altri; emerge poi una grande sensibilità e profondità d'animo (Bach!!) che un poco contrasta con l'aspetto esterno rude e tatuato, e che forse chiede di essere alimentata e dissetata, che cerca una sorgente. Ebbene Assisi, e san Francesco, sono certamente una fonte di acqua pura  cui avvicinarsi senza paura di trovare acqua inquinata e traditrice. Non so se conosci l'esperienza di questo santo che potresti provare ad approfondire? Io la riassumo così: san Francesco è un giovane appassionato di Dio!! Egli, nel suo cammino di conversione, lo scopre e incontra come il Padre buono, Padre suo e di ogni creatura, e dunque Padre di ogni persona e origine di ogni essere vivente. Perciò Francesco  sempre sente di dover cantare e dare lode all'Altissimo e di tutto ringraziarlo. Una sola cosa è da temere e rifuggire: il male e il peccato che ci allontanano da Lui. Dio Padre è dunque per Francesco la sorgente vera e pura che ispira ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni suo sentimento. Attingendo sempre a questa sorgente di nulla e nessuno avrà più paura; in Dio tutto saprà trasformare e far risplendere e così persino la povertà e la morte diventeranno sorelle, i lebbrosi e i briganti e ladroni ed ogni uomo saranno per lui fratelli, il lupo sarà ammansito e là dove c'è la guerra Francesco saprà portare la pace e la letizia del cuore. Tutto canta in Francesco; la sua vita è una danza...di amore e libertà in Dio e per Dio!
Questo mi serve anche per dirti un'altra cosa:  la fede cristiana non consiste tanto nel fare o nel non fare delle cose o dei riti, o nel rispettare o meno alcune norme. Il cristiano è semplicemente e prima di tutto colui che ha un incontro profondo e personale e intimo con il Signore Gesù: tutto il resto deriva da lì, ne è la conseguenza!! Questa è anche l'esperienza di San Francesco e dei "matti" come lui che nei secoli l'hanno imitato diventando frati!!
Carissimo, scusa se mi sono dilungato, forse dicendoti cose che poco ti interessano. In ogni caso, se in futuro vorrai ancora tornare ad Assisi, sappi che potresti anche "osare" di chiedere ospitalità ai frati per qualche giorno e condividere un poco la nostra vita! Non è una cosa inusuale per noi, anzi!! Tanti sono i giovani che accogliamo anche solo per dare loro l'opportunità di qualche spazio di silenzio interiore, di preghiera, di quiete; per ritrovarsi, per capire dove andare e che fare nella loro vita...
Dunque non temere: eventualmente fatti vivo e scrivimi che provvedo a darti un contatto in Assisi.
In ogni caso anche nella tua regione e città vi sono vari conventi francescani e qualche bravo confratello frate  che potrei farti conoscere per parlare un po’. Quanto ti è successo ad Assisi e in questi mesi, come quel pensiero nascosto sulla vocazione ( che tanto ti intimorisce), non credi vada approfondito??!! E se il Signore ti stesse in qualche modo , misteriosamente chiamando? Fammi sapere!!!
Carissimo, ora ti saluto! Ti affido al Signore Gesù e a san Francesco...e pregherò per te! Magari una preghiera, a modo tuo, potresti anche tu dirla per me: anch'io ne ho bisogno!
Ciao. Fra Alberto

Signore...cosa vuoi che io faccia?

