mercoledì 7 dicembre 2016

L'IMMACOLATA: PATRONA DELL'ORDINE FRANCESCANO

8 dicembre 2016

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
“Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28).
Assisi-Basilica di san Francesco (chiostro dei novizi)
Statua dell'Immacolata benedetta da P. Massimiliano Kolbe 
Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
La solennità dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria è da sempre per tutti i francescani, la festa mariana più significativa e dunque celebrata con grande devozione e partecipazione in tutte le nostre chiese, specialmente nelle basiliche di san Francesco (Assisi) e di Sant'Antonio (Padova) da noi custodite.

Lo stesso San Francesco infatti, come ricordano i biografi, era " animato da indicibile affetto per la Madre del Signore Gesù", e pose in tal modo le basi del grande amore con il quale l'Ordine Francescano ha venerato nei secoli la Madre di Dio, la donna che ha dato a Gesù Cristo "la vera carne della nostra umanità e fragilità ... rendendolo nostro fratello".

Sant' Antonio pure scrive pensieri e preghiere stupende alla Vergine e in prossimità della morte chiede con insistenza di essere ricondotto da Camposampiero a Padova solo per ritornare nella piccola chiesa, annessa al convento, dedicata a S. Maria Mater Domini; morirà intonando un inno mariano!

Senza dubbio, una delle pagine più belle di questa storia di amore e di affetto dei francescani per la Madre di Dio, è stata scritta dal beato Giovanni Duns Scoto (1265-1308): scozzese di nascita, morto nel convento di Colonia in Germania (e sepolto nella nostra chiesa conventuale), fu un appassionato difensore del privilegio dell'Immacolata Concezione di Maria. Duns Scoto, con la sua acuta e sottile intelligenza, ha rivelato il mistero della grazia di Dio che ha avvolto fin dal primo istante della sua esistenza la donna destinata a diventare la Madre del Redentore, preservandola dal peccato originale.

Come non ricordare poi l'amore appassionato e la devozione filiale per l'Immacolata che sempre animò e sorresse P. Massimiliano Kolbe, il francescano conventuale martire ad Auschwitz ?! 

Che grande dono per noi frati e per ogni credente, avere la Madre Immacolata ! Una Madre splendente di bellezza, trasparente all'amore di Dio..!
A tutti pertanto buona solennità della Beata Vergine Maria Immacolata (Patrona dell'Ordine Francescano), colei che ci ha mostrato e donato Gesù, colei che nella Chiesa continua a farlo per noi e per ogni uomo.

A Lei ci affidiamo e a Gesù suo figlio e nostro Signore, sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Ad onore di Maria Immacolata ecco un canto meraviglioso 
propostoci da FRA ALESSANDRO

 

domenica 4 dicembre 2016

PREPARATE LA VIA

Cari amici in cammino, il Signore vi dia pace.

La figura che più di ogni altra caratterizza il tempo di Avvento è quella di Giovanni Battista. Una figura splendida anche per chi si sente in ricerca vocazionale e si interroga sulla propria strada di vita. Giovanni, infatti, è l’annunciatore della via che bisogna percorrere per incontrare Gesù. Lo abbiamo sentito nel vangelo di questa seconda domenica :«Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, appianate i suoi sentieri”» (Mt 3,3). Per incamminarci verso la festa, che – forse più di ogni altra – esprime la ricerca dell’uomo da parte di Dio, occorre dunque preparare da parte nostra la via al Signore. Tutto è racchiuso in questa frase.

Ma che cosa significa e in che cosa consiste  questa "preparazione" e questo predisporre la strada a chi ha tanto tenacemente rincorso le sue creature da diventare a propria volta uomo? Prima di ogni altra cosa vuol dire orientarsi ad accoglierloPer farlo occorre fare spazio dentro di noi. Occorre, quindi valutare bene cosa abbiamo e custodiamo nello " zaino" della nostra vita e del nostro cammino quotidiano; occorre iniziare a liberarci da tante cose inutili e ingombranti e frastornanti, occorre allontanare anche ciò che in noi c'è di disordinato e maligno e così, più leggeri ed essenziali, correre incontro alla meta, al Signore Gesù che viene per noi.

