venerdì 17 aprile 2015

Suore, preti e frati... sono persone normali??

Cari amici,
pace e bene a voi!

Questa domanda non ce l'ha mai scritta nessuno... almeno credo (devo chiedere a fr. Alberto che ha ricevuto tonnellate di mail in questi anni)... e tanto meno chiesta a voce, ma... è stampata in faccia ad un sacco di gente quando ci incrocia per strada (e talvolta pure un chiesa).

"Ma sei normale??": Chi sono? / Cosa rappresento?
"Mamma, ho visto un frate...".
Non di rado girando per impegni vari, anche oggi a Padova (una città tutt'altro che estranea alla presenza di preti, religiose e frati), mi ritrovo addosso un sacco di sguardi che sembrano chiedersi:

Ma da quale pianeta arriva questo?? È vero o finto? È normale??

Beh... dopo un po' ci fai (quasi) l'abitudine! È, vi dirò, un po' mi fa bene sentirmi richiamato al fatto che – in un modo o nell'altro – non sono una presenza scontata. Non tanto io, Francesco, che sono un Francesco come tanti. Ma il frate che sono e ciò che rappresento... frate Francesco e tutto ciò che ci va dietro... anzi sopra: Dio, san Francesco, sant'Antonio, peccato, salvezza, bontà, pace... scelte definitive e non proprio alla moda tipo castità-povetà-obbedienza... e via dicendo. Tutte cose molto, molto più grandi di me...

Cosa abbiamo combinato...: un'esperienza
Questi pensieri sono particolarmente vivi dentro di me in questi giorni, perché – tra un impegno e l'altro – in questi giorni con alcuni giovani confratelli abbiamo fatto "un tentativo".
Persuasi del fatto che la pastorale ordinaria, francescana e non, raggiunge ormai solo una minima parte della gente... e tanto più dei giovani, ci siamo detti: Non sappiamo bene che cosa fare di più e di meglio. Però qualcosa possiamo fare: quanto meno possiamo interrogarci e tentare di capire un po' meglio quanti stanno "fuori dal recinto", non solo leggendo libri, ma anche provando a starci un po' in mezzo. Semplicemente. Per quello che siamo. Frati. In tonaca... ovviamente.

A Padova il mercoledì sera non è solo una sera infrasettimale: è il mercoledì universitario. Le Piazze, la zona del ghetto, buona parte del centro sono letteralmente invasi di giovani.
Ecco, due sere fa noi eravamo là in mezzo. Cinque frati. Con qualche giovane amico che riteneva di non rovinarsi troppo la reputazione... rischiando di farsi veder in giro con questa strana compagnia (questi giovani-a-spasso-con-i-frati alle 21.00 erano tre... strada facendo sono diventati undici). Non abbiamo fatto niente di particolare: abbiamo passeggiato, chiacchierato, sorriso, risposto. L'unica cosa un po' diversa rispetto a una buona percentuale dei presenti è stato il tasso alcolico in corpo. Per chiarezza (non si sa mai... magari pensate alla Franziskaner): il nostro era più basso. Zero.
Alle 23.00 eravamo davanti alla Basilica del Santo, abbiamo condiviso una breve preghiera, affidando le moltissime persone incrociate e le pochissime con cui avevamo interagito direttamente. E siamo tornati, ciascuno a casa propria, contenti. Alcuni dei ragazzi venuti con noi dicevano di essersi divertiti. Con poco. E pure io. Ogni tanto una passeggiata la sera per rilassarsi fa bene pure ai frati.

Più moderni?? O più umani? O più raggiungibili?
Gli sguardi erano quelli di sempre. Anzi forse più stupiti del solito... data l'ora e il contesto. Lo dice anche una cosa che i ragazzi ci hanno fatto scoprire ieri...: siamo stati "spottati"!


