lunedì 29 agosto 2016

MA CHI TE LO FA FARE ... A DIVENTARE FRATE?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi da pace. 
Sabato 27 agosto ad Assisi (vedi post) 14 giovani sono diventati "giovani frati francescani", scegliendo di vivere il Vangelo secondo gli ideali di san Francesco d'Assisi. Da un ragazzo, un turista, presente per caso in basilica, mi è stato chiesto a bruciapelo: "ma chi glielo fa fare a questi di buttare via la propria vita così"?. Una domanda anche ragionevole dal punto di vista umano. Un frate, in effetti, "spreca" la sua vita: non si sposa, non avrà figli, rinuncia a tante cose, e tutto ciò che è e farà, sarà per gli altri e per il Signore in un donarsi continuo e gratuito!!!
Per tentare una risposta vi propongo una bella riflessione dei nostri frati francesi sul senso della scelta religiosa, e più in generale sul significato di ogni vocazione cristiana. "Diventare frate" infatti, ha a che fare con il nostro battesimo e rimanda ad una chiamata e missione che in realtà accomuna ogni credente, qualsiasi strada di vita intraprenda: l'AMORE! E' l'amore la sorgente di ogni vocazione, e l'amore sa esprimersi in tante sfaccettature e sfumature e gradualità, raggiungendo talvolta picchi estremi e radicali, orizzonti sconfinati, vette altissime.. da brivido! Qui trova senso la vocazione del frate, la vocazione francescana! 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


L'AMORE, SORGENTE E CUORE DI OGNI VOCAZIONE
San Francesco spesso ripeteva in lacrime: «l’amore non è amato». San Massimiliano Kolbe, facendogli eco diceva : «solo l'amore crea, solo l'amore è forza creatrice». Santa Teresa del Bambino Gesù, giovanissima carmelitana (muore a soli 24 anni) così spiega la sua scelta radicale, dopo una lunga ricerca interiore: « la mia vocazione, infine io l'ho trovata! Nel cuore della Chiesa mia madre, io sarò l'amore ». Vale a dire: è l'amore il centro della vita cristiana, è l'amore il cuore e il motivo di ogni vocazione e chiamata. Per meglio comprendere questa verità riprendiamo sinteticamente una catechesi (vedi testo integrale) proposta da papa Francesco nel giubileo dei ragazzi (aprile 2016) in cui ha commentato una frase del Vangelo di S. Giovanni (Gv 13,35) « da questo sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri ».

« L’amore è sempre concreto ».
Per il papa, « l’amore è la carta d’identità del cristiano » ed esso, per essere autentico, deve esprimersi in gesti, scelte, fatti reali e visibili: « L’amore è sempre concreto. Chi non è concreto e parla dell’amore fa una telenovela, un teleromanzo». Occorre dunque « metterci alla scuola di Gesù, che è una scuola di vita per imparare ad amare. » Certo, « amare è bello, è la via per essere felici. Però non è facile, è impegnativo, costa fatica». Amare infatti, « vuol dire donare, non solo qualcosa di materiale, ma qualcosa di sé stessi: il proprio tempo, la propria amicizia, le proprie capacità ». Il papa ha invitato i giovani a guardare al Signore « Guardiamo al Signore, che è invincibile in generosità ». Ogni giorno, « Egli ci dona la sua amicizia fedele, che non ci toglierà mai. E’ l’amico per sempre, il Signore. Anche se tu lo deludi e ti allontani da Lui, Gesù continua a volerti bene e a starti vicino, a credere in te più di quanto tu creda in te stesso. Questa è la concretezza dell’amore che ci insegna Gesù ».
Quindi il papa ha proseguito:
« Il Signore è sempre con te ed è contento di stare con te. Come fece con i suoi giovani discepoli, ti guarda negli occhi e ti chiama a seguirlo, a “prendere il largo” e a “gettare le reti” fidandosi della sua parola, cioè a mettere in gioco i tuoi talenti nella vita, insieme con Lui, senza paura. Gesù ti aspetta pazientemente, attende una risposta, attende il tuo “sì”»

« L’amore non è mai possessivo».
Per il papa si tratta di imparare ad « amare le persone senza volerle come proprie, ma lasciandole libere. Perché l’amore è libero! (...) C’è sempre infatti la tentazione di inquinare l’affetto con la pretesa istintiva di prendere, di “avere” quello che piace; e questo è egoismo. E anche la cultura consumistica rafforza questa tendenza. Ma ogni cosa, se la si stringe troppo, si sciupa, si rovina: poi si rimane delusi, con il vuoto dentro. Il Signore, se ascoltate la sua voce, vi rivelerà il segreto della tenerezza: prendersi cura dell’altra persona, che vuol dire rispettarla, custodirla e aspettarla. E questa è la concretezza della tenerezza e dell’amore ».

