martedì 15 ottobre 2019

OTTOBRE MISSIONARIO - FRATI IN USCITA E MISSIONE

Rieti: Frati Francescani (della Sveglia francescana) in missione .
Pace e bene cari amici "in ricerca".

Nelle ultime settimane un folto gruppo di noi frati del nord Italia (con l'aiuto di bravissime suore, i nostri postulanti e alcuni giovani) è stato impegnato in una missione in una grande e complessa parrocchia alla periferia di Verona. L'esperienza è stata entusiasmante anche se talvolta difficile. Si è cercato di coinvolgere e contattare e conoscere le famiglie, i giovani, gli adulti..., l'intera realtà di un vasto e grigio quartiere sorto negli anni '50, annunciando in semplicità la bellezza del Vangelo e la gioia di credere nel Signore Gesù. 

Altri giovani frati (studenti a Roma) sono in questi giorni impegnati in un'analoga missione nella città di Rieti. (vedi Sveglia francescana)

Papa Francesco ha auspicato che il mese di ottobre 2019 sia un mese missionario straordinario e noi frati in qualche modo ci stiamo provando. Il tema scelto è: " Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo ".  Il Papa desidera, in realtà, che tutti i cristiani "adottino un atteggiamento costante di uscita, di apertura " e invita alla preghiera perchè lo Spirito Santo susciti una nuova primavera missionaria nella chiesa. 


Se questo invito è rivolto ad ogni battezzato, ancor più vale per noi frati francescani.
Se guardiamo, infatti, alle nostre radici francescane, fin dall'inizio dell'Ordine, San Francesco invia i frati in tutto il mondo in semplicità e povertà. Vuole che siano testimoni di Gesù. Vuole che annuncino la pace e la riconciliazione. Così i frati, da subito sono itineranti; si muovono senza tattiche o strategie particolari, andando però ad incontrare l'umanità contradditoria  di tante realtà e situazioni spesso in preda a violenze e divisioni.  Nella Regola al Capitolo XVI, il Poverello suggerisce in particolare due atteggiamenti su come vivere la missione, specie fra i non credenti e i lontani:

a) Il primo, è di non sollevare dispute né discussioni, ma che i frati si mostrino soggetti a ogni creatura umana per amore di Dio e in semplicità, per come possono, testimonino il loro essere cristiani.

b) Il secondo è che, quando vedranno che piace a Dio, annuncino la Parola di Dio anche a chi non crede o ha abbandonato la fede.

Pertanto, per San Francesco, la missione non è mai caratterizzata da un approccio "invasivo" o di "dominio" o di proselitismo in cui convincere ad ogni costo l'altro! Per il Poverello, prima di parlare, bisogna "essere"; l'atteggiamento sempre precede il contenuto.

I frati devono dunque anzitutto essere umili e pacifici e rispettosi. Devono manifestarsi ed essere riconosciuti, più che dalle parole, attraverso il loro autentico comportamento evangelico. E, come ancora dice Francesco,  solo " quando piacerà a Dio, proclameranno il Vangelo". 

Questo non significa sminuire la missione, anzi! Per ogni battezzato e ancor più per ogni frate francescano, la missione non si riduce certo a tempi o momenti limitati o occasionali. Tutti e sempre siamo chiamati ad "essere missionari"! La missione, chiede un atteggiamento di continua, costante grande responsabilità e amore e conversione verso quanti il Signore mette sulla nostra strada: giovani e anziani, persone sane o fragili, miti o ribelli o violenti, cercatori di Dio oppure lontani  ... La missione sgorga dal nostro essere legati e stretti a Gesù e dall'avere a cuore l'umanità intera; la missione chiede passione, umiltà, entusiasmo, verità, autenticità, fantasia, fiducia, fede...

In certi momenti o ambiti "essere missionari" significherà semplicemente dare testimonianza con il nostro semplice, ma autentico stile di vita evangelico. In altre situazioni, diventerà più necessario riuscire a toccare il cuore e l'intelligenza delle persone incontrate. Come avvenne agli scoraggiati discepoli di Emmaus quando il Cristo Risorto si fece loro compagno di strada portando conforto e speranza,  (Lc 24, 13-35), così anche noi possiamo camminare accanto alle persone ascoltando la loro vita e spiegando le Scritture.

"Mission, Path, Life" ... Abbiamo tante cose da dire, ma soprattutto da vivere!
W i frati in missione! E... se vuoi unirti a noi, c'è tanta strada anche per te!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



giovedì 10 ottobre 2019

FRATI A LOURDES : UNA MOSTRA DEDICATA A SAN MASSIMILIANO KOLBE

frère François Bustillo, guardiano del Convento di Lourdes 
Pace e bene cari amici in ricerca vocazionale.