lunedì 18 agosto 2014

Giovani verso Assisi 2014

Convegno Giovani verso Assisi 2014

Carissimi Giovani, eccoci a voi con un caloroso saluto di Pace e Bene, anche alle vostre persone care. Ormai il mese di agosto sta volgendo al termine. Speriamo abbiate avuto tutti la possibilità di riposarvi e di fare delle belle esperienze durante questa estate.
Stiamo già pensando all’autunno, in modo particolare al grande appuntamento di fine ottobre: il GVA 2014Appuntamento che vuole vedere i Giovani Francescani uniti e numerosi attorno a San Francesco, nella Gioia, nella Preghiera, nella Fraternità.
L'invito pressante di Papa Francesco ai Giovani di tutto il mondo ad essere i “nuovi costruttori della Chiesa e della società”, ci fa venire il desiderio di ritrovarci insieme.
L’appuntamento, quest'anno, è dal 29 ottobre al 2 novembre. Età: dai 18 ai 28 anni.
Cominciate a pensare, a diffondere la notizia con i vostri amici, e ad iscrivervi presto, perché poi deve mettersi in moto tutta l’organizzazione (termine iscrizioni giovedì 1 ottobre).
Per le Iscrizioni ( per il Nord Italia) trovate tutte le indicazioni nel sito: www.riparalamiacasa.it
Per le altre regioni ( centro-sud-isole) vai al sito "GiovaniversoAssisi"

Se qualcuno desidera partecipare al Coro GVA deve notificarcelo e concordarlo con noi entro il 31 agosto, perché, dal 19 al 21 settembre, sono previste, per chi può, le prove ad Anzio.

Vi aspettiamo numerosi. Intanto di nuovo un caro saluto e augurio di ogni Pace e Bene.
I vostri frati

domenica 17 agosto 2014

Anche tu



"Vai anche tu nella mia vigna. 
Anche tu! 
Stavolta non sfuggi. il Signore ce l'ha con te. 
la Sua mano tesa ti ha individuato nella folla.
Non voltarti indietro
e non guardarti accanto.
Ecco, risuona un nome: il tuo"

don Tonino Bello

venerdì 15 agosto 2014

Maria, la "tutta intera"

Venerdì 15 agosto 2014 - Solennità della beata Vergine Maria Assunta in cielo

Venezia - Basilica dei Frari: Assunta (Tiziano Vecellio)
Cari amici in ricerca e in ascolto della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Si celebra oggi la solennità dell'Assunzione (in corpo e anima) di Maria al cielo; una festa che all'apparenza sembra dirci forse poco. In realtà è alquanto attuale e vera specie per un giovane in ricerca e in discernimento vocazionale. L'Assunzione , che potremmo definire la Pasqua di Maria, la Pasqua estiva è, infatti, uno straordinario annuncio di resurrezione e speranza e richiama da subito ciascuno ad alzare lo sguardo alla patria celeste, ma anche ad una piena valorizzazione e maturazione di tutto ciò che è umano e dei tanti doni ricevuti, a partire da noi stessi, da ogni persona, dal creato, dal mondo. Fiducia e stima e amore e accoglienza e gratitudine e gioia e responsabilità...sono alcuni atteggiamenti che l'Assunzione sollecita. No dunque al pensiero di farsi frate o prete o monaca inseguendo falsi spiritualismi o visioni negative del corpo o del mondo, No a religiosi che scappano e rifuggono dalla realtà o da sé stessi o dal prossimo, No ad interpretazioni ostili e nemiche nei riguardi di ciò che è umano, No a separare il cielo dalla terra e il divino da ciò che è materiale, No a cristallizzazioni del sacro a scapito del profano; No a tristezze e musonerie..ecc.ecc.ecc.. Maria è stata Assunta in cielo "tutta intera", in corpo e anima; "tutta intera" Maria dimora con Dio "nei cieli"! E' un anticipo e una promessa di quanto avverrà a ciascuno di noi! Questo chiede, già da subito, ad ogni giovane in cammino vocazionale (come ad ogni frate e suora o prete) di amare il Signore ed ogni creatura, di essere autentici uomini e donne impregnati di spiritualità e segnati da una profonda e matura umanità, di avere uno sguardo perennemente rivolto al cielo (perchè quella è la meta da raggiungere e indicare) senza scappare però dalla vita spesso difficile e problematica di ciascuno e di tanti; chiede di essere persone impastate di luce e di terra, persone dal cuore grande per amare il Signore e il prossimo senza riserve..., persone che chiunque possa incontrare e sentire come vicine e amiche, persone dove è facile trovare un rifugio e un pezzo di pane e una Parola che guida e risana, persone che sanno farsi carico dei dolori e delle sofferenze altrui; persone integrate e unite...., uomini di Dio contenti e luminosi...  Maria, "tutta intera", in corpo e anima è stata assunta in cielo: questa unità riguarda anche noi! Questi sono i religiosi!! E' un cammino che dura una vita!
Cari amici in ricerca vocazionale, se la sfida appare grande, con Maria, di nulla possiamo temere. Ci affidiamo a lei come figli affettuosi e devoti. 
Vi benedico. fra Alberto
 

