lunedì 6 luglio 2015

Da maresciallo a frate francescano - La storia di fra Nicola

Cari amici, in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
In questo nostro tempo così veloce, globalizzato, tecnologico e laico, dove non parrebbe ormai esserci alcun spazio per la fede e per scelte ad essa legate, ebbene, sempre di più sta facendosi strada in tanti giovani il desiderio di un Oltre, il bisogno di un senso e di riposte più radicali ed autentiche, la necessità di spendere la propria vita per qualche cosa di veramente grande e significativo! Sempre più sta facendo breccia nel cuore di molti, inaspettatamente, il richiamo forte e mite del Signore Gesù: Se vuoi...Vieni, seguimi! 
Al riguardo vi racconto oggi la storia di fra Nicola, giunto alla vita francescana dopo qualche anno di carriera militare . Come non ricordare qui san Francesco e i suoi sogni giovanili di gloria "guerreschi" e "cavallereschi" , che poi si riplasmarono (nell'incontro con il lebbroso e il Crocifisso di san Damiano) fino a condurlo ad essere "il cavaliere del Gran RE"?? Preghiamo per fra Nicola e per quanti hanno per la loro vita "desideri e intuizioni grandi": possano, con l'aiuto di Dio, realizzarli e portali a compimento.  Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Da maresciallo dell'esercito a frate francescano: la storia di fra Nicola
Dalla divisa grigio-verde dell’esercito, all’abito più austero del saio, il passo è stato breve. È la storia di Nicola Verde, 35 anni, da Aversa catapultato al Nord per lavoro, dove mette firma nell’esercito a Bologna, tanto da salire di grado, fino a diventare Maresciallo.
Per Frate Nicola (lo vediamo all’ingresso di una capanna in Africa) studente francescano nell’ordine dei frati minori cappuccini dell’ Emilia Romagna, la folgorazione alla vita religiosa nasce in Caserma, tanto da abbandonare la carriera militare per entrare in un convento.
Un passaggio difficile, inspiegabile ai più, ma che nasce dal desiderio di dare una svolta alla propria vita, e metterla al servizio di Dio e del prossimo. Attualmente Frate Nicola si trova in Irlanda a studiare inglese, ma con gli studi terminati, tutto è pronto per l’ordinazione sacerdotale, prevista a Reggio nella chiesa di Via Ferrari - Bonini.
Nicola, originario di Aversa, una terra difficile e sofferente, verrà ordinato sacerdote, sabato 17 ottobre dalle mani del Vescovo di Aversa, poi celebrerà la prima messa nel convento di Scandiano, il giorno dopo. A Scandiano, dove risiede in convento, Nicola è stato moto attivo col gruppo Agesci-Scout, e soprattutto nell’organizzare la Preghiera di Taizè, un momento di riflessione secondo lo stile della comunità di Frere Roger.
Poi dopo una settimana, Frate Nicola Verde, dirà messa giù, nella sua terra con tanti ‘tifosi’ che scenderanno per festeggiarlo.
Perché Nicola, ragazzo mite all’apparenza, sempre sorridente e di carattere forte, di amici ne ha conquistati tanti. Il Centro Missionario di Imola, sempre gestito dai frati cappuccini, sarà probabilmente la sua destinazione futura. La storia di Nicola – casertano dalla ‘Terra dei Fuochi’ – ricorda quella di una donna scandianese, Ines Taligani, che nel 1992 lascio la toga di magistrato per vestire l’abito delle Suore Carmelitane: le anime vive di una casa di carità, le prime ad alzarsi, le ultime a ritirarsi per garantire a tutti gli ospiti il massimo di conforto.

