martedì 28 ottobre 2014

La provocazione della castità

Cari amici in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Oggi voglio affrontare il tema "spinoso" della castità che chiama in causa chi desidera diventare frate o comunque sente una chiamata alla vita religiosa o sacerdotale. Che cosa c'è dietro la scelta di rinunciare al matrimonio per dedicare la propria vita a Dio? Perché è difficile comprendere questo tipo di scelta? Domande che interpellano giovani e famiglie. E che esigono risposte. Sono infatti davvero tanti i giovani che mi scrivono sull'argomento e che ogni volta affermano che "se non fosse per la castità...mi farei subito frate". Un'obiezione che però rivela da subito come in realtà, non si abbia ben chiaro cosa significhi una chiamata, una vocazione religiosa che invece pretende "il tutto", la donazione totale e piena di sè senza ombre o aspetti riservati o porzioni proprie. Se infatti il Signore è il "sommo bene" , per dirla con san Francesco, ha senso e dà gioia consegnarsi interamente a Lui. Di seguito vi propongo un articolo al riguardo che spero vi possa essere utile.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto



C’è una parola che, al di fuori degli ambienti strettamente religiosi, suscita insieme curiosità e diffidenza, stupore ma anche perplessità. Ed è "castità". Non me ne meraviglio, anzi credo che queste reazioni siano normali. La castità come scelta di vita, cioè la rinuncia a sposarsi e ad una propria famiglia per dedicare interamente la propria vita a Dio e, di riflesso, ai fratelli è effettivamente uno scandalo perché è qualcosa che sembra andare contro la stessa natura umana. Eppure, pur con modalità diverse, è una scelta che accomuna parecchi percorsi spirituali anche non cristiani. Perché, come dice Gesù di questo stato di vita: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini; e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei Cieli. Chi può capire, capisca» (Mt 19,11-12).

Chiariamo subito una cosa. In realtà, a proposito di questa scelta di vita sarebbe meglio parlare di "verginità", essendo in qualche - modo la castità (intesa più in generale come custodia del cuore, come purezza da applicare ad ogni atto della vita) un impegno e un atteggiamento che dovrebbe riguardare chiunque creda e si sforzi di seguire gli insegnamenti evangelici e l'esempio di Gesù. E anche per restare al campo più strettamente sessuale, non è che agli sposati o ai non sposati in attesa di trovare un partner sia concessa ogni libertà. La sessualità, infatti, va comunque vissuta in modo ordinato e conforme al disegno di Dio sull'uomo perché possa trovare la sua migliore realizzazione.
Se, dunque, dopo questa precisazione, impieghiamo il termine un po' improprio di "castità" è perché questo è l'uso invalso nella Tradizione. D'altra parte, sempre nella stessa Tradizione, la castità non viene mai considerata da sola, ma strettamente unita ad altri due elementi che la accompagnano, cioè la "povertà" e "l'obbedienza". Questo perché si è sempre reputato che questi tre aspetti si aiutino e si sostengano a vicenda: non può reggere a lungo una vera castità chi non sia anche povero nello spirito e, quantomeno, parco nella vita, come chi non sia davvero obbediente e disponibile alla volontà di Dio anzitutto, ma anche alla materna guida della Chiesa ed, eventualmente, alla comunità nella quale è inserito.