Ed è un bello spot, tutto sommato!
Frati "normali"... lavano i piatti
Di tutto ciò si potrebbero dire tante cose in diverse direzioni. Quello che più mi colpisce (e con me altri confratelli) è che molti, tra i giovani e non solo, percepiscono frati, preti e suore come gente fuori dalla vita "moderna", persone chiuse o... quanto meno poco aperte. Certo... forse per motivi "dottrinali": ma la modernità e la apertura o chiusura della chiesa e delle persone che la compongono non si misurano solo su ciò che è peccato e su ciò che non lo è (o su ciò che io penso che la chiesa dica).
... mangiano la pizza...
Ma forse la "gente normale" pensa così anche perché non ci vede molto nella nostra "vita normale", a "fare cose normali". Abituati a vederci solo in chiesa a pregare o predicare, o nei film in mezzo ad altri costumi medievali... sembra quasi impossibile che anche noi possiamo: mangiare, scherzare, cantare, telefonare, piangere, divertirci, passeggiare, rilassarci, ascoltare musica, arrabbiarci, fare la lavatrice, andare in farmacia...
In effetti vedo che fa un grande effetto e crea subito una grande familiarità, quando invito un ragazzo a fermarsi a pranzo con noi... magari dopo poco che ci conosciamo. Vede che non solo io, ma anche gli altri frati – ciascuno a suo modo – sono persone piuttosto terrestri.

Ho l'impressione che possiamo ripartire dalla evangelizzazione della "normalità". Almeno in questo senso, per esempio, non mi dispiacciono le discusse presenze televisive di una suor Cristina o, come accaduto di recente in Spagna, di un padre Damiàn. Anche un prete e una suora possono sapere cantare bene (non solo gregoriano) e farlo. Prospettiva molto parziale... ed esempio sbagliato... magari. Ma... sono normale e limitato anch'io! ;)


Normali, ma anche un po' "speciali"
... giocano sulla neve...
Questa "normale" umanità è e deve essere sempre più veicolo di un incontro reale, al di là degli stereotipi. Da persona a persona. Va detto, però, che mette in contatto con qualcuno – il frate, la suora – che ha offerto la propria vita nella consacrazione. Questo, sì, è "speciale": una vocazione di speciale consacrazione, come si dice. È una cosa un po' fuori dall'ordinario, dalla comune (a tutti i cristiani) consacrazione battesimale. A-normale, extra-ordinaria non è l'umanità del consacrato, ma la sua scelta di vita. Una scelta che sta in piedi solo per una motivazione forte come Dio e il Dio di Gesù Cristo.
... si rilassano...
Speciali sono di conseguenza le scelte collaterali, che sono quelle che la vita religiosa da sempre cerca di darsi e ridarsi. Siccome siamo "normali", siamo peccatori, abbiamo anche bisogno di ritmi, limiti e opportunità che ci sostengano nella fedeltà alla scelta fatta per Dio, per il bene della chiesa e di tutti. Ma senza incartarci fuori dalla realtà. "Nel mondo, ma non del mondo"... appunto!
Aspetta ma da dove viene questa citazione?? Giovanni 15, 18-19: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia».
Ops!!

Dite una preghiera per i vostri frati, preti e suore... mentre si avvicina la Giornata mondiale per le vocazioni... ché male non fa!! Perché siamo normali e umani, ma fedeli alla speciale consacrazione. Grazie!
Un fraterno abbraccio... Pace e bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com


sabato 11 aprile 2015

La partita della Misericordia: Gesù al centro...

Domenica 12 aprile 2015
II domenica di Pasqua, della Divina Misericordia, in Albis


«La sera di quel giorno, il primo della settimana,
mentre erano chiuse le porte
dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,
venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!"» (Gv 20,19).


Venne dunque Gesù e si fermò nel mezzo.
«Io sto in mezzo a voi - ci dice in Luca - come colui che serve» (Lc 22,27).
Sta al centro di ogni cuore;
sta al centro perché da lui, come dal centro, tutti i raggi della grazia
si irradino verso di noi che camminiamo all'intorno e ci agitiamo alla periferia.
(Sant'Antonio di Padova, Sermoni, Domenica dell'Ottava di Pasqua n. 6)

Cari amici in ricerca... pace a voi!