tratto da : infodifesa

domenica 5 luglio 2015

sabato 4 luglio 2015

Storie di chiamata e risposta-Salvatore,Maurizio,Federico

Cari amici in cammino e in ricerca, il Signore vi dia pace. Anche oggi vi propongo alcune storie "vocazionali", o più semplicemente storie di giovani come tanti che hanno risposto alla chiamata del Signore. Auguro a ciascuno di voi, di poter pronunciare il medesimo SI', audace e generoso. Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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La storia di Salvatore
Aperto, fiducioso e sognatore. Salvatore ha 32 anni e una laurea in ingegneria informatica. Tra un esame e un’esperienza di volontariato con i disabili, matura l’attrazione fatale: “perché non donare tutta la mia vita?
Sveglia alle 6. Preghiera e meditazione in comunità. Poi via verso il campus universitario. Messa per studenti e personale. Mattinata tra corridoi, aule, confessioni, caffè e quattro chiacchiere con gli studenti. Pranzo con confratelli in comunità. Pomeriggio con i giovani studenti o con i ragazzi dell’oratorio. In serata, tempo per stare insieme fraternamente, studio, preghiera. “Negli anni della mia adolescenza ho coltivato il sogno di cambiare il mondo. Poi ho capito che dovevo, con l’aiuto di Dio, iniziare a cambiare me stesso ed essere testimone nei luoghi in cui vivevo. I miei maestri? Sono i poveri e i tanti sacerdoti che mi hanno accompagnato nel mio cammino. Sono loro che mi hanno aiutato ad “uscire” piano piano da una visione egoistica della vita, per andare verso gli altri”. Un uomo realizzato! “Sono un semplice prete in cammino, felice di esserlo, per dare speranza in un mondo che sembra aver perso l’orientamento”.

Maurizio
Altro ingegnere, Maurizio: aperto curioso e in ascolto. Assetato di senso, concretamente in cammino: “un viaggio in autobus con i migranti marocchini, alcune esperienze di strada con i senza dimora, l’incontro con alcuni religiosi”. Poi un frate: “mi ha fatto percepire l’amore incondizionato e liberante di Dio”. Con lui tante persone, incontri semplici, quotidiani ma straordinari con la storia dell’uomo”. E poi il cammino condiviso con i confratelli “senza i quali nulla potrei come uomo e come religioso”. Una strada che diviene gratitudine e restituzione di quanto ricevuto e “continuamente ricevo”. Un fratello gemello sposato, con quattro bambini: “tante strade, ognuno di noi ne ha una, unica e la storia si intreccia e si compone con altre storie”.
Per lui sveglia alle 6.30, due ore di preghiera. Colazione, lavoro in convento o per le vie del quartiere. Pranzo. Alle 14.30 visita alle famiglie e a persone sole, condivisione con i fratelli sulla Parola. Alle 19 il rientro e la preghiera del vespro. Cena e tempo condiviso.”In un quartiere di periferia, difficile, cerchiamo di portare il Vangelo, nei gesti, per come possiamo”. Per poi scoprire che “il Vangelo vuole bene alle persone, superando chi lo porta” e che “ad essere evangelizzati, in realtà siamo noi, continuamente”.

Federico
Poche parole per Federico, 38 anni. Non ama parlare, guarda lontano. Laurea in legge a Canterbury, in Teologia all’Antonianum, in Missiologia all’Urbaniana. Bilingue, istruttore di canoa. Ordinato a dicembre, destinazione Sud Sudan.
Qualcuno tra politici, manager e comunicatori anticlericali vuole accompagnarlo?


FONTE – ALETEIA


giovedì 2 luglio 2015

La vera gioia dei chiamati

La vera gioia dei chiamati
consiste nel credere e sperimentare 
che Lui, il Signore, è fedele,
e con Lui possiamo camminare, 
essere discepoli e testimoni dell’amore di Dio,
aprire il cuore a grandi ideali, a cose grandi”.
papa Francesco
(messaggio per la 51° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