Ma perché questa scelta - così anticonformista soprattutto oggi - che, proprio perché tale, non a tutti è dato capire? Che cosa c'è dietro, che cosa la muove e la sostiene? C'è l'intuizione - ma forse sarebbe meglio dire l'illuminazione - che Dio è Tutto e che, al contempo, è Amore. Un Tutto, un Amore che già di per sé riempie in modo così pieno la vita al punto che quest'ultima gli può essere, fin da qui, interamente dedicata. "Dio sarà tutto in tutti" ci dice s. Paolo riferendosi al Paradiso. Ecco, il vergine è stato così folgorato da questa rivelazione da volerla anticipare, da cercare di viverla con la maggior pienezza possibile fin da ora. La sua è, dunque, al contempo, una scelta e una testimonianza: quella che si può vivere di Dio rinunciando anche a gioie terrene lecite e giuste come quelle che nascono dall'amore di una famiglia umana. Non rinunciando, invece, a praticare un amore casto verso i fratelli in umanità, anzi dedicandosi totalmente ad essi come è più facile fare, con cuore indiviso, nella verginità e nel celibato.
Si tratta di una vocazione di minoranza. La chiamata al matrimonio è la più diffusa ed è altrettanto nobile e importante, dal momento che è attraverso di essa che vedono la luce i nuovi figli di Dio. Però è una vocazione preziosa perché, anche attraverso lo scandalo che suscita, ma pure per i frutti spirituali che produce. E' una testimonianza e al contempo un simbolo molto forte. Una sorta di piccolo faro che illumina e fa pensare.
Una vocazione che nel tempo ha assunto forme diverse. Monaci e monache ritirati nei loro monasteri, dai quali ci garantiscono un ricordo costante nella preghiera. Solo in Cielo sapremo quanto dobbiamo a questi fratelli che vegliano lodando e impetrando Dio per noi così indaffarati in tutti i nostri numerosi impegni. Religiosi e religiose di vita attiva dediti alle più varie opere sociali e di apostolato. E, da ultimo, laici che in forme diverse e spesso non rinunciando ad una professione testimoniano in mezzo a tutti questa loro scelta portandola, come testimonianza umile ma preziosa, fin dentro agli ingranaggi della vita. Confusi in mezzo agli altri, professionalmente impegnati ma, al contempo presenza che richiama alla consapevolezza che tutti, vergini e non vergini, siamo incamminati verso una meta preziosa. Una meta dalla quale a essi viene speranza e linfa e che, proprio per questo, dimostra come non tutto si esaurisca nei gesti e negli eventi di questa vita.

Forse a questo punto ci è più facile capire perché la Chiesa latina insista - anche contro una opinione pubblica spesso contraria - nel mantenere il sacerdozio ministeriale legato ad una scelta di verginità. Non sarebbe indispensabile. Si tratta infatti di una legge ecclesiastica e non di diritto divino. Tuttavia - al di là dei problemi pratici che il matrimonio comporterebbe per un prete: il mantenimento di una famiglia, la cura da dedicare a moglie e figli, che molto toglierebbero alla disponibilità di tempo per i fedeli - ciò che la Chiesa ha voluto sempre sottolineare è la testimonianza di un cuore sacerdotale che. similmente alla scelta fatta da Gesù, si offre totalmente a Dio ed ai fratelli con cuore indiviso, in un servizio di dedizione generosa e piena. Certo, molti di loro potranno qualche volta cadere, come del resto può succedere a tutti noi, ma è la meta che conta.
La misericordia di Dio è a loro disposizione come per ogni cristiano. Per questo possono rialzarsi anch'essi e ripartire con coraggio e speranza. È segno di poca comprensione delle radici profonde della scelta della Chiesa affermare, per esempio. che se i preti si sposassero sarebbero più equilibrati sessualmente e tra loro ci sarebbero meno pedofili. Occorre scegliere bene i candidati, questo sì, escludendo ovviamente le patologie. Occorre seguire bene la formazione dei sacerdoti - ma più in generale di chi abbia questa vocazione alla verginità - perché maturino la loro umanità in modo giusto e diventino capaci di fare una corretta sublimazione della loro energia sessuale e affettiva. Ma pensare che il rimedio alle difficoltà sia abbassare la grandezza della meta è togliere speranza alla fede e a tutta la lunga e gloriosa esperienza della Chiesa. Lo Spirito, che aiuta tutti a santificarsi nel modo più adatto a ciascuno, non può certo abbandonare questi suoi figli che ha chiamati ad un ruolo e ad una testimonianza speciali. Coraggio, dunque, a tutti loro che oggi più che mai remano contro corrente, e a noi, chiamati a stimarli profondamente e a sostenerli con la nostra preghiera.