Vangelo ricco di doni quello della seconda domenica di Pasqua, un vero fiume di misericordia divina.
Anzitutto la presenza di Gesù che appena risorto è ansioso di raggiungere i suoi, superando, con il suo corpo risorto, il fortino dei loro timori ove si sono barricati (erano chiuse le porte!), desideroso di essere tra loro ("venne… stette in mezzo"). Gesù prende il posto che gli conviene: sta in mezzo, porta la 'palla al centro' e fa ripartire la partita con i suoi discepoli dopo la 'sconfitta' dalla Croce e la loro dispersione. Li rimette in gioco ad un livello diverso: quello di una vita donata e ripresa, di una croce affrontata e trasformata, di una misericordia che offre nuove possibilità anche a chi ha rinnegato e abbandonato. Non immaginavano tanto... e infatti sono un po' "stolti e lenti di cuore a credere" (Lc 24,25) e a capire.
Ma i doni non sono finiti...
Il dono della pace ("Pace a voi!", per tre volte): regalo tutto pasquale questa pace. Non è polizza contro momenti di fatica, turbamenti, cedimenti, non è garanzia di successo, di percorsi facilitati… ma la certezza della presenza di Gesù anche in tutti questi vissuti.
Il dono dei doni è poi lo Spirito Santo: "Ricevete lo Spirito Santo". La sua stessa vita e potenza per vivere da risorti.
Anche Tommaso è dono con la concretezza del suo voler vedere, fare esperienza diretta. E ci commuove la grandezza e delicatezza di Gesù che va incontro anche a lui, ai suoi dubbi, alle sue richieste.
Anche a noi, discepoli spesso spenti, rinserrati nelle nostre paure, venga il Signore Gesù e nella forza dello Spirito Santo ci rinnovi come suoi testimoni! Entri anche quando le porte sono chiuse e stia in mezzo... al centro!

Buona domenica! Il Signore risorto vi doni pace! E misericordia...

i vostri frati


Commento al Vangelo dei frati della Sveglia francescana

venerdì 10 aprile 2015

Mi sono innamorata di un frate


Pace e bene cari amici in cammino e in ricerca vocazionale.
Fra le varie mail a cui quotidianamente rispondo, molte contengono quesiti e interrogativi di tipo relazionale. Oggi riporto una problematica che già altre volte ho affrontato nel blog. Si tratta di una ragazza (L.) che innamoratasi di un frate, fra G. (che fa esperienza pastorale nell'Oratorio in parrocchia) mi chiede come comportarsi e un consiglio. Di seguito trovate parte della corrispondenza intercorsa. Mi auguro, che al di là del caso specifico, la mia risposta aiuti tutti ad interrogarsi sui propri sentimenti, a vigilare su di essi, a chiedersi sempre dove sta il "vero bene". 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Quesito di L.
Caro Frate Alberto, mi chiamo L.. Sono animatrice adolescenti (24 anni) e responsabile del coro nella mia Parrocchia. Da qualche mese è arrivato G. un giovane frate francescano a fare esperienza nei fine settimana nel nostro Oratorio. Ha portato una ventata di novità e vivacità attesa da tutti noi giovani ( il nostro parroco è molto anziano) e in poco tempo ci siamo stretti attorno a lui. (...) Ma il fascino e l'entusiasmo iniziale si sono trasformati presto per me in un altro sentimento: mi sono innamorata perdutamente di lui. Ora non so più bene come comportarmi, da un lato mi accorgo di coltivare su di lui sogni  e desideri così come mi è difficile riuscire a controllarmi nel mio pormi verso di lui (ovviamente non sa nulla di me), dall'altra so che non mi appartiene e mi vergogno di questo sentimento segreto anche se temo di perderlo. Ma se io sento questa attrazione per lui, non è giusto che io cerchi di realizzarla? Grazie per il consiglio che mi vorrà dare. L.