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Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace!
Vi auguriamo che questo avvio dell'estate sia per tutti bello e sereno (esami vari compresi). Vi ricordiamo il prossimo appuntamento ad Assisi con la settimana vocazionale : una opportunità unica, in un luogo unico, per approfondire il vostro cammino e le intuizioni che il Signore ha messo nel vostro cuore. Circa il tema complesso e un po' misterioso della vocazione, ecco oggi la testimonianza di un anziano religioso, p. Cesare, che racconta la sua storia e il senso di una chiamata. Se i percorsi di ognuno sono naturalmente diversi, in realtà è bello scoprire come alcune coordinate siano comuni e riguardino tutti. 
Augurandovi una buona estate, vi segnaliamo anche che, come gestori del blog, saremo prossimamente impegnati in vari campi estivi ( adolescenti, giovani...) per cui l'attività "editoriale" un poco  rallenterà. Però non vi dimentichiamo, continuando a portarvi nella preghiera al Signore Gesù. A Lui sempre la nostra Lode. 
I vostri frati 

mercoledì 1 luglio 2015

Si è spento Don Salvatore, testimone vero di Cristo




"Il ministero presbiterale 

ci chiama ad essere 


testimoni veri

di Cristo"





Si è spento (29 giugno) don Salvatore Mellone, il seminarista barlettano di 38 anni, malato terminale, ordinato sacerdote lo scorso 16 aprile. La sua vicenda ha commosso tutti. L’ordinazione era stata autorizzata in tempi rapidi per l’evolversi della sua malattia. Papa Francesco aveva chiamato il seminarista chiedendogli di riservare per lui la sua prima benedizione da sacerdote. Nel video che segue ecco alcune riprese effettuate durante la sua ordinazione.



Rileggiamo anche la testimonianza di don Salvatore, raccolta da Alessandro Gisotti poco prima della sua prima Messa da sacerdote, celebrata nella sua casa a Barletta:

Don SalvatoreHo una grande gioia da sempre ma in modo particolare in questi giorni questa gioia sta aumentando ancora di più. Si sente molto il senso della responsabilità perché comunque il ministero presbiterale ci chiama ad essere testimoni veri di Cristo, ma comunque questa testimonianza fin quando c’è la gioia, fin quando c’è questa grande carica di misericordia che ti arriva da Dio, ti fa stare bene. A pochi momenti dalla mia prima Messa ho veramente una grande serenità, una grande pace, che mi permette di abbracciare un po’ tutti e di farmi vivere una condizione – posso dirlo con molta umiltà – di beatitudine e di vera gioia, ecco.

Domanda – Salvatore, l’orizzonte della morte sembra completamente cancellato da quello della vita nelle sue parole e nella sua testimonianza…

Don SalvatoreSì, perché alla fine le paure, anche le incongruenze umane, quelle restano sempre, perché siamo persone, ma la prospettiva è altra: la prospettiva è quella di un amore caritatevole che ci abbraccia. E quindi senza questo amore caritatevole che ci abbraccia anche la vita terrena stessa, anche la sofferenza stessa, non avrebbe senso. C’è questa proiezione, che non è una proiezione sterile, ma è una proiezione concreta verso un qualcosa di molto più grande, di molto più bello.

Domanda – Lei ha ripetuto le parole di San Paolo ieri durante l’ordinazione: “Sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio”. E’ questo che sta vivendo e che trasmette anche come messaggio magari a chi sta male?

Don SalvatoreIo penso proprio questo, che man mano che si va avanti proprio nell’affrontare la malattia, giorno per giorno la malattia non è mai uguale, non è mai la stessa. Ti accorgi che comunque nonostante la difficoltà puoi andare avanti, nonostante la difficoltà c’è la speranza, c’è la bellezza di un qualcosa di molto più grande di noi. Questo qualcuno molto più grande di noi si chiama Dio, si chiama Santissima Trinità.