La cultura di oggi vuole convincerci che rinunciare al sesso, al denaro ad una libertà quasi senza limiti sia una scelta assurda, incomprensibile, addirittura malata. E qualche volta rischia di riuscirci o, quanto meno, di insinuarci dei dubbi. È un fatto che oggi anche in famiglie di credenti, spesso si lotta contro eventuali vocazioni verginali dei figli.
Eppure, al di là di ogni ragionevole aspettativa ad ogni generazione, anche oggi, si ripete questo meraviglioso evento, quasi un miracolo che sempre provoca stupore: che un giovane (o anche un meno giovane) rispondano "sì" alla chiamata divina a seguire Gesù in povertà. castità, obbedienza. A seguirlo per testimoniare di un Amore che ha illuminato il loro cuore e che lo ha totalmente conquistato. Nuovi figli di Dio che vanno ad unirsi alla schiera dei vergini che nella Chiesa, pur con i loro limiti, cercano di anticipare coraggiosamente il Regno e aiutano tutti noi a ricordare la giusta gerarchia delle cose, il primato di Dio su tutto, la speranza che nasce dalla fede, la meta che ci attende.

Rosanna Brichetti

domenica 26 ottobre 2014

PACE E BENE

"PACE E BENE"
cari amici in ricerca della vocazione divina per la vostra vita!
"Pace e Bene": ecco il classico e conosciutissimo saluto francescano che da sempre caratterizza i frati e con cui solitamente anch'io apro i miei post . Al riguardo già avevo scritto tempo fa qualche pensiero. Ecco ora una bella riflessione offertaci da un confratello, fra Fabio Scarsato, responsabile de "Il Messaggero di S. Antonio", la rivista della Basilica del Santo che forse molti di voi già ricevono a casa. 
"Pace e Bene": prego affinchè questo augurio si concretizzi nella vita di ciascuno di voi, dei vostri cari, delle vostre famiglie. Buona domenica a tutti. 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto



Le parole di Francesco d’Assisi. Alcune diventate proverbiali, ormai parte dei nostri modi di dire. Per esempio il saluto di “pace e bene”.
Quante volte il dono della pace che noi chiediamo ha più a che fare con la nostra pigrizia e viltà, che non con la pace evangelicamente e francescanamente intesa?!
La chiamiamo pomposamente “pace”, ma non assomiglia piuttosto alla nostra “tranquillità”? Altresì detta: gli altri mi lasciano vivere, mi lasciano cioè in pace, e io lascio vivere gli altri, li lascio cioè in pace.
Nella primavera del 1198, Francesco dovrebbe avere circa 18 anni, gli abitanti di Assisi, e probabilmente Francesco tra di loro, prendono d’assalto la rocca, simbolo del potere imperiale, e la distruggono.
Ma di sicuro fu alla guerra contro Perugia, anch’egli armato fino ai denti, alla battaglia di Collestrada (1202) (mi sono sempre chiesto se avrà ammazzato qualcuno durante il combattimento…). Sappiamo che non finì bene: Francesco si fece quasi un anno di “carcere duro”. Non c’è che dire: davvero un bel inizio per il nostro campione della pace!
Eppure questo ce la dice lunga, in realtà, su cosa significhi “pace” per lui…
Come ce la dice lunga tutta una vita trascorsa non certo tra comodità e disimpegno. Tutta una vita andando a cercarsi guai e a cacciarsi nelle situazioni più conflittuali possibili! Che bisogno c’era di andare pure lui dal sultano? E chi glielo faceva fare di accorrere lì dovunque la gente se le dava di santa ragione?
Francesco aveva il temperamento di un “combattente”, e anche quando scoprirà la pace, questa non sarà mai per lui un rifugio. La pace evangelica non sarà per lui la reazione di una vita timorosa che cerca di proteggersi dagli affronti e dalle preoccupazioni del mondo.
«La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori»: dice Francesco ai suoi frati. Ecco da dove si parte per qualsiasi trattato, marcia o preghiera di pace! I “pacifici” sono prima dei “pacificati”…
È significativo che Francesco parli di pace in riferimento a situazioni di “conflitto”, di sofferenza: non come superamento o assenza, ma come un “starci dentro”.
Ecco come commenta la beatitudine evangelica:
Beati i pacifici, poiché saranno chiamati figli di Dio. Sono veri pacifici quelli che di tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo (Am 15: FF 164).
Non è: Signore, liberaci da tutti i guai!; ma: in ogni momento, anche nel peggiore, non farci perdere la pace!
Di pace, in giro per il mondo, se ne vede davvero poca. Eppure i seguaci del Poverello di Assisi si ostinano imperterriti a spargere attorno a sé il saluto di “pace e bene”!
Forse perché hanno capito che la pace va conquistata, e a caro prezzo, giorno per giorno, senza mai demordere né arrendersi?