Il santo padre ha poi sviluppato il tema complementare della libertà spiegando che « La libertà non è poter sempre fare quello che mi va: questo rende chiusi, distanti, impedisce di essere amici aperti e sinceri; non è vero che quando io sto bene tutto va bene. No, non è vero. La libertà, invece, è il dono di poter scegliere il bene: questa è libertà. E’ libero chi sceglie il bene, chi cerca quello che piace a Dio, anche se è faticoso, non è facile » . 
Ha quindi esortato i ragazzi presenti così:
« Solo con scelte coraggiose e forti si realizzano i sogni più grandi, quelli per cui vale la pena di spendere la vita. Scelte coraggiose e forti. Non accontentatevi della mediocrità, di “vivacchiare” stando comodi e seduti; non fidatevi di chi vi distrae dalla vera ricchezza, che siete voi, dicendovi che la vita è bella solo se si hanno molte cose ».

« Come crescere nell'amore? »
Per il Papa, «il segreto è ancora il Signore». Si tratta di vivere prima di tutto i l sacramento dell'Eucarestia e della Confessione per chè è lì, infatti che « impariamo ad accogliere il suo Amore, a farlo nostro, a rimetterlo in circolo nel mondo. E quando amare sembra pesante, quando è difficile dire di no a quello che è sbagliato, guardate la croce di Gesù, abbracciatela e non lasciate la sua mano, che vi conduce verso l’alto e vi risolleva quando cadete ». Ha quindi concluso il suo intervento con queste parole:

« Siete chiamati a costruire così il futuro: insieme agli altri e per gli altri, mai contro qualcun altro! Farete cose meravigliose se vi preparate bene già da ora, vivendo pienamente questa vostra età così ricca di doni, e senza aver paura della fatica. Fate come i campioni sportivi, che raggiungono alti traguardi allenandosi con umiltà e duramente ogni giorno. Il vostro programma quotidiano siano le opere di misericordia: allenatevi con entusiasmo in esse per diventare campioni di vita, campioni di amore! Così sarete riconosciuti come discepoli di Gesù. Così avrete la carta d’identità di cristiani. E vi assicuro: la vostra gioia sarà piena.»
E TU?
HAI DEI GRANDI SOGNI ?
FORSE IL SIGNORE CHIAMA ANCHE TE A DONARTI SENZA RISERVE ?  
A DIVENTARE UN "CAMPIONE DI AMORE AUTENTICO" ?!

FORSE IN CUOR TUO E' GIA' RISUONATO UN SUO INVITO? 

sabato 27 agosto 2016

ASSISI (27.08.16) - PROFESSIONE DEI NOVIZI

Assisi: Il gruppo dei  Novizi 2015-16

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, Il Signore vi dia pace.
Ho trascorso l'intera settimana ad Assisi per partecipare ad un "campo" adolescenti organizzato dai nostri frati della Basilica di san Francesco. Sono davvero straordinarie queste proposte per i ragazzi, uniche nel loro genere e vi possono dare l'idea anche di che cosa ci occupiamo noi frati. Fra i tanti nostri campi d'azione vi è infatti l'educazione e l'accompagnamento e l'evangelizzazione dei giovani, così assetati di bene e verità, ma anche così abbandonati e illusi e derubati da una società che li ha messi in un angolo !!! Ma per grazia di Dio, non mancano i segnali di speranza.