Risposta di fra Alberto
+ Pace a te cara L. ! Grazie per la fiducia e scusa se rispondo, forse in modo parziale, tenendo presente quelle poche informazioni che mi hai dato.  Come prima cosa ti voglio dire che provare un sentimento per qualcuno e innamorarsi non è un peccato di cui vergognarsi. Ci mancherebbe! I sentimenti, infatti, non si possono mai negare, ma vanno sempre riconosciuti e accolti per quel che sono; anche il fatto che ti piaccia un frate !!
+ Il passaggio successivo e più impegnativo sta però nel chiederti, da dove nasca questo sentimento o passione; dove e come tu lo alimenti e lo confermi e lo rafforzi in te (qui c'è la tua responsabilità). Si tratta di discernere in verità soprattutto,  se questi sentimenti, se questa passione, se questo desiderio, conducano al bene, tendano al bene (per te, per lui e per le altre persone coinvolte e per tutti), oppure se portino al loro interno un germe distruttivo e maligno, di lacerazione e di violazione.
Tante divisioni e ferite e tradimenti anche nell'ambito famigliare e relazionale avvengono infatti oggi proprio perchè ci si lascia sedurre dal "sentire", dal "mi piace", dal mi "attrae", senza pensare e riflettere se tutto questo abbia in sè un bagaglio di ambiguità e di male da cui prendere le distanze. Può infatti piacermi qualche cosa o qualcuno, ma, sempre dovrò chiedermi:  "E' cosa buona pretenderlo e ricercarlo? - Giova, ed è il vero bene, percorrere questa via e dar retta a tale sentimento?- Quali le conseguenze e i rischi implicati? - E la mia fede e i miei valori cristiani cosa mi suggeriscono ?" . Queste sono le domande da porsi!!
+ C'è oggi purtroppo una custodia e un pudore dei sentimenti che pare essere scomparsa, mentre si è passati alla "tirannia del sentire", della serie: "sento questo...dunque è giusto perseguirlo"!! Non è così!! Cosa ne penseresti di una donna, che invaghitasi di tuo marito o del tuo ragazzo, magari in ufficio (dove lavorano insieme) non sapesse starsene al proprio posto e non lo rispettasse e così violasse un ambito dove non le è consentito entrare, pena l'avvio di mali e sofferenze enormi per tutti? Se per te la cosa fosse troppo difficile da gestire, fatti aiutare da persone rette e buone e credenti, "non mondane"..: hai una guida spirituale?
+ Dunque per riepilogare: percepire un sentimento non è per sé cosa riprovevole; lo si prova punto e basta!  Tutto dipende invece da ciò che ne fai di tale sentimento. Puoi coltivarlo e incrementarlo e lasciarti condurre e sedurre e magari travolgere, oppure potrai custodirlo e contenerlo, decidendo di non invadere un ambito, un affetto e la vita e la missione di un uomo che, come frate, non ti appartiene ed anzi, è già legato e "sposato". La medesima indicazione varrebbe del resto, se tu ti fossi innamorata e desiderassi un uomo già unito ad un'altra donna!! Vigilia dunque su te stessa..e custodisci questo sentimento senza invadere un campo che ha altri proprietari e giardinieri. Fatti dare una mano da persone rette. Prega invece per frate G..: questo potrai farlo sempre!  E in tal modo continuerai davvero a volergli bene e a volere il suo bene! Con l'aiuto di Dio e della Vergine Maria Immacolata.....
Ti incoraggio e benedico. f. Alberto

giovedì 9 aprile 2015

Impara l'arte... di pregare

G. Bellini, Preghiera nell'orto. Londra, National Gallery.

Cari amici,
il Signore vi dia pace!