frate Fabio Scarsato

venerdì 24 ottobre 2014

Ordinazione diaconale di Fra Daniele


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi dia Pace. 
Se circa un mese fa abbiamo partecipato alla Professione Solenne di due nostri giovani frati (fra Gabriele fra Enrico), la nostra fraternità vivrà sabato 25 ottobre un altro momento di grande gioia: l'Ordinazione Diaconale di Fra Daniele la Pera (nella cattedrale di Padova alle ore 16,00). E' commovente per me (animatore vocazionale di "lungo corso") vedere come, tappa dopo tappa i giovani frati, percorrano con tanta fede il loro cammino di discernimento e giungano a "snodi" e scelte così significative e importanti per la loro vita come per le nostre comunità e per la Chiesa intera. Si tratta di passi che certamente risultano incoraggianti anche per chi come voi, si sta da poco inoltrando nella vocazione francescana, si sta forse affacciando per la prima volta a questa esperienza e al nostro mondo "di frati": il cammino di questi giovani che vi stanno precedendo, vi sia da sprone e speranza! La loro storia dice che vale la pena fidarsi del Signore e delle sue promesse!
Ci stringiamo tutti allora a questo nostro fratello, a fra Daniele, nella preghiera e nell'amicizia: Il Signore lo sostenga in questo ministero di servizio e donazione di cui sarà investito. Al Signore il nostro grazie e la nostra Lode. Fra Alberto




mercoledì 22 ottobre 2014

Testimonianza di Francesco... neo postulante

Pace e bene, cari amici in ricerca della vocazione divina per la vostra vita. 
Come scrivevo in un recente post, con il "Gruppo San Damiano" ci siamo recati nello scorso fine settimana al convento S. Francesco di Brescia per il primo incontro di discernimento vocazionale . Qui è stato bello ritrovare i giovani del Postulato, fra i quali anche alcuni che lo scorso anno avevano frequentato lo stesso "Gruppo san Damiano" e che hanno deciso così di continuare il loro cammino di verifica e approfondimento per una possibile vita francescana. Fra questi neo-entrati al convento di Brescia, vi propongo oggi la testimonianza di Francesco, il più giovane della comunità del Postulato (18 anni!!). Ringraziandolo per le sue parole, vi invito a ricordarlo nella preghiera insieme agli altri fratelli postulanti che con lui condividono i primi passi sulle orme del Poverello di Assisi. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Frate Alberto 