Domanda – Lei ha rivolto la prima benedizione dopo l’ordinazione a Papa Francesco: era proprio quello che le aveva chiesto il Santo Padre chiamandola al telefono…

Don Salvatore Sì, con un po’ di trepidazione e, devo essere sincero, anche un po’ di imbarazzo perché può immaginare! Però con il cuore veramente pieno di gioia perché per noi tutti è un modello e per noi tutti è un maestro. Non possiamo fare altro che seguirlo, stargli dietro e benedirlo e continuare a pregare per lui.

Domanda – Le dà forza, immagino, anche questa vicinanza del Santo Padre in questo momento…

Don SalvatoreCerto mi dà forza e mi dà forza la vicinanza di tante persone che si uniscono nella preghiera. Questa è la cosa più bella: che si preghi e si preghi e si continui a pregare perché possano venire fuori vocazioni e possano venire fuori anche cose belle nella vita delle persone.

(Da Radio Vaticana ) Qui puoi ascoltare dal vivo, l'intervista a Don Salvatore


DONA ANCORA, O SIGNORE 
SACERDOTI SANTI 
PER LA TUA CHIESA


martedì 30 giugno 2015

L'arte di vivere in pienezza - Esercizi spirituali per giovani

SENTIRE E GUSTARE...
l'arte di vivere in pienezza
ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI
(max 30 anni)
Per imparare a pregare e discernere sulle tracce di S. Ignazio di Loyola 


Dove: Cenacolo di Montauto - 52031 Montauto di Anghiari (Ar)
Quando: Dalla sera di lunedì 10 agosto, alla mattina di domenica 16 agosto 2015.
Con chi: p. Giuseppe Riggio sj; sr Luisa Curreli rc; sr Maurizia Sosio rc
Cosa portare: Bibbia, materiale per scrivere, strumenti musicali.
Info e iscrizioni 
p. Giuseppe : riggio.g@gesuiti.it - 02 863521 ;
sr Maurizia: mauriziasosio@laposte.net - 06 35420051


Cari amici, cari giovani, il Signore vi dia pace.
Già tempo fa vi avevo indicato per l'estate alcune possibilità (in Assisi) per allargare gli orizzonti dello spirito, prendersi cura di sè e del proprio percorso di ricerca umano e cristiano e vocazionale. Vi segnalo oggi anche un'altra opportunità offerta da una bella comunità di suore in un luogo davvero unico (un antico convento cappuccino sulle colline toscane). Si tratta della Comunità del Cenacolo di Montauto (Ar) presso cui all'inizio dell'anno ho vissuto anch'io una settimana di esercizi spirituali, con un gruppo di giovani frati che seguo nel loro cammino formativo. Nel "taglio" e nel metodo della loro proposta, le suore del Cenacolo si rifanno all'esperienza di S. Ignazio di Loyola e per l'appunto ai suoi famosi "esercizi spirituali".  Vale a dire, un contatto approfondito con la Parola di Dio, un confronto personale con una guida, spazi di silenzio e preghiera in vista di un discernimento di vita, di un rinnovamento e di una rinascita interiore. Un tempo dunque di grazia per ascoltare il Signore, verificare e purificare il proprio cuore, ripartire.
La proposta mi pare particolarmente adatta a quei giovani che si interrogano sulla loro vita, per chi deve prendere decisioni o ricerca orientamenti di senso, per chi necessita fare verità, per chi desidera nel silenzio un incontro profondo con il Signore e se stesso....o forse più semplicemente per chi vuol vivere un'intensa esperienza spirituale che lo sosterrà e guiderà per i prossimi mesi...
Anche se non si tratta dunque di un percorso "francescano"(come solitamente vi indico), mi piace proporlo e incoraggiarlo per la sua bellezza e ricchezza.
Provare per credere! Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto(fra.alberto@davide.it)


Alcune immagini del Cenacolo


lunedì 29 giugno 2015

La vocazione cristiana...una chiamata d'amore


La vocazione cristiana 
è anzitutto una chiamata d’AMORE 
che attrae e rimanda oltre se stessi, 
decentra la persona, 
innesca un Esodo permanente.

Papa Francesco