Più volte ho scritto della nostra presenza francescana a Lourdes per il profondo legame e amore che da sempre il nostro Ordine francescano (frati minori conventuali) nutre e coltiva nei riguardi dell'Immacolata. Cantore straordinario della Vergine fu San Massimiliano Kolbe, martire ad Auschwitz per salvare la vita di un padre di famiglia. 

Per far conoscere ai tanti pellegrini questa grande figura di religioso i nostri confratelli francesi hanno allestito una bellissima mostra che ripercorre la vita di san Massimiliano Kolbe, indicandone le tappe principali . Alcune clip per far riflettere i giovani sulle difficoltà della vita quotidiana alla luce della vita del santo. E poi una cappella con una reliquia. 
È l’Expo Kolbe, a Lourdes, che sorge accanto al cachot di santa Bernadette. “Massimiliano Kolbe è passato da Lourdes nel 1930 e qui c’è un legame profondo con l’Immacolata spiega frère François Bustillo, guardiano del Convento di Lourdes - La vicinanza al Cachot? È un caso ma vogliamo dargli un senso, perché il cachot è un luogo di povertà e noi siamo francescani. Questo luogo di povertà è stato anche di ricchezza per Bernadette che ha vissuto qui per un periodo con i suoi familiari”.

L’impegno dei frati è quello di rievangelizzare, o meglio di “fare nuova evangelizzazione in un luogo e in un Paese secolarizzato”. “Non è detto che i lontani siano ostili, a volte sono indifferenti e curiosi – aggiunge frère François  -. Noi francescani dobbiamo essere audaci nel dire che cosa offriamo e proponiamo. Da qui passano giovani, passano adulti. Noi non sappiamo cosa vivono, da dove vengono e dove andranno. Cerchiamo una qualità alta del contatto con loro. Se riusciamo con la nostra semplicità a toccare i cuori e le intelligenze, possiamo trasmettere un messaggio di speranza. Dare la vita e non prendere o perdere la vita…una bella avventura

Nel concreto, i frati presentano la figura e la storia di san Massimiliano Kolbe, oltre alle clip video, dando un senso e un’attualità a queste immagini. “Seguiamo così un eroe della storia e presentiamo tracce che parlano di lui. Non è un eroe virtuale ma un eroe incarnato che è passato nella nostra storia e ha lasciato un gesto luminoso d’amore nell’inferno di Auschwitz. La luce splende nelle tenebre… (Gv 1,5)”.
Dunque ..mi raccomando, se andate a Lourdes, non mancate di far visita ai frati e e alla mostra su San Massimiliano Kolbe. Vedi i link delle nostre presenze:


P. Kolbe ( al centro, con la barba) attorniato da alcun i confratelli

mercoledì 9 ottobre 2019

UNA VITA DAL BALCONE...OPPURE ??


Cari giovani, per favore, non guardate la vita “DAL  BALCONE”, ponetevi dentro di essa. Gesù non è rimasto sul balcone, si è messo dentro; non guardate la vita “dal balcone”, entrate in essa come ha fatto Gesù

Ma soprattutto, in un modo o nell’altro, lottate per il bene comune, siate servitori dei poveri, siate protagonisti della rivoluzione della carità e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell’individualismo consumista e superficiale.

Amici, non aspettate fino a domani per collaborare alla trasformazione del mondo con la vostra energia, la vostra audacia e la vostra creatività. La vostra vita non è un “nel frattempo”. Voi siete l’adesso di Dio, che vi vuole fecondi. 

Perché «E' DANDO CHE SI RICEVE» e il modo migliore di preparare un buon futuro è vivere bene il presente con dedizione e generosità.

Papa Francesco (Christus vivit - nn 174-178)

martedì 8 ottobre 2019

NON ABBIATE PAURA DELLA FANTASIA DELL'AMORE


CARI GIOVANI,
NON ABBIATE PAURA DELLA FANTASIA DELL'AMORE !
L'AMORE E' CREATIVO, VA SEMPRE AVANTI,
 OLTRE I MURI,
 OLTRE LE DIFFERENZE,
OLTRE GLI OSTACOLI.

(PAPA FRANCESCO)

sabato 5 ottobre 2019

CON FRANCESCO ... "ATTENTI AL LUPO" !


Uno degli episodi più famosi della vita di Francesco d’Assisi è senz’altro il racconto del lupo di Gubbio, che il santo avrebbe ammansito e riconciliato con gli abitanti di quella città. 