Oggi vi segnaliamo questo breve video: fr. Antonio Ramina, maestro di formazione dei giovani frati (di cui abbiamo parlato ieri), propone un invito alla preghiera nell'ambito dei 13 martedì in cammino con sant'Antonio (per approfondire). Pur in modo molto semplice, fr. Antonio attinge alla propria preparazione come docente di teologia spirituale, ma anche alla sua passione per l'arte...

7 aprile. Video-meditazione di fra Antonio Ramina.

Fr. Antonio fa riferimento al corpo del Santo di cui porta il nome. La ricognizione del 1981, tramite lo studio di medici e professori dell'Università di Padova, mise in luce delle anomalie nel tessuto osseo di Antonio di Padova/Fernando da Lisbona: calcificazioni che rendevano più spesse le ossa in corrispondenza delle ginocchia e sotto la pianta dei piedi. Indizi che hanno portato gli studiosi a concludere che si trattava di un uomo che passava molto tempo in ginocchio e in piedi, in cammino.
Pregare e camminare. Comunione con Dio e con gli uomini.

Quella della preghiera è davvero un'arte, che richiedete tempo, pazienza, umiltà. L'umiltà di chiedere pregando e imparare facendo. Seguite il consiglio di questo fratello... e di Papa Francesco:
... la grazia di Dio è sempre più abbondante della preghiera che l’ha domandata. Il Signore dona sempre di più, è tanto generoso, dona sempre di più di quanto gli si domanda: gli chiedi di ricordarsi di te, e ti porta nel suo Regno! Gesù è proprio il centro dei nostri desideri di gioia e di salvezza. Andiamo tutti insieme su questa strada! [24.11.2013]
Buon cammino!
Pace e bene!

frate Francesco


mercoledì 8 aprile 2015

Scelte di vita... pasquali

Cari fratelli,
amici in ricerca e in ascolto del Signore che chiama,
pace a voi!

La letizia della Pasqua di Risurrezione è particolarmente intensa in questi giorni di primavera fresca e serena. Per noi frati del Nord Italia la gioia pasquale è arricchita anche dalle belle notizie che arrivano da diversi giovani frati, in cammino verso scelte decisive... per la loro vita e per la nostra fraternità. 

Frati per sempre
Anno formativo 2014-15
La sera del giorno di Pasqua, 5 aprile, c'è stato un annuncio: nella comunità del Convento Sant'Antonio Dottore, dove i frati professi temporanei vivono gli anni di formazione e studio del post-noviziato, è stata rispettata la tradizione. Durante il canto dei Vespri del giorno di Pasqua, dopo la lettura, il frate maestro della formazione ha tenuto una breve omelia e ha annunciato i nomi di quanti, tra i frati in cammino, hanno chiesto di dire il loro «Sì» definitivo con la professione dei voti solenni.
Quest'anno sono ben nove i professi temporanei che hanno deciso di essere "frati per sempre": continueranno il loro cammino di santificazione come discepoli del Signore nella via aperta da san Francesco e seguita da molti santi.
S. Messa quotidiana
Cinque di loro sono italiani e appartengono alla nostra Provincia Italiana di Sant'Antonio di Padova, che raccoglie frati e conventi di tutta l'Italia settentrionale. Gli altri quattro appartengono a Custodie che dipendono a questa Provincia (Francia e Ghana) e alla vivace Provincia di Malta.
Lasciamo a questi frati il beneficio della riservatezza, perché ora le loro domande verranno esaminate dai rispettivi Ministri provinciali accanto alle indicazioni di quanti ne hanno curato la formazione. Se approvate, saranno poi ammessi alla definitiva aggregazione all'Ordine con la celebrazione della professione solenne, che con tutta probabilità sarà celebrata nelle rispettive giurisdizioni nel prossimo autunno.