Da un commento di papa Benedetto XVI
«Al giorno d’oggi, il dogma dell’Assunzione corporea di Maria alla gloria celeste ci è piuttosto estraneo e sfuggevole. Quasi tutti i suoi elementi suonano come parole originali, senza che ci sia possibile coglierne pienamente il senso: Maria, il cielo, la gloria. Una sola parola intendiamo bene: il corpo. «Ciò che viene affermato in questa festa [dell’Assunta] è una confessione di fede nel corpo; e quindi nella terra, nella materia e nel futuro di tutte queste realtà. La Chiesa, in apparenza ostile al corpo, con questo dogma ha intonato un inno al corpo e lo ha posto in correlazione con quanto è divino. Infatti, il rapporto tra corpo e cielo, qui posto in luce, significa in verità una forte valutazione positiva del corpo: il corpo umano non è solo materia, ma ha un rapporto con il "cielo", cioè con Dio. Forse ciò ci risulta poco comprensibile, poiché in questa formulazione viene saltato un passaggio, intermedio, o esso viene dato come presupposto e di per sé evidente. Essa concerne quanto qui è più d’ogni altra cosa in gioco: il corpo ha a che fare con il cielo, perché esso ha a che fare con quanto è umano nell’uomo. «Questa è un’affermazione di grandissima attualità; [...] poiché è soltanto quando si sa apprezzare l’umano alla luce della promessa di Dio che si rende davvero onore al corpo. «Per queste ragioni, il reale radicamento dell’agire di Dio nel profondo della corporeità è – sia detto senza spiritualismi né saccenteria – tanto importante: iniziato con la nascita dalla Vergine Maria, esso ha raggiunto il culmine con la risurrezione del Signore e nel fatto che il sì di Dio, mediante il Figlio, ha potuto di nuovo incarnarsi nel sì della prima credente. «E così tutte le parole del dogma [dell’Assunzione] confluiscono insieme: prima cielo e corpo, e ora anche Maria e gloria, corpo e cielo».

giovedì 14 agosto 2014

S. Massimiliano Kolbe: un uomo per un altro uomo

Pace e bene 
a voi tutti cari amici in ricerca e in ascolto della vocazione divina per la vostra vita. 
Oggi, ricordiamo il martirio di un nostro frate francescano, fra Massimiliano Kolbe che morì il 14 agosto del 1941 ad Auschwitz offrendosi al posto di una altro prigioniero, Francesco Gajowniczek. Una tremenda e tragica scelta, ma coerente con ciò che da sempre aveva creduto e annunciatoDopo due settimane di indicibili sofferenze, nel porgere il braccio per la puntura di acido fenico, fra' Massimiliano serenamente dice: "Ave, Maria!". E' la vigilia dell'Assunta ed ha 47 anni. Terminata la guerra, il padre di famiglia scampato alla morte, più volte racconterà quegli eventi insieme all'incredibile gesto di fede operato da p. Kolbe. Nel 1981 Gajowniczek si trova a Mestre per una testimonianza che, un frate della basilica del Santo - fra Francesco Ruffato, raccoglie. Ve la propongo di seguito con l'invito a lasciarvi guidare nella vostra vita cristiana, dall'esempio forte e mite nello stesso tempo, di S. Massimiliano Maria Kolbe, frate minore conventuale. 
Al Signore Gesù e alla Vergine Immacolata, sempre la nostra Lode. fra Alberto