Francesco mostra di non temere il lupo non perché si consideri più forte di lui e quindi in grado di tenerlo alla larga, ma perché giudica l’aggressività del lupo una risposta all’aggressività dell’uomo. Qualora l’uomo non facesse alcun male (agli animali e, possiamo supporre, alle piante e a ogni altra creatura) non sarebbe neppure aggredito e l’universo/ la natura tornerebbero a quella suprema armonia che aveva contrassegnato la condizione adamitica e che ora, spesso anche in maniera drammatica, verifichiamo avere perduto. 

Un insegnamento che trova conferma nell’episodio dei ladroni di Montecasale, lupi anch’essi, pronti a sbranare la gente derubandola e malmenandola. Francesco consigliò ai frati di avvicinarsi a loro armati non di roncole e bastoni, bensì di disposizioni dettate da mitezza e squisita carità, portando cibo e vino. E anch’essi, come il lupo di Gubbio, furono ammansiti e spinti a cambiar vita: «alcuni entrarono nella Religione, gli altri fecero penitenza promettendo nelle mani dei frati di non commettere mai più, d’allora in poi, quei misfatti, ma di voler vivere con il lavoro delle proprie mani».

D’altronde, non era scritto nella prima Regola francescana: «E chiunque verrà da loro (dai frati), amico o avversario, ladro o brigante, sia ricevuto con bontà»? Questo non significa che Francesco, malgrado la sua grande apertura verso i lupi — che avessero due o quattro zampe — si dimostrasse miope o sordo di fronte alla violenza gratuita e alla sopraffazione. 
La sua naturale bontà, la sua ferma volontà di non alzare muri, non era debolezza di fronte al male, né era il frutto di un’ingenuità dannosaEra piuttosto la Parola del Vangelo a suscitare in Francesco nuovi criteri interpretativi, indicando verso questi lupi e uomini rapaci e violenti, inediti e "in-sensati" atteggiamenti di misericordia e accoglienza e mitezza e fiducia e possibilità e offerta di riscatto e redenzione. 

L'episodio di Francesco che ammansisce i lupi è un richiamo rivolto anche a ciascuno di noi a non diventare noi stessi tutti dei Lupi, spesso sotto apparenti motivazioni di "buon senso"Non diceva già Plauto che l’uomo diventa spesso un lupo verso il suo simile? "Homo homini lupus". 

Commentando l’episodio del lupo di Gubbio, don Primo Mazzolari disse che il lupo è dentro ognuno di noi, anche se si può avere a che fare con due qualità di lupi: c’è, infatti, «il lupo selvatico, il lupo brado», rappresentato dal lupo famelico del fioretto, che nessuno di noi ha mai visto, e c’è «il lupo levigato, civile, che si veste bene, il lupo in veste d’agnello, che se la prende con il lupo che viene dalla foresta»

Dunque: "ATTENTI AL LUPO" nascosto nell'animo di ciscuno di noi e sempre in agguato, pronto ad azzannare e ferire l'altro!

Francesco ci invita a vigilare su noi stessi, rimandandoci sempre e unicamente al Vangelo e alla sua logica che ha ragioni che la ragione non ha !

Testo : rielaborazione da uno scritto di Felice Acrocca ( Osservatore Romano)

venerdì 4 ottobre 2019

LA NOTTE DI SAN FRANCESCO (4 ottobre - Basilica del Santo/Pd)


Cari amici in "ricerca", il Signore vi dia pace. 

Si celebra oggi la festa di san Francesco d'Assisi, giovane appassionato di Dio e degli uomini che subito tutti affascinò e conquistò con  la sua "follia" evangelica, con la sua gioia, con la sua semplicità e povertà disarmata e disarmante,  con il suo amore per ogni creatura vivente. 

Noi poveri e indegni frati suoi seguaci cerchiamo, tentiamo, ci azzardiamo spesso malamente e stentatamente di seguirne le orme: ma è bello avere un padre così che nessuno disprezza  o ripudia, ma tutti accompagna e attende e di ciascuno si fa fratello nel cammino della vita, nel cammino verso il Signore. 

A nostra volta, come frati, cerchiamo di farci pellegrini e compagni di strada di ogni persona, di ogni uomo e donna, di ogni giovane o anziano, camminando accanto a ciascuno in povertà e letizia di cuore...(di seguito un invito per tutti!!)

Grazie padre e fratello nostro Francesco!
I tuoi frati! 


==========///===///===///==========

SAINT FRANCIS NIGHT 

Venerdì 4 OTTOBRE
dalle 21.30 alle 24.00
la Basilica del Santo (Pd) 
rimarrà aperta a tutti, per un momento di preghiera, 
ascolto, canti, adorazione al
CROCIFISSO DI SAN DAMIANO

con la benedizione di san Francesco.