Grazie caro Francesco...ti siamo vicini nel tuo cammino.
TESTIMONIANZA DI FRANCESCO
Ciao ragazzi, 
io sono Francesco, un giovanissimo ragazzo di diciotto anni, a cui è cambiata radicalmente la vita dopo l’incontro più o meno inaspettato con San Francesco d’Assisi. 
Tutto ha inizio due anni fa quando durante gli esercizi di preghiera organizzati dal mio oratorio, ho avuto come l’intuizione di servire Dio per tutta la mia vita, ma non sapevo niente, a chi rivolgermi o a cosa il Signore mi chiamasse. Fatto sta che ho continuato la mia vita come un adolescente qualunque, tra pub, sigarette e compagnie scalmanate. 
Ma era proprio in quel falso divertimento che non mi sentivo felice, tornavo a casa e non avevo nessuna esperienza gratificante da raccontare e quel vuoto dentro di me si faceva risentire. 
Grazie all’educazione cattolica che mi hanno trasferito i miei cari genitori, ho sempre avuto un buon rispetto per la Chiesa e la preghiera e mi ha anche preservato dal compiere azioni insensate. Ci siamo capiti....!! 
Dopo averne parlato con il mio don e alla soglia della fine della terza superiore, ho capito: voglio farmi Frate!
Ho preso il computer, ho scritto la frase più ingenua di questo mondo: vocazione francescana. Dopo quel giorno, niente è stato più lo stesso. 
Nel blog - gestito da due espertissimi frati conventuali di pastorale giovanile - ho scoperto quanti giovani come me si interrogavano a cosa Gesù li chiamasse. I frati rispondevano alle più classiche domande, ovvero: Come vive il frate? Quanto prega? Perché ha l’abito è così?...ecc..
Pian piano ho iniziato a orientarmi, e poi la scelta di intraprendere il percorso vocazionale al convento S. Francesco in Brescia con il Gruppo san Damiano. 
Oggi posso dire che è stata un’esperienza meravigliosa, dove ho conosciuto veri amici con veri ideali, un ambiente sano e aperto. Ho scoperto la bellezza della preghiera comunitaria e soprattutto i frati, veri innamorati di Dio, che vivono ogni giorno tra la gente testimoniando il Vangelo allo stile di Francesco, ossia in letizia e povertà. Dopo un anno mi sono ancora fidato di quel Gesù che tanto mi ha dato e ho deciso di continuare il mio percorso di discernimento nel Postulato. Quindi, vivo nel convento di Brescia, prego e studio con i frati e i miei confratelli. 
Detto così brevemente è semplice, ma vi lascio un’ultima frase dettami da un frate prima che entrassi in convento: “ricorda che Dio non delude, perché non illude.

Alcuni postulanti con fra Alessandro (Rettore)
in occasione dell'inizio del Noviziato al Santo (Pd)

martedì 21 ottobre 2014

Dal cammino... al monastero

Cammino 2014: arrivo dei pellegrini in città

Cari amici in ricerca...
pace e bene!!

Oggi condivido uno scambio di mail nato non da questo Blog, ma da una conoscenza nata nel contesto dell'ultimo Cammino di di Sant'Antonio, lo scorso 31 maggio - 1 giugno. In quell'occasione ho camminato a fianco di tante persone, pregando insieme tanti rosari e qualche tredicina al Santo, chiacchierando di cose più "leggere" e condividendo aspetti importanti della vita e della fede di tanti.
Alla fine ero rimasto colpito dal bel dialogo con tre giovani, due ragazze e un ragazzo, provenienti da una città del Nord Italia lontana da Padova. Ancora più lieto mi rendeva il fatto che ogni tanto qualcuno di loro si facesse vivo, anche solo per un saluto e per condividere qualche frutto del "Cammino" o fatti di vita.
Finché una di loro si è fatta viva per darmi una grande notizia... che si è compiuta pochi giorni fa. Leggete di seguito:

Ciao Francesco!! Come stai?
Ti scrivo per darti una grande notizia: il 15 ottobre farò il mio ingresso in monastero come postulante. È un monastero benedettino che si trova... Sono davvero molto felice, anche se ho causato non poche sofferenze ai miei genitori. Ma sono certa che il Signore li saprà accompagnare; anzi dei piccoli miracoli sono già accaduti!
Mi spiace che non potrò venire a salutarti di persona, ma magari un giorno verrai tu a trovare me! Intanto se vorrai potrai scrivermi delle lettere, l'indirizzo è ...
Un abbraccio grande!

Sandra*

Cara Sandra*,
che piacere sentirti e... sentirti così!!
Grandi cose compie l'Onnipotente... e questa volta te e Lui mi stupite per davvero.