UN UOMO PER UN ALTRO UOMO
Massimiliano Kolbe, Auschwitz, 14 agosto 1941

HOMO HOMINI 
(Un uomo: Massimiliano Kolbe, per un altro uomo: Francesco Gajowniczek). 
Due parole in latino. Sono scritte su un bassorilievo in latta, appeso all’ingresso del Blocco della morte, ad Auschwitz, per ricordare il volontario sacrificio di Massimiliano Kolbe (14 agosto 1941), polacco, francescano minore conventuale, confratello dei Frati del Santo, per salvare dalla morte un padre di famiglia: Francesco Gajowniczek (+ 1995) . Ho accolto la sua diretta testimonianza dei fatti a Mestre, nell’ottobre 1981, quando giunse in Italia, ospite del Centro Culturale P.M. Kolbe di VE-Mestre, che celebrava il 40° anniversario del martirio del celebre frate polacco. Divenne l’uomo del giorno e di pace, a tre mesi dall’assassinio dell’Ing. Giuseppe Taliercio, ex direttore del Petrolchimico di Portomarghera, perpetrato dalle Brigate Rosse, Erano tempi di piombo e l’uomo risparmiato dalla morte per un atto d’amore poteva suscitare speranza di pace. Parlò alla città con tanta umiltà e commozione, senza retorica. Abbassò gli occhi e raccontò il dramma, messo, mirabilmente, in scena (film Vita per vita) dal celebre cineasta Ch. Zanussi. Raccontò particolari toccanti, come quando “Kolbe uscì dalle fila, rischiando di essere ucciso sull’istante, per chiedere al Lagerfhurer di sostituirmi. Non era immaginabile che la proposta fosse accettata, anzi molto più probabile che il prete fosse aggiunto ai dieci selezionati per morire insieme di fame e di sete. Invece no! Contro il regolamento, Kolbe mi salvò la vita”. Quel momento segnò la storia.

REAZIONI
Gajowniczek accettò di presentarsi anche agli studenti del Liceo classico R. Franchetti di Mestre, miei allievi, per rispondere alle loro domande. Già conoscevano la cronaca del martirio di Kolbe. Devo dire che il clima rispecchiava il tormento del terrore, suscitato in città dalle Brigate Rosse. E le domande erano tese. Sono rimaste inedite, tanto quanto le risposte, di cui vi riferisco, perché le ritengo di attualità. Giovane 19 anni:Lei non prova rimorso a viaggiare per il mondo con la faccia di un altro? Perché lei non si è rifiutato di essere sostituito? R. Amico, che domanda mi fa! Ad Auschwitz non era permesso nessun atto libero, nemmeno di pregare personalmente o di manifestare un gesto di solidarietà, di amicizia. Se ti attardavi per soccorrere qualcuno dei compagni, venivi riempito di botte e finivi nel fosso assieme al compagno. Se uno tentava di suicidarsi buttandosi contro i fili di alta tensione e non vi riusciva, veniva impiccato sulla piazza davanti a tutti. Noi eravamo proprietà del Terzo Reich”. Una ragazza: Padre Kolbe, per me, mi dispiace per lei, ha fatto male a sceglierne uno, abbandonando i compagni che contavano molto sul suo appoggio per resistere. Lei che ne pensa? R. “Una cosa è certa. Per i prigionieri p. Kolbe rappresentava tutto: il prete e l’animatore. Ci incoraggiava. Diceva che la guerra sarebbe finita presto e saremmo tornarti a casa tutti. Ci dava la forza di resistere. Era pronto a dividere con noi anche il suo pezzo di pane. Era unico e insostituibile. Questo è vero: lui ha scelto e il suo sacrificio, non la mia vita, è diventato maestro di umanità. Di più, signorina non so dirle. Mi perdoni”. Un professore: La capisco. Ma anche nel suo caso, vale più la virtù o la fortuna? R. Direi la virtù. Almeno uno l’ha salvato. Il gesto di Kolbe è un successo”. D. Per chi? A noi che sentiamo questa storia vien da dire che non c’era bisogno di Kolbe e che lei girasse il mondo per farlo conoscere, se avessimo tagliato la testa a Hitler prima che fosse votato democraticamente. Questo bisogna capire da questa storia e non affidarla alla virtù di uno o alla fortuna. A me vien da dire che lei è stato fortunato e Kolbe virtuoso. La sua fortuna è la ragione del successo di Kolbe. R. Che le posso dire? Quello che vado dicendo da quarant’anni è che io ho visto in faccia un uomo più forte della morte. I miei occhi si sono incontrati con i suoi. I suoi brillavano e io piangevo. Amico, bisogna provare per credere che lo stupore non è sufficiente a interpretare i fatti. Altra cosa certa: io sono vivo perché Padre Kolbe mi ha amato. Se non mi avesse amato, nemmeno Dio mi avrebbe scelto. Lei la chiama fortuna.Io ho capito, invece, che Qualcuno ha pensato a p. Kolbe, a me e alla mia famiglia”. Una ragazza: “Lei sarebbe stato capace di dare la vita per salvare quella di Kolbe?” R. Decisamente no. Avevo troppo odio e desiderio di vendetta in corpo”. Un giovane: Perché il Comandante del Campo ha fatto un eccezione per lei? R. Non per me, ma perché Kolbe era un prete: E i preti, simboli di pace, dovevano morire! Ma i pacifici sanno morire. Di essi ci si può fidare. Danno la vita per amore degli altri”. Io conclusi, dicendo: "Nessuna guerra ha insegnato a non fare la guerra. Maestri di pace sono coloro che preferiscono morire, piuttosto che far morire. Oggi come ieri".