Proprio oggi, infatti, sabato 27 Agosto, alle ore 11.00 abbiamo partecipato insieme un momento davvero bello e importante della grande comunità francescana che vive accanto alla basilica di san Francesco e che ci ha ospitato: la PROFESSIONE dei NOVIZI. Durante la solenne eucarestia, 14 giovani, al termine del così detto "anno della prova", con audacia e “pazzia” hanno deciso di affidarsi completamente al Signore Gesù e di costruire su di Lui la loro vita, lasciandosi guidare e ispirare da un santo incredibile: san Francesco. Pronunciando i voti di Povertà, Castità e Obbedienza e vestendo l'abito francescano (il saio) sono diventati  dei nuovi giovani frati !

Li attendono ora alcuni anni di studi e preparazione per poter svolgere al meglio la missione e il donarsi con gratuità ad ogni uomo. Saranno dunque  i frati che ancora si occuperanno di ragazzi e giovani e adolescenti e malati, e poveri, come di ogni persona bisognosa di incontrare e sperimentare l'amore del Signore.

Il loro esempio e la loro testimonianza guidi anche voi e vi sproni nelle vostre scelte. Il mondo ha bisogno di giovani generosi nel nome di Gesù. A Lui sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

giovedì 25 agosto 2016

martedì 23 agosto 2016

LA VOCAZIONE E' UN SUSSURRO


La vocazione è un sussurro, raramente un terremoto, 
qualcosa che comincia come un seme, 
per dare frutto poco a poco.
Alessandro D'Avenia

domenica 21 agosto 2016

L'AMICIZIA DI DUE SANTI FRATI

P. Massimiliano Kolbe e P. Girolamo Biasi 

Pace e bene a voi tutti
cari giovani amici in ricerca e in ascolto della vocazione del Signore per la vostra vita. Nella domenica che segue la solennità dell'Assunzione della B. V. Maria è ormai tradizione da alcuni anni commemorare il Servo di Dio p. Girolamo Biasi (1897- 1929), dei Frati Minori conventuali . Tale commemorazione si tiene a Sfruz (provincia di Trento), suo paese natale. Al riguardo, riprongo oggi un post con la lettera di un ragazzo che mi chiedeva di parlare nel blog di questa stupenda figura di frate, amico fraterno di P. Massimiliano Kolbe egli pure "francescano conventuale", martire ad Auschwitz. Sono davvero felice di accogliere questo invito che mi consente di far conoscere P. Girolamo anche a molti altri ragazzi miei lettori, additandolo come esempio e protettore. P. Girolamo vi incoraggi nel donarvi totalmente al Signore. A Lui sempre la nostra Lode.

Camposampiero (Pd): Santuari antoniani
Qui la Tomab di p. Girolamo Biasi
LETTERA DI (...) : P. Girolamo Biasi mi ha aiutato nella scelta francescana
Caro frate Alberto, sono (...) un giovane di 22 anni. Quest'anno, dopo molti tentennamenti ho deciso finalmente di intraprendere un cammino di discernimento con i frati francescani conventuali, suoi confratelli, della mia regione (...): un cammino bellissimo di cui ringrazio il Signore. Se Lui vorrà, entrerò in Postulato...preghi per me! Nel percorso di questi mesi mi è stato consigliato l'approfondimento della vita di alcune figure di frati e santi dell'Ordine Conventuale. In particolare mi ha appassionato la storia di  P. Massimiliano Kolbe, che in parte già conoscevo. Accanto a questa figura straordinaria e universalmente conosciuta, ho potuto però avvicinare e approfondire  la vicenda di vita di un fraterno amico di P. M.Kolbe: P. Girolamo Biasi . Lei certamente lo conosce! Sarebbe bello se ne parlasse nel suo Blog (...), potrebbe aiutare tanti giovani nella scelta francescana così come ha aiutato tanto me. Grazie per il suo prezioso e utilissimo Blog.
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P. GIROLAMO BIASI 
Frate Minore Conventuale 
(1897-1929)

"mettimi sull’altare, 
accanto al pane e al vino".