Ministri di Cristo
Fra poche settimane, poi, avremo la gioia di partecipare alla Ordinazione di alcuni confratelli della nostra Provincia, che verranno inseriti nel sacro ministero. Due, fra' Daniele e fra' Manuel, saranno ordinati presbiteri, mentre fra' Nicola sarà ordinato diacono.
Fr. Manuel durante l'ordinazione diaconale
Questi sono tra i frati che, oltre a seguire Gesù nel suo stesso stile di vita di obbedienza, povertà e castità, si rendono disponibili a esercitare il ministero di Cristo servo, sacerdote e pastore.
In questo caso le lettere di domanda sono già state accolte a suo tempo, dopo aver ascoltato anche il parere delle comunità in cui vivono i candidati; ora il nostro Ordine religioso – attraverso la Provincia di appartenenza – presenta questi frati alla Chiesa e al Vescovo, ritenendoli adatti per ricevere il Sacramento dell'Ordine ed esercitare il ministero per bene del popolo di Dio.
Questa triplice ordinazione è fissata per sabato 2 maggio 2015 alle 11.00 presso la Pontificia Basilica di Sant'Antonio a Padova. Saranno consacrati per l'imposizione delle mani e la preghiera di Mons. Giovanni Tonucci, il Vescovo Delegato Pontificio per la Basilica del Santo.

Scelte pasquali
Professione solenne di fr. Nicola e fr. Tommaso
Questi fratelli più giovani hanno tutti compiuto un discernimento che li ha condotti all'elezione di scelte pasquali. Hanno cioè deciso di donarsi. La Pasqua giunge al sorprendente e felice esito della risurrezione... passando prima attraverso il doloroso passaggio di una morte, non subita, ma accolta e scelta per amore. La Pasqua è un mistero che unisce le due facce della medaglia: Croce e Risurrezione. Ogni scelta vocazionale autentica implica e riesce a tenere insieme la fatica della rinuncia e la gioiosa pienezza del dono.

Vi invito a pregare, in comunione con noi, per questi fratelli che – chi prima, chi poi – si apprestano a vivere passaggi forti della loro vita.
Vi incoraggio anche a lasciarvi provocare dal loro esempio e soprattutto dall'amore pasquale di Cristo Gesù, per fare maturare anche nelle vostre esistenze il coraggio di decisioni forti, fedeli e pasquali.

Con fraterno affetto vi affido nella preghiera al Signore crocifisso e risorto.
Egli vi doni la sua pace!

frate Francesco

Fra' Daniele pronuncia la formula della professione perpetua dei voti solenni
Milano, 14 settembre 2013


lunedì 6 aprile 2015

Seguire Gesù diventando sacerdote?

P. Tullio nella nostra missione in Cile
Pace e bene, 
cari giovani amici in cammino e in ricerca della vocazione divina per la vostra vita. Mi auguro che abbiate trascorso un Pasqua davvero Santa e che la gioia del Cristo Risorto si sia impressa nel vostro cuore così da accompagnarvi nei giorni a venire anche nella quotidianità spesso grigia e anonima, talvolta difficile e dolorosa,  che solo una così grande speranza può illuminare e rivestire di senso e promesse. 
Anche noi frati francescani abbiamo celebrato in tutti i nostri conventi sparsi nel mondo il mistero della passione e morte e resurrezione del Signore Gesù Cristo. In particolare, qui presso la basilica di S. Antonio (Pd) dove abito,  il Triduo Santo è  stato preparato e vissuto con grande partecipazione di fedeli e cura e amore e devozione . 

Un giovane pellegrino svizzero, incontrato in questi giorni alla tomba di S. Antonio, mi raccontava la sua meraviglia e il suo stupore per la bellezza della liturgia del Giovedì Santo (alla messa in "Coena Domini" con la lavanda dei piedi seguita dall'adorazione notturna) e si diceva davvero commosso per l'intenso raccoglimento sperimentato in basilica. Amaramente, mi diceva invece della sua parrocchia rimasta senza sacerdote dopo la morte dell'anziano parroco e dello smarrimento di quella comunità senza più un pastore, ma anche mi confidava come questa "povertà" e "sterilità" lo stesse alquanto provocando con una domanda molto forte: seguire Gesù come sacerdote? . Era venuto da s. Antonio proprio per chiedere un aiuto al riguardo!