Luigi Francesco Ruffato, frate del Santo di Padova

mercoledì 13 agosto 2014

Francesco: perchè a te tutto il mondo viene dietro?

Cari amici in ricerca e in cammino vocazionale il Signore vi dia pace.
Sono reduce da alcune settimane in Assisi, presso il convento e la Basilica di san Francesco. Ancora una volta sono rimasto stupito e colpito dal fascino trasmesso dal Poverello a tante persone che visitano questo luogo unico al mondo; tantissimi anche i giovani con i loro sguardi inquieti e interroganti; belli i loro occhi carichi di stupore e meraviglia, ma anche di tante richieste di senso e di direzione da dare alle propria vita; tante le loro domande, quasi che solo Assisi sappia far venire a galla un vissuto di sogni e desideri e paure mai espresso e che finalmente, qui, può trovare parola.
Ma che ci vede un giovane di così speciale in san Francesco? Perché ancora tutti continuano ad andargli dietro, dopo secoli? Sono domande che ogni volta mi pongo quando sosto alla sua tomba, nella cripta, e vedo tanti ragazzi passare lì davanti a lui, oppure quando al portone del convento, in piazza, molti vengono a bussare, a chiedere, a cercare ...!! 
Di seguito metto un tentativo di risposta, ma...è una risposta che richiedo anche a voi miei cari lettori: sarebbe bello avere anche una vostra testimonianza da condividere su questo spazio. Sarebbe arricchente per tutti. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto


Francesco: perché a te tutto il mondo viene dietro?
Forse, una possibile risposta è che la testimonianza del Poverello di Assisi non si può rinchiudere e non può essere mai definita una volta per sempre, così come è impossibile "rinchiudere" e definire un giovane, che proprio in quanto tale "si sta facendo", si sta costruendo, è in ricerca di sé e del mondo e del suo senso : si tratta di un messaggio, di una spiritualità, che sempre rivendica la sua libertà, la sua gioia di vivere, il bisogno di aria pura e di un camminare a piedi scalzi per nuove vie e nuovi incontri. 
Sembra trovare la propria casa solo quando non ha casa. 
Da quando, sulla piazza di Assisi, davanti al Vescovo e ai suoi concittadini stupiti, Francesco si è spogliato restituendo tutto al padre, con le parole: «D’ora in poi potrò dire con libertà: "Padre nostro che sei nei cieli..." e non più "padre mio Pietro di Bernardone"», lui e il suo messaggio non sopportano più nessuna schiavitù. Nessun abito sarà più della sua taglia.
«Francesco, perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti e di udirti e di obbedirti? Francesco, perché a te?» (Fioretti, 10). La domanda di frate Masseo riceverebbe oggi le risposte più svariate: per lo spirito poetico, per l’amore alla natura e alle creature, per la condivisione viscerale con i più poveri, per la capacità di riconciliare e pacificare... Ognuno ha da sempre un suo "abito" da affibbiare a Francesco! E' successo così anche nella storia di noi frati!! Ma francesco è ogni volta ben di più; Francesco infatti ripete a ciascuno: «Voglio che non mi si parli di nessuna regola, (...) né di nessun altro ideale e maniera di vita diverso da quello che dal Signore mi è stato misericordiosamente rivelato e concesso. Il Signore mi ha detto di volere che io fossi come Lui un pazzo in questo mondo...» (Spec. 68, cfr. 1Cor 4,10).