La giovinezza e la scelta della vita religiosa
Girolamo Biasi nacque a Sfruz, piccola borgata della val di Non, il 7 dicembre 1897. Il giorno seguente, Solennità dell’Immacolata, fu battezzato con il nome di Arcangelo. Crebbe in una famiglia molto povera insieme a numerosi fratelli, nello stupendo scenario trentino di monti, prati e boschi.
Girolamo era un ragazzo allegro, gioioso, semplice, amante della vita, dotato di viva intelligenza e di una splendida voce con la quale rallegrava spesso i suoi compagni. A soli dodici anni, volle entrare nel collegio dei Frati Minori Conventuali di Camposampiero (Padova) intraprendendo il cammino della vita religiosa.
Il 4 ottobre 1915 divenne «fra Girolamo» con il desiderio di percorrere la via stretta del Vangelo verso la santità. Nel suo diario scriveva: «Voglio farmi santo e grande santo e presto santo, perché questo è ciò che Dio vuole da me».

Gli studi a Roma e l'amicizia con P. Kolbe

Fu inviato a Roma, al Collegio Serafico Internazionale, dove visse il periodo della prima guerra mondiale, impegnato nello studio al Laterano dove si laureò. In quegli anni di scontri e tensioni, pregò per la pace, affidando all’Immacolata il suo servizio e consacrandosi a lei, insieme a padre Massimiliano Kolbe, suo carissimo fratello e intimo amico. Padre Girolamo e Padre Kolbe erano effettivamente grandi amici ed appartenevano al gruppo di sette frati che avevano fondato il movimento della “Milizia dell’Immacolata”. P. Kolbe lo ebbe affezzionato confidente e quando a lui si ricordava padre Girolamo Biasi egli aveva un sussulto: "La Milizia" - egli disse una volta - "deve molto, molto, al p. Girolamo  Biasi ". L'atto significativo di p. Massimiliano, che sulla tomba di Padre Girolamo a Camposampiero prese consiglio prima di recarsi a fondare la "Città dell'Immacolata" nel Giappone, è più eloquente di ogni elogio commemorativo.
Ordinato Sacerdote - malato di tubercolosi
Nel cuore portava il desiderio di essere sacerdote, ma i piani del Signore erano diversi: dovette interrompere gli studi e tornare a Camposampiero, malato di tubercolosi. Nonostante mesi di paziente attesa, fu ordinato il 16 luglio 1922 nella chiesa dei Carmini a Padova. Poche settimane più tardi, iniziò la sua salita al calvario. Come frumento macinato dalla sofferenza, divenne pane fragrante per il mondo: il suo sacerdozio vissuto nell’immobilità e nell’inazione, risponde pienamente alla sua chiamata sacerdotale. Ogni giorno fra Girolamo metteva la propria vita nelle mani del Signore, chiedendogli di poter essere anche lui vittima immolata per la vita dei fratelli.
Gli anni della sofferenza
Sette lunghi anni trascorsi da un ospedale all’altro, tra Venezia, S. Pietro di Barbozza, Cherso, Pola, Pirano, Camposampiero. Nel suo cammino carico di sofferenza, seppe tener viva la fiamma della speranza, accettando la volontà di Dio, se pur desiderando la guarigione per poter lavorare nella vigna del Signore. In mezzo alla sofferenza, riuscì a donare serenità e letizia ai frati e ai malati incontrati nei diversi ospedali, nonostante la più completa inattività e la solitudine a cui fu condannato. In quel suo letto di sofferenza, fra Girolamo pregava offrendo così, in modo eroico, il suo servizio sacerdotale.
La morte a soli 32 anni: una vita offerta per il mondo
Il 20 giugno 1929 morì all’ospedale di Camposampiero con il sorriso sulle labbra. Aveva solo 32 anni !Un’esistenza apparentemente inutile, vissuta nel nascondimento, nella piccolezza e nella sofferenza: una vita, quella di fra Girolamo, posta totalmente nelle mani del Signore, come offerta «accanto al pane e al vino» per la vita del mondo. Eco viva di un cammino segnato non dalle molte cose, ma dalla semplicità di un si, nel totale abbandono all’amore del Signore.