Purtroppo la scarsità di preti è una situazione drammatica ormai comune a tante realtà ecclesiali d'oltralpe, ed è sempre più frequente anche in molte diocesi italiane: le vocazioni e gli ingressi nei seminari sono scarsissime, non ci sono sacerdoti per l'eucarestia e i sacramenti e l'evangelizzazione; ai pochi rimasti sono affidate sempre più parrocchie con infiniti problemi di gestione e comunicazione.  Ma là dove manca l'eucarestia, piano piano la comunità si sfalda e si disperde, la fede e la comunione vengono meno, vince l'isolamento e l'individualismo, ritorna il paganesimo con la forza arrogante dei suoi idoli ( denaro, successo, forza, potere...) . Là dove manca il sacerdote, non c'è più chi spezzi il Pane e la Parola, chi offra il perdono, annunci l'amore e la carità e la speranza del Risorto;  viene meno l'esempio speciale di gratuità e dono totale di sè che solo un prete può dare; si dissolve quella presenza di Gesù fra le nostre case che proprio la figura del sacerdote impersona e rappresenta.

Per tutti questi motivi, la Chiesa, le nostre comunità, i giovani come gli anziani, questo nostro tempo...,  hanno tanto bisogno del Sacerdozio.  Ma il sacerdozio, caro amico lettore, forse, può aver bisogno proprio di te come sacerdote !! Se dunque talvolta hai udito questa voce e questo  richiamo, non indurire il tuo cuore, lasciati interpellare e provocare, non scappare o distogliere lo sguardo! Qualcuno ti attende e senza di te sarà meno cristiano, sarà meno uomo...
Di seguito ecco due testimonianze in un bel video. Meditate cari giovani!

Vi benedico! Al Signore Gesù Vivente in mezzo a noi, sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Si cerca un uomo....Si cerca un prete 
( da una meditazione di Don Primo Mazzolari)

Si cerca per la Chiesa un prete capace di rinascere nello Spirito ogni giorno.
Si cerca per la Chiesa un uomo senza paura del domani, senza paura dell'oggi, senza complessi del passato.
Si cerca per la Chiesa un uomo che non abbia paura di cambiare, che non cambi per cambiare, che non parli per parlare.
Si cerca per la Chiesa un uomo capace di vivere insieme agli altri di lavorare, insieme di piangere, insieme di ridere, insieme di amare, insieme di sognare insieme.
Si cerca per la Chiesa un uomo capace di perdere senza sentirsi distrutto, di mettere in dubbio senza perdere la fede, di portare la pace dove c'è inquietudine e inquietudine dove c'è pace.
Si cerca per la Chiesa un uomo che sappia usare le mani per benedire e indicare la strada da seguire.
Si cerca per la Chiesa un uomo senza molti mezzi,ma con molto da fare,un uomo che nelle crisi non cerchi altro lavoro, ma come meglio lavorare.
Si cerca per la Chiesa un uomo che trovi la sua libertà nel vivere e nel servire e non nel fare quello che vuole.
Si cerca per la Chiesa un uomo che abbia nostalgia di Dio, che abbia nostalgia della Chiesa, nostalgia della gente, nostalgia della povertà di Gesù, nostalgia dell'obbedienza di Gesù.
Si cerca per la Chiesa un uomo che non confonda la preghiera con le parole dette d'abitudine; la spiritualità col sentimentalismo, la chiamata con l'interesse, il servizio con la sistemazione.
Si cerca per la Chiesa un uomo capace di morire per lei, ma ancora più capace di vivere per la Chiesa; un uomo capace di diventare ministro di Cristo, profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita. Si cerca per la Chiesa un uomo....