Perché Francesco affascina ancora e non lascia "dormire" in pace? Perché rimanda direttamente alla Buona Novella, rinvia all’incontro diretto con Gesù, e invita ciascuno a fare altrettanto: «Ora tocca a te, al tuo corpo, al tuo cuore dare carne al Vangelo oggi, con audacia e senza esitazioni. Sei tra le braccia di Dio Padre: non avere paura!».
Francesco affascina perché rivela ed esprime tutte le possibilità esistenti in noi, ma che spesso non riusciamo a liberare a causa del ripiegamento su noi stessi che ci soffoca e ci angoscia.
«Francesco - dice il primo biografo - sembrava un uomo di un altro mondo» (1Cel 36): di un mondo più umano, fraterno, rispettoso, solidale; il mondo che tutti desideriamo e sogniamo, il mondo a noi affidato già in questo tempo, qui e ora! Sta anche a noi, adesso, non subire passivamente l’imposizione delle infinite forme idolatriche ed egocentriche e di schiavitù e paura che ci vengono imposte, ma accogliere con cuore libero e nuovo il progetto originario di Dio.
A ognuno di noi, infatti, uomo o donna, giovane o vecchio, è rivolta la grande consegna che il Poverello pronuncia in punto di morte: «Io ho fatto la mia parte, Cristo vi insegni la vostra» (2Cel 214). Francesco ci ha lasciato un contenuto "nudo", come era lui sulla piazza di Assisi, ci ha trasmesso un messaggio chiaro da incarnare e testimoniare.
«Perché a te, Francesco?» Quando Francesco passava per le strade tutti correvano dietro a lui, perché sentivano che in lui c’era ben più di lui. A noi frati e anche a te giovane che "cerchi" spetta ridare freschezza, concretezza e attualità a questo messaggio: non possiamo deludere le attese del mondo in cui viviamo.
Assisi: estate 2014

Trent'anni prima del grande successo de "L'infinitamente piccolo", che mette in musica scritti di Francesco e brani della sua vita, il cantautore Angelo Branduardi aveva composto questa canzone giovanile (1972), intitolata Francesco, che vi propongo. In essa medita sulla figura di Francesco, il quale, con le sue scelte di vita, fa pensare, sfida i giovani di tutti i tempi, e tanti ne ha convinti a seguirlo. Ascoltiamo queste parole musicate dal menestrello Branduardi:


Che cosa ti ha fatto pensare
che ci fossero cieli più belli
al di là delle mura di casa,
oltre il giardino in fondo alla strada
che cosa ti ha fatto pensare...
E quando hai passato il cancello
sulla strada che sale ad Assisi
tu il figlio del ricco mercante,
senza un soldo e senza le scarpe
Francesco, uomo santo e felice.

E così te ne vai con i tuoi pochi,
tanto ricco nella tua povertà
Così saggio da parlare anche col lupo
tanto sapiente da non volere niente.

Che cosa mi ha fatto pensare
questa sera a cieli più belli
al di là delle mura di casa
oltre il mare in fondo al tramonto
che cosa mi ha fatto pensare...
E quando mi sento già stanco
sulla strada che va poco lontano
io il figlio di un padre qualunque
con le scarpe, ma con poco coraggio
Francesco, mi sento già vecchio.

E così me ne vado da solo
sulla strada che sale ad Assisi
così solo da cercare ad ogni passo
la tua voce che ancora muove il grano
Francesco, uomo Santo e felice.