Dagli Scritti di fra Girolamo M. Biasi
"Le piccole cose"
" Gesù non vuole da me cose straordinarie;
vuole però che gli sia fedele nelle cose piccole,
e che in queste gli dia prova del mio amore.
Perciò prometto ora a Gesù di star molto vigilante…
Gesù mi dice che chi è fedele nel poco sarà fedele anche nel molto, e chi nel poco è infedele lo sarà anche nel molto. Non lo so anch’io per esperienza? Su via, cominciamo subito: fedeltà alle regole benchè piccole, prontezza nell’ubbidire, diligenza in ogni cosa; così Gesù sarà contento, e copiose spargerà su di me le celesti sue grazie e benedizioni "


Per approfondimenti su P. Girolamo Biasi vedi: 
Provincia Patavina Frati Minori Conventuali
Associazione "amici di P. Girolamo"
santi e beati

sabato 20 agosto 2016

E DOPO LA GMG A CRACOVIA.... CHE SI FA?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Sto ricevendo, in questi giorni,  tantissime testimonianze di giovani che hanno partecipato alla GMG a Cracovia. Mi colpisce il travolgente entusiasmo per l'esperienza vissuta, ma anche le molte domande che questa sta suscitando, della serie: E ora cosa posso fare? A cosa mi chiama il Signore? Come vivere ancora la gioia di quei giorni? Qual'è la strada in cui orientare la mia vita secondo lo spirito della GMG ? Come rispondere agli inviti del Papa? E così via...
Vi propongo di seguito una delle tante mail pervenutami. E' di un giovanissimo, Alessandro (17 anni). Ometto per questioni di privacy alcuni aspetti molto personali. Lo affido alla vostra preghiera. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto  (fra.alberto.tortelli@gmail.com)


MAIL DI ALESSANDRO
Caro fra Alberto,
Sono Alessandro, ho 17 anni e vengo dalla provincia di (...). Sono tornato dalla giornata mondiale della gioventù poche ore fa e ho iniziato a pensare ... A pensare alla mia vita.
Durante la giornata un ragazzo della mia parrocchia di 20 anni ha comunicato il suo ingresso a settembre in seminario e io da qualche ora ho iniziato a interrogarmi sul mio futuro.
Quando si finisce la scuola superiore ci si pongono due interrogativi... Se proseguire gli studi o se prendere un anno sabbatico per scegliere cosa fare della propria vita... Io mi sento già come se vivessi in questo anno sabbatico... Sono da sempre stato affascinato dalla figura di San Francesco conosciuto per la prima volta grazie a mio padre guardando un film dove era interpretato da Raul Bova. Poi ho visitato la basilica un paio di anni fa e da lì sono stato catturato ancora di più dall'amore di Dio in  San Francesco. La mia giovane vita spirituale si è sviluppata negli anni in un campeggio estivo ... Molto forte a Cracovia è stato il momento della Confessione e del perdono.. (...) Ora sono molto confuso ... (...)  Quanti frati ho visto in questi giorni... Mi affascina troppo la vostra vita ... Non so se questa è una vera e propria chiamata ...Anzi probabilmente non lo è ... Pensa che domani partirò come aiuto educatore per il campo "giovanissimi" della mia parrocchia e il tema è proprio San Francesco... Il destino voluto dal nostro Padre é proprio strano ... Quando prego mi sento attraversare da una brezza leggera che mi fa stare meglio... Sono confuso ... Buona serata ...aspetto una risposta caro fra Alberto...

Non so che fare fra Alberto... Mi aiuti . Ciao Alessandro

VIDEO STRABELLO GMG-CRACOVIA : Clicca sopra!!

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Ciao carissimo Alessandro..
grazie per la fiducia e per quanto mi hai scritto di te, di così profondo e vero.

Sai ..non mi stupisce che la GMG sia stata per te un inizio  e un avvio molto speciale per una riflessione nuova sulla tua vita e il tuo futuro e le tue scelte. Per tantissimi ragazzi, da sempre essa ha rappresentato e rappresenta proprio questo...!!! E se anche per te si è presentata come il momento dove interrogarti, loda il Signore!!
Trovare la propria  strada, la propria vocazione, è quanto di più cruciale e necessario e difficile un giovane debba affrontare. Molti sono purtroppo quelli che scappano di fronte ad una tale domanda, oppure la sotterrano e o la rimandano o non la vogliono ascoltare, ma ne va dell'esistenza e del senso profondo da dare ad essa!! Dunque: loda il Signore che è venuto ad inquietarti e a scuoterti con questi interrogativi!!