Si tratta di prendere molto seriamente l'invito evangelico «Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2; 4,17). Il Natale,  infatti, ( ma anche la nostra ricerca e domanda vocazionale ), potrebbe arrivare e anche passare invano,  lasciandoci assolutamente indifferenti e uguali, rinchiusi e bloccati dai nostri pesi e peccati, dal nostro male, dalle nostre sofferenze e fatiche o anche dal nostro rifiuto e da scelte di comodo. Ed allora, creiamo spazio, buttiamo via ciò che non serve, alleggeriamo il nostro bagaglio... Recuperiamo semplicità e sobrietà, la bellezza di relazioni vere con chi ci vive accanto, cerchiamo il silenzio, mettiamoci in ascolto, troviamo tempo per la preghiera ... Solo così il cammino sarà più lieto e veloce, solo così ciascuno potrà trovare la propria via e vocazione, solo così potrà avvenire il nostro incontro con Gesù.

A Lui sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Prepariamo la via... Prepariamo gli zaini...si parte !
Seconda domenica di Avvento - 4 dicembre 2016
Dal Vangelo di Matteo (3,1-12)

In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? Fate dunque frutti degni di conversione,
e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. Gia la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile».

venerdì 2 dicembre 2016

LA VOCAZIONE E' COME LA PREGHIERA


Cari amici, il Signore vi dia pace.

Alcuni giorni fa ho risposto a Zeno, un ragazzo di Trieste (24 anni) che mi chiedeva un approfondimento sulla vocazione religiosa, su come riconoscerla e su alcuni suoi aspetti irrinunciabili.

Rimandandolo anche ai tanti post già scritti sull'argomento mi sono soffermato in particolare su una frase di Madre Teresa che recentemente mi ha colpito anche grazie al talento di un frate , fra Isaiah, che l'ha tradotta in musica :

  • "Prayer is not asking. Prayer is putting oneself in the hands of God, at His disposition, and listening to His voice in the depth of our hearts."
  • "La preghiera non chiede. La preghiera è mettersi nelle mani di Dio, a Sua disposizione, ascoltando la Sua voce nel profondo dei nostri cuori". 

Così come la preghiera, anche la vocazione religiosa non chiede, non pretende, non è per sè stessi!
Ugualmente, esige un rimettersi completamente nella mani di Dio, a Sua totale disposizione, consegnandosi a Lui! 
Chiede un ascolto attento e profondo, cerca il silenzio, per udire nel cuore i Suoi sussurri e gemiti!
E' dire e pregare come San Francesco: "Signore, cosa vuoi che io faccia?". 

A Lui sempre la nostra Lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


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Fra Isaiah canta per Dio... e per noi
 

mercoledì 30 novembre 2016

QUANDO SEGUIRE GESU? SUBITO O DOMANI ?

Cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita,
ripropongo oggi la corrispondenza con un giovane, LUCA, un ragazzo di 23 anni residente al sud, che tempo fa mi avevo scritto. Ho ripensato a lui ascoltando il vangelo di oggi con la chiamata dei primi discepoli, fra cui s. Andrea Apostolo. Questi, SUBITO rispondono e lo seguono ! Ecco qualche passaggio della mail di Luca e anche parte della mia risposta.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide... (Mt 4,18)
LETTERA DI LUCA
Caro p. Alberto (...) da sempre, fin da bambino (avevo 10 anni.. già!),  porto in me un richiamo segreto e inconfessato: diventare prete! Il mio prete ideale è il mio vecchio parroco, Don (...) che fu un santo uomo che si donò a tutti senza risparmiarsi e sempre col sorriso. Si tratta di un pensiero a volte bello, a volte temuto e fastidioso e che allontano, ma poi ritorna. Non ne ho mai parlato con nessuno per paura di compromettermi, che la voce girasse, di restare incastrato!!  Insieme a questo sogno/timore, convivono in me tanti altri desideri e progetti; faccio atletica e sport (gareggio a livello regionale), frequento l'università, ho iniziato una relazione da poco con una ragazza, vorrei viaggiare e conoscere la vita. Insomma tutti i desideri e i sogni di un giovane sono miei. In questi anni, ho sempre mantenuto la Fede  anche in contrasto con le scelte dei miei amici (voglio bene a Gesù! e lo prego sempre), ma per quanto riguarda la vocazione,  ho continuato a rimandare dicendo a me stesso, ho tante cose da fare prima, ci penserò "domani" e poi "domani" ancora, vedrò più avanti, forse nella speranza segreta che "quell'idea" mi potesse passare, ma devo ammettere che non è così! Vivo pertanto da tempo un forte conflitto interiore che mi blocca: vorrei e anche no! Mi piacerebbe, ma ho paura! Sento questa chiamata come vera per me, ma anche mi sento attirato da tante altre cose. E così... continuo a rimandare.. a domani... domani..(...)


RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Luca, scrive l'evangelista Matteo che Gesù, mentre stava camminando presso il Mar di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. Allora « Gesù li chiamò e subito, lasciata la barca e il loro padre e lo seguirono ». 
Da una sua biografia, (La leggenda dei tre compagni) sappiamo come San Francesco, mentre si trovava a Spoleto (diretto a combattere in Puglia inseguendo il suo sogno di essere cavaliere) abbia udito una voce misteriosa. Questa gli chiese: " « Francesco, chi è meglio per te servire, chi può esserti più utile? Il padrone, o il servo? » – « Il padrone » risponde Francesco. « E allora -- riprende la voce -- perché cerchi il servo in luogo del padrone? ». E Francesco: « Cosa vuoi che io faccia, o Signore? ». « Ritorna-- gli risponde il Signore -- alla tua terra natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione ». Francesco con il cuore ardente, subito abbandonando le armi, ritornò senza indugio ad Assisi, ormai solo desideroso che il Signore gli rivelasse la Sua Volontà ". 
Questi due testi, uno del Vangelo e uno tratto dalla vita di S. Francesco, evidenziano un aspetto molto importante della vocazione: l' URGENZA, la NECESSITA' di una DECISIONE! La chiamata infatti, chiede fin da subito una prova di disponibilità e ascolto, un giocarsi, un buttarsi, un mettersi  in discussione e in cammino; per questo si può cadere facilmente in ostaggio della paura, o di rimandi infiniti come : "Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima ..." (Lc 9, 59-61)!!??.
La chiamata del Signore è dunque spesso una difficile sfida che scuote e interpella nel profondo, rompe comodi equlibri e infrange progetti preconfezionati o pre-pagati. Certo, possiamo anche anestetizzarla o evitarne l’impatto a volte molto duro (...come del resto è la CROCE !), mettendo però così a repentaglio "il senso" più vero della nostra stessa esistenza.
E, quando la paura prevale o sembra più forte? E di fronte alle immancabili difficoltà o dubbi? Ecco una parola chiave: FIDATI ! Il Signore non ti vuole “fregare” né rovinare ! (Quante volte invece pensiamo questo!!). Lui è sempre in noi e con noi e ci sostiene con la forza dello Spirito Santo: FIDATINon dire dunque "domani, domani" ... ma "Signore, cosa vuoi che io faccia ?". FIDATI!
Un consiglio davvero fraterno che ti offro, pregandoti di non rimandarlo "a domani" è questo: prova a parlarne finalmente con qualche sacerdote o religioso (noi frati ci trovi e siamo a...); non è un tabù pensare di diventare prete, ma nemmeno è un tabù il fatto che tu ne abbia timore e rifiuti talvolta questa strada !! Il dialogo stempererà molte di queste paure e ti aiuterà a chiarire cosa davvero sta nel tuo cuore, e l'autentica volontà del Signore ( che magari ha in mente per te un bel matrimonio!!). Ho scritto spesso anche nel blog della necessità di avere un padre spirituale e di fare un cammino di discernimento (che certamente anche nella tua regione è attivato sia dalla Diocesi che da noi frati). Solo con una guida, solo con un cammino potrai finalmente comprendere cosa davvero il Signore vuole da te: da solo non andrai da nessuna parte!!!. Certo questo chiede da parte tua un comprometterti, l'uscire un pco allo scoperto e semplicemente ammettere (almeno come primo passo) che in te vi è questa domanda  e che la vuoi affrontare e guardare più da vicino!!! Ma ne vale la pena, se vuoi uscire da questo limbo in cui ti sei cacciato! Ricorda: una "decisione" apre sempre ulteriori porte e possibilità, mentre "l'indecisione", lo stallo, il rimando ti rinchiude nel timore, nell'angoscia, nell'inerzia..in una neutralità sterile e alla fine maligna (...) 
Ti benedico e incoraggio!
frate Alberto