Sono molto lieto di questa novità, con cui mi cogli di sorpresa. Anche se ricordo che, nel nostro breve dialogo a quattro in Piazza del Santo dopo il Cammino, era venuto fuori esplicitamente un riferimento al discernimento vocazionale.
Ho piacere di una scelta così bella e forte. Non conosco il Monastero ... se non di fama, ma ho sfiorato l'occasione di una conoscenza più diretta. Quando dovevo essere ordinato diacono, [...] avevo contattato quel Monastero per essere accolto una settimana nella loro foresteria, e vivere un tempo di ritiro e preghiera. Peccato che alla vigilia della partenza mi ammalai, e il ritiro lo feci a letto con la febbre per diversi giorni.

Tornando a te, sono certo che il Signore sta operando qualche miracolo tra una curva e l'altra del tuo cammino di avvicinamento alla vita monastica. Non si lascia scappare queste occasioni, che sono momento di grazia straordinaria per chi ne è il protagonista (te), ma anche per chi ne è coinvolto anche solo come spettatore.
Certo i tuoi non sono solo spettatori... per cui le loro difficoltà e sofferenze sono comprensibili, anche considerando il tipo di vita che ti accingi a scegliere. Tuttavia se il momento in cui spiccare il volo è giunto, allora significa che tu e loro avete ormai la forza sufficiente per dare questa svolta, che il Signore "premierà" con degli stupendi paesaggi nuovi, anche all'interno delle vostre relazioni familiari. Per me è stato così.

Chissà che prima o poi non riesca a fare un tempo di ritiro proprio lì "da voi"?!
Ti accompagno nella preghiera e mi segno in calendario il giorno del tuo ingresso.
Veramente contento del tuo messaggio, ti saluto e ti chiedo di salutarmi gli altri amici di Torino.
Un fraterno abbraccio: il Signore ti dia pace!

frate Francesco

PS: Nel mio servizio con fr. Alberto mi occupo anche di un Blog vocazionale (non so se lo conosci), che si chiama www.vocazionefrancescana.org. Ogni tanto pubblichiamo qualcuna delle mail più significative che ci vengono inviate. Potrei pubblicare anche la tua cambiando i dati sensibili (come facciamo di solito)??

Grazie Francesco!
Se lo ritieni utile pubblica pure, se vuoi ti mando una mail in cui ti racconto un po' meglio il mio cammino e come sto vivendo ora. Poi tu vedi se pubblicare e se è il caso di tagliare.
Sono stata al ... [un incontro ecclesiale] ad agosto e ho incontrato alcune persone, tra cui una scrittrice, che mi ha proposto di scrivere la mia storia. All'inizio ho rifiutato perché non voglio pubblicità e poi io non sono nessuno. Ma stando li quei giorno, vedendo anche le reazioni della gente alla mia notizia, mi sono resa conto che questa vocazione non è mia. Cioè è la mia strada, ma non appartiene a me, ma a voi, al mondo. Ecco che io sono di tutti. Quello che io vado a fare è testimonianza della grandezza e dell'amore del Signore, per cui anche raccontare la mia storia può esserlo (come dici tu, senza dati sensibili). Perciò se hai desiderio ti scrivo!
Devi proprio venire una volta!
Ti abbraccio!

Sandra*

Monache Benedettine

Purtroppo poi Sandra* non è riuscita a scrivere di più, prima di entrare in monastero. Tuttavia già questo breve scambio mi è sembrato molto significativo, soprattutto per il "cambio di prospettiva" che traspare dall'ultimo messaggio. La sua, pur essendo una vocazione claustrale, è una vocazione profondamente ecclesiale e "universale": «Io sono di tutti», scrive in modo molto incisivo.
Mi sembra molto bello e significativo dare spazio anche a questa storia: anche se non ha un esito francescano... non andiamo troppo off topic!
Sono poi molto lieto che anche una iniziativa semplice, di preghiera e fatica, come il Cammino di Sant'Antonio abbia contribuito nel suo piccolo al cammino vocazionale di questa... e altri giovani.