Che poi il tuo futuro ti veda diventare frate, forse ora è un po’ prematuro averne una piena certezza e magari la GMG ti aiuterà semplicemente ad essere un giovane cristiano migliore (in parrocchia, all'università, ecc..)!! In ogni caso hai ancora davanti a te, un po’ di tempo per riflettere e maturare e verificare questa intuizione e desiderio di consacrazione che è scaturito in te.. Nel frattempo si tratta di coltivarlo e non lasciarlo disperdere, si tratta anche di operare un discernimento  e un approfondimento  di tale desiderio. Si tratta anche di crescere nella dimensione spirituale nella preghiera: solo l'amore per il Signore Gesù infatti giustifica una scelta vocazionale così da pazzi come quella di diventare frate!!

Al riguardo, sarebbe bello poterci incontrare e approfondire un poco questi tuoi pensieri ..oppure, se credi, potrei suggerirti qualche bravo religioso più vicino a te  cui rivolgerti per un accompagnamento spirituale e una verifica seria che diventeranno necessari se vorrai capirci qualche cosa di più!!!!...
Con lui anche potrai capire quali passi fare per orientarti in questa ricerca..Se per es. frequentare il Gruppo san Damiano o che altro fare..Ti lascio in ogni caso il mio cel 3804199437 per un contatto più diretto con me ( se ti può far piacere). Resto a disposizione per ogni ulteriore tua domanda  e condivisone.
Ti benedico e ricordo . Ciao. fra Alberto

mercoledì 17 agosto 2016

CARO P. ENZO

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Ieri, improvvisamente, sorella morte ha visitato la mia Comunità del Santo (Pd). Il Signore ha chiamato a sè p. Enzo Poiana, rettore della basilica di S. Antonio e guardiano del nostro convento.
Era un uomo giovane (57 anni) e certo avrebbe potuto dare ancora tanto con la sua travolgente carica umana  e cristiana per la quale sapeva farsi ben volere da tutti. Ma i pensieri del Signore sono più grandi dei nostri...!
Lo ricordo con gratitudine in questo blog dedicato alle vocazioni: nei suoi 11 anni come rettore della Basilica ha infatti spalancato la porta e il cuore ai tanti giovani che in convento sempre hanno trovato accoglienza fraternità, ascolto, conforto, simpatia e allegria...
La presenza continua di giovani (a pranzo, alla preghiera, in vari momenti dell'anno liturgico, al triduo pasquale.. ) grazie a lui è diventata abituale e scontata, un fatto quotidiano  e bello che ha reso più ricca e viva l'intera comunità francescana del Santo. Un'eredità che porta il suo nome e che ha aiutato nel cammino moltissimi ragazzi e noi frati e che ormai è nel DNA del nostro convento. 
Grazie p. Enzo anche a nome di tutti questi giovani che hai abbracciato, rallegrato, accolto, sostenuto, incoraggiato...  Ci affidiamo ancora alla tua preghiera; dal cielo continua a guidarci con la tua inimitabile forza e gioia di vita. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


IMPROVVISA MORTE DI PADRE ENZO PAOLO POIANA
Rettore della Pontificia Basilica di Sant'Antonio in Padova

La comunità dei Frati del Santo comunica che le esequie di Padre ENZO PAOLO POIANA, Rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio in Padova, saranno celebrate giovedì 18 agosto 2016, alle ore 15.00 – in Basilica. La liturgia funebre sarà presieduta dal Delegato Pontificio S. Ecc. Mons. Giovanni Tonucci.
La liturgia funebre sarà trasmessa in diretta da Telechiara e via streaming all’indirizzo: www.santantonio.org
La camera ardente viene aperta nella Sala del Capitolo (chiostro della Magnolia) da oggi pomeriggio, con orario 15.00 – 19.00, e domani dalle 6.30 alle 12.00.
Una Veglia di preghiera sì svolgerà oggi, mercoledì 17 agosto, alle ore 21.00 in Basilica.
La salma di padre Enzo sarà tumulata nella tomba dei frati al cimitero di Padova-Arcella.
Si ringraziano fin d’ora quanto vorranno unirsi alla preghiera della comunità del Santo, in questo doloroso momento, nella condivisione della fede in Cristo Risorto e nella gratitudine al Signore per il bene compiuto dal caro padre Enzo nel nome di sant’Antonio.
I Frati del Santo

P. Enzo davanti all'urna con i resti mortali di S. Antonio