A tutti i giovani credenti in Dio e nell'umanità, a tutti i giovani attratti da valori e sogni grandi di bene e giustizia; a tutti i giovani che cercano l'assoluto; a tutti i giovani che sperano e amano, a tutti i giovani appassionati della vita...rilancio queste stupende e provocanti parole:
SI CERCA PER LA CHIESA UN PRETE....SI CERCA UN UOMO..

domenica 5 aprile 2015

Pasqua 2015 - My Lord, what a morning!


Domenica 5 aprile 2015
Pasqua di risurrezione

Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole” (Mc 16,2).
Dopo la notte del tradimento, dopo il buio seguito alla morte in croce di Gesù e l’oscurità dell’attesa, dopo questa lunga notte dei cuori, ecco, finalmente, il mattino.
My Lord, what a morning! Mio Dio, che mattino! canta uno spiritual  consacrato a dire la Pasqua. Solo così: morning, mattino. Senza spiegazioni, senza aggettivi, senza chiarimenti. Come fosse l’unico per la storia e per la fede. E lo è davvero perché il mattino di Pasqua ci sorprende con l’inaudito: la risurrezione di Gesù.
Ci scambiamo buona Pasqua  ma serve a poco se non è nella luce di questo mattino, nella luce dei cuori, se non ci fa percorrere sentieri diversi, strade luminose. Vogliamo essere mattino di Pasqua!
A voi e ai vostri Cari, l’augurio di una serena e santa Pasqua!

i vostri frati



My Lord, what a morning!
My Lord, what a morning!
Oh, my Lord, what a morning
when the stars begin to fall.


Oh, you will hear the trumpet sound
to wake the nations underground,
Looking to my Lord's right hand
when the stars begin to fall.

Oh, you will see my Jesus come,
His glory shining like the sun,
Looking to my Lord's right hand
When the stars begin to fall.

Oh, you will hear all Christians shout,
'Cause there's a new day come about,
Looking to my Lord's right hand
When the stars begin to fall

My Lord, what a morning!
My Lord, what a morning!
Oh, my Lord, what a morning
when the stars begin to fall.


Dall'omelia nel giorno di Pasqua di P. Giovanni Voltan (ministro provinciale dei frati del nord Italia) - Basilica del Santo, ore 11.00
Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù” ci incita stupendamente san. Paolo (II lettura). Ovvero la risurrezione di Gesù in te, mette un ordine nuovo nella tua vita, ti cambia i criteri di giudizio, pone delle priorità alle tue scelte. Gesù è risorto dai morti perché io possa risorgere a tutti i livelli, perché io possa risorgere da ogni morte interiore, perché anch’io possa fare “Pasqua” ovvero un passaggio da morte a vita. E allora risorgo quando amo anziché odiare, risorgo quando prego anziché imprecare, risorgo quando faccio il primo passo anziché aspettare una vita, con il sangue cattivo, che lo facciano gli altri; risorgo quando perdono, risorgo quando dono. Gesù è risorto perché io risorga ogni giorno, non solo post-mortem, ma qui adesso. Inizia qui il paradiso, la vita per sempre, l’eternità! Il suo amore di Risorto mi fa risorgere, mi fa essere quello che umanamente non potrei; mi fa osare essere vivo, un risorto che cammina, ama e confida in lui senza più temere la morte. Perché il contrario della morte, − ho trovato scritto −, non è la vita ma l’amore. “Amare”, infatti, “è dire a una persona: tu non morirai”! Gesù, che è l’Amore con l’A maiuscola, ce lo ripete: sono risorto per te perché ti amo. Risorgi anche tu, in forza di questo amore, sii creatura nuova, fa’ Pasqua con me e i tuoi fratelli!
Allora, umilmente, preghiamo: facci fare esperienza del tuo amore, Signore Gesù, e vedremo l’amore che vince la morte!