martedì 29 novembre 2016

LA VOCAZIONE FRANCESCANA, SORGENTE DI SANTITA’

Giovani frati in preghiera
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.

Oggi, 29 Novembre, la grande famiglia francescana ricorda l'anniversario della promulgazione definitiva della Regola di San Francesco, approvata da Papa Onorio III nel 1223.

Non è dunque un caso che in quest’occasione si celebri anche la festa di Tutti i Santi dell'Ordine Serafico, vale a dire i tanti francescani e francescane del primo, secondo e terzo Ordine (i frati, le monache, e i francescani laici, sia secolari sia regolari - come le tante suore "terziarie") che si sono santificati seguendo il Vangelo nella Regola del Serafico Padre.
Si tratta, infatti, di una schiera innumerevole di uomini, donne, religiosi e consacrati, laici e sposati che hanno raggiunto la perfezione evangelica imitando e facendo propri i passi e gli insegnamenti del Poverello di Assisi.

Per noi frati in particolare, la festa di Tutti i Santi Francescani, assume ogni anno un significato molto bello: dopo il canto dei vespri, vi è, infatti, il Rinnovo dei voti (castità, povertà e obbedienza) e dell'impegno a vivere fedelmente nella santa forma di vita inaugurata dal Padre san Francesco e da ciascuno abbracciata.
  • E' un ridire e un confermare davanti al Signore e ai fratelli la propria vocazione.
  • E' un chiedere aiuto e protezione a Lui e ai Santi che ci hanno preceduto nella scelta francescana.
  • E' affidarci alla preghiera di chi ci sta accanto. 
Al riguardo, sono certo che possiamo contare anche sulla vostra, come sul vostro sostegno e la vostra amicizia. Ne abbiamo bisogno!

Le parole pronunciate nel rito (che riporto di seguito), del resto, bene esprimono il senso di piccolezza e fragilità di ciascun frate come la grandezza di una chiamata che sola può reggersi per la benevolenza e la grazia del Signore.

A Lui sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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FESTA DI TUTTI I SANTI DELL’ORDINE SERAFICO
(29 novembre)
Rito della Rinnovazione dei voti secondo il messale Romano - Serafico

Il Superiore (il Guardiano) della Comunità:
Seguendo l’esempio del nostro Padre San Francesco, che soleva spesso ripetere:
"Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché fino ad ora in nulla o poco abbiamo progredito", preghiamo fratelli carissimi, Dio nostro Padre, che dà la perseveranza nel bene, perché si degni di concedere l’aiuto della sua grazia a questi suoi figli che rinnovano oggi i loro voti.

Tutti pregano in silenzio per un po’ di tempo.

Il Guardiano dice:
Guarda con bontà, o Signore, questi tuoi figli, che nella tua provvidenza hai chiamato alla perfezione evangelica; fa che proseguano con generosa e costante dedizione il cammino intrapreso con tanto entusiasmo.

Tutti: Amen.