Allora... preghiamo per Sandra*, ché lei prega per noi!
E a tutti: buon "cammino"!

frate Francesco

lunedì 20 ottobre 2014

Giovani al Gruppo San Damiano

Cari amici, il Signore vi dia pace. 
Noi frati "vocazionisti", (il sottoscritto con frate Francesco e fra Andrea - giovane frate studente in teologia a Padova, che ci dà una buona mano) siamo reduci dal primo incontro del Gruppo San Damiano vissuto nel nostro convento di Brescia, nel fine settimana. Erano presenti una decina di giovani in ricerca vocazionale, giunti un pò da tutto il nord Italia. Abbiamo così avuto la possibilità di approfondire la conoscenza reciproca, all'inizio di un itinerario di discernimento che ci vedrà l'uno accanto all'altro per alcuni mesi. Insieme abbiamo pregato, abbiamo condiviso sogni e desideri, ma anche qualche paura e timore. Molto bello per tutti, è stato questo primo contatto con una comunità francescana vivendo due giorni in un convento, così come il poter incontrare e confrontarsi da vicino con i Postulanti, i ragazzi che già stanno sperimentando concretamente la nostra vita. Il prossimo appuntamento sarà per sabato 8 e domenica 9 novembre e vedrà la partecipazione anche di altri giovani interessati che per vari motivi non hanno potuto essere con noi già dal primo incontro. Davvero il Signore è grande e sempre tocca il cuore ardente di giovani disposti ad ascoltarlo e mettersi in discussione. 
Vi invito alla preghiera per il cammino dei molti "Gruppo san Damiano" presenti in varie regioni d'Italia come per i diversi percorsi vocazionali attivati anche in tutta Europa ( Spagna, Francia, Belgio...). La vostra preghiera, infatti, è davvero preziosa per i giovani in ricerca, come per noi frati che abbiamo la grande responsabilità di stare loro vicini e accompagnarli nel comprendere la volontà del Signore per la loro vita. Grazie!! 
Il Signore vi benedica!! Fra Alberto


Cholet (Francia): frati e giovani in ricerca ad un incontro vocazionale
LA VITA CONSACRATA: "Tra gli uomini nel nome di Dio"
Vi propongo anche di seguito un bellissimo video-documentario sulla vita consacrata, dal titolo: "Tra gli uomini nel nome di Dio". Fra le varie testimonianze di religiosi e religiose, troverete anche quelle di due nostri frati: fra Remo del Convento del Santo e fra Massimiliano, giovane studente in teologia a Padova.

sabato 18 ottobre 2014

Tra impegni e preghiera... si ricomincia

Cari amici in ricerca,
pace e bene!

Da un po' non siamo riusciti a pubblicare granché sul blog, e ce ne scusiamo! Ma neppure troppo... perché abbiamo avuto alcuni impegni richiesti dai superiori e organizzati da tempo. Tra questi, per tre giorni siamo stati impegnati nell'incontro della nostra Commissione di pastorale giovanile vocazionale con tutti i frati che nei vari conventi si occupano dei giovani. Sono stati giorni di verifica, programmazione, ma ci siamo dati anche un tempo per curare la nostra formazione: riguardo ai colloqui di accompagnamento spirituale, guidati da un frate di grande esperienza e sapienza.
E tra un impegno e l'altro, cerchiamo di rispondere alle e-mail inviate: ne approfittiamo per scusarci se qualcuna ci sfugge o vi facciamo aspettare. Non siamo "superman" e, per fare questo, vogliamo venir meno agli impegni comunitari e soprattutto alla preghiera.


Un altro impegno riprende: oggi, con il primo appuntamento, si comincia il cammino 2014-2015 del Gruppo San Damiano. Con un po' di ragazzi del Nord Italia ci ritroveremo questo pomeriggio a Brescia, incontrando i postulanti... alcuni dei quali hanno compiuto questo percorso proprio lo scorso anno. Vi chiediamo di accompagnarci con la vostra preziosa preghiera.

San Francesco vi benedica! Il Signore vi dia pace!!

fra' Alberto e frate Francesco