I Frati, assieme, rinnovano la loro professione religiosa:
Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, ti benedico e ti rendo grazie perché con la forza del tuo amore mi hai chiamato a seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, nella forma di vita che ispirasti al tuo servo Francesco.
Con la forza dello Spirito Santo oggi rinnovo a te, con tutto lo slancio del cuore, il voto di vivere in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità; e insieme confermo l’impegno di professare la vita e la Regola dei Frati Minori confermata da papa Onorio, secondo le Costituzioni del nostro Ordine.
Padre santo, concedi che, sostenuto da Maria Immacolata, Vergine fatta Chiesa e modello della vita consacrata, per l’intercessione del Padre san Francesco e di tutti i Santi, con l’aiuto dei fratelli, perseveri sino alla fine nel santo proposito e, per tua sola grazia, giunga a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nella Unità semplice vivi e regni glorioso nei secoli dei secoli. Amen.

Il Guardiano dice la seguente preghiera:
Lode, gloria, onore e rendimento di grazie al nostro Dio. E a voi, che avete rinnovato l’impegno di osservare la forma di vita del Padre san Francesco, scritta a salvezza delle nostre anime, la benedizione in cielo dell’altissimo Padre, e in terra la benedizione del suo Figlio diletto col santissimo Spirito Paraclito.

Tutti: Amen.

domenica 27 novembre 2016

"NON SI ACCORSERO DI NULLA" ... E LA VITA PASSO' !!


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.

Nel Vangelo di questa prima domenica di Avvento, mi ha molto colpito l'espressione "NON SI ACCORSERO DI NULLA" riferita a quegli uomini che, prima del diluvio, continuarono a vivere i loro giorni nell'ignavia e nella superficialità, nel non senso e nella illusione "del fare", assolutamente ciechi a segni e richiami divini, così che il diluvio venne improvviso per loro e li annientò.

Mi pare un appello serio per la nostra vita e la nostra ricerca vocazionale.
Anche per tanti giovani (e adulti!) vi è infatti oggi il rischio di vivere "senza accorgersi di nulla", di lasciar trascorrere i propri giorni senza un vero significato, di rifuggire da impegni e responsabilità profonde, di non ascoltare men che meno Dio, lasciandosi invece stordire dal gioco dell'apparenza, dalla solitudine del "perennemente connessi".... Una vita di noia, una vita vuota, una vita da schiavi e illusi.

Ma i nostri anni,  che ci piaccia o no, scorrono veloci, la giovinezza pure, così il tempo delle decisioni e della costruzione del proprio futuro. Possiamo decidere di amare e spenderci per qualche cosa di grande, per gli altri, per il bene, la giustizia e la bellezza, per Dio.. oppure restare nel vuoto e nel non senso, nella superficialità... per quanto sempre indaffarati e di corsa !

Vigiliamo dunque,  stiamo pronti e attenti ai segni di Dio e ai suoi richiami:  per la nostra strada, per le nostre scelte, per la nostra vocazione, per il bene che potremmo fare e non facciamo , per il grido di tanti oppressi che non ascoltiamo e neppure vediamo..., per contrastare il male sempre in agguato. Il Signore ci chiama a dare significati grandi e luminosi alla nostra vita e a quella di chi incontriamo.

"Vegliate dunque (...) anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà".

A Lui sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

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Prima domenica di Avvento
27 novembre 2016
Dal Vangelo di Matteo ( 24,37-44).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi dscepoli: « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
»

venerdì 25 novembre 2016

GIOVANI VERSO ASSISI 2016 - MOMENTI SIGNIFICATIVI

GVA 2016 - Gruppo di giovani con fra Nicola e fra Giambo ( alla colonna)
Cari amici
in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi dia pace.

Molti di voi ancora mi scrivono  ricordando la bellisima esperienza del recente Convegno Giovani verso Assisi, giunto alla sua trentasettesima edizione , ma sempre "giovanissimo" e attuale per tanti ragazzi che a questo appuntamento attingono forza e gioia per la loro vita.

Il titolo e il tema di quest'anno "Sfamati dall'Amore" ci ha portato a riflettere sulla virtù della carità e sui vizi di gola e lussuria e su come impiegare al meglio quella straordinaria energia e forza regalataci dal Signore che è l'AMORE e la capacità e possibilità di VOLERE BENE .

Sotto trovate un video di 5 minuti per riviverne in sintesi i momenti più significativi .

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode
Vi benedico. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)