giovedì 26 febbraio 2015

Chiedere... cercare... bussare...

«Chiedete e vi sarà dato;
cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve,
e chi cerca trova,
e a chi bussa sarà aperto».

(Mt 7,7-8)
Cari ragazzi in ascolto... pace a voi!

Il Signore ci incoraggia... non c'è che dire. Il passo che ci propone oggi la Quaresima è quello di una rinnovata fiducia nella preghiera. Nella sua utilità ed efficacia. Al di là dei risultati immediati. Mi capita spesso di ascoltare persone, più o meno giovani, piuttosto sfiduciate e non molto convinte di essere ascoltate dal Signore.
A tutti mi viene da ripetere la conclusione di una bella omelia che un confratello ha fatto qualche settimana fa. Qui non si tratta solo e prima di tutto di: provare per credere... ma di credere per provare.
«Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!» (Mt 7,9-11).
Tanto più se gli chiede luce per vedere, lucidità per capire, coraggio di accettare, forza per scegliere, tenacia per partire... lungo la strada alla quale Lui lo sta chiamando.

Ogni bene! Il Signore vi doni pace!

frate Francesco


mercoledì 25 febbraio 2015

Come sta il tuo cuore?? L'esame di coscienza

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Il tempo di Quaresima è un continuo stimolo a guardarsi dentro, perché «dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male... Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo» (Mc 7,21-23). Questo ci dice Gesù.

Oggi nel Vangelo il Signore ci chiama a conversione, ci chiede di impegnarci nel cambiamento... a partire semplicemente dal «segno di Giona». A questo curioso e svogliato profeta è dedicato interamente uno dei più piccoli libri dell'Antico Testamento. Nel clou della sua vicenda egli vede cambiare, pentirsi e fare penitenza l'intera Ninive, la grandiosa città pagana della Mesopotamia... a partire dalla sua predicazione asciutta e (da quanto il libro ci fa immaginare) poco convinta.
Se tanto ha potuto una simile predicazione, perché non dovremmo essere raggiunti e cambiati noi dalla forza della Parola di Gesù, maestro divino e primo realizzatore di ciò che dice??
Molto dipende da noi e dal nostro cuore. Ci dice Gesù, a cui fa eco oggi Papa Francesco.

Alla luce di questo credo che possa fare molto a ciascuno di noi approfittare di questo tempo per riprendere una buona abitudine della nostra tradizione cristiana: l'esame di coscienza. Papa Francesco con l'inizio della Quaresima ha fatto distribuire in Piazza San Pietro un piccolo libretto, intitolato Custodisci il cuore. È una piccola raccolta di brani evangelici e di "classici" della fede, per «diventare cristiani coraggiosi». Tra beatitudini evangeliche e virtù teologali, dopo i dieci comandamenti della Bibba e i cinque precetti della Chiesa... ecco arrivare il "vecchio" esame di coscienza. Preceduto e seguito da alcune indicazioni sul Sacramento della Penitenza o Confessione.

Esaminare la propria coscienza non è un'operazione di "narcisismo spirituale", un procedimento per autoperfezionarsi. È un modo per verificare quanto il Vangelo di Cristo sia messo in pratica nella mia vita. Guardare cosa ha bisogno di essere corretto in me è il primo passo amare concretamente il Maestro, perché: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» (Gv 14,21).

Ecco di seguito le indicazioni di Papa Francesco per l'esame di coscienza, come  sempre proposto con parole semplici ed efficaci.

Clicca sull'immagine per ingrandire o scaricare.
Tratto da Avvenire.
Per concludere... il «segno di Giona», di cui parla Gesù nella pagina evangelica proposta oggi dalla liturgia, non è solo il "segno della predicazione". Nasconde anche il "segno della Pasqua". Giona è anche colui che è stato tre giorni nel ventre del pasce, come Gesù entra nella morte per «risorgere il terzo giorno» (Lc 9,22).
Accanto al "segno della parola", che dice con chiarezza e severità la verità a cui la nostra vita si deve conformare, Gesù ci offre con bontà anche il "segno della grazia": essa sola potrà convertirci fino in fondo.

Camminare in questo tempo con tenacia e gioia verso una vita cristiana "più vera" è un atteggiamento importante per ogni discernimento vocazionale. Tanto più se l'orientamento della mia vita mi porta verso una scelta di vita religiosa, proprio facendo i conti con il mio peccato e la misericordia di Dio, non posso tirarmi indietro dalla fatica di mettermi in stato di conversione... e "allenarmi" così a «seguire Cristo con maggiore libertà ed imitarlo più da vicino» (Conc. Vaticano II, Decr. Perfectae Caritatis, n. 1).

Continuiamo il cammino uniti nella preghiera.
Pace e bene!

frate Francesco


sabato 21 febbraio 2015

Il Regno di Dio è vicino

Il Regno di Dio è vicino...
Domenica 22 febbraio 2015
Prima domenica di quaresima

“…e diceva ‘Il regno di Dio è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo’ (Mc 1,15).

In pochi versetti, l’evangelista Marco ci porta dal deserto assolato alle verde Galilea, al suo lago. Gesù sceglie di iniziare dal deserto dove – per un periodo consistente (quaranta giorni: tempo lungo e simbolico)- condivide la solitudine e le lotte della nostra realtà di uomini. “In questo luogo di morte Gesù gioca la partita decisiva, questione di vita o di morte. Il Messia è tentato di tradire la sua missione per l’uomo: preferire il suo successo personale alla mia guarigione. Resiste, e in quei quaranta giorni la pietra intorno a lui si popola. Dai sassi emerge la vita” (p. Ermes Ronchi). Qui nasce il regno che Gesù annuncia, il regno di Dio, dalla certezza che anche dal deserto delle tentazioni può fiorire la vita se lo sguardo va oltre al mio io e s’incontra con Lui, venuto ad abitare il nostro deserto, facendosi a tutti vicino. Coraggio, allora. “Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto? Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore” (S. Agostino). Anche dai sassi, la medicina, la vita. Il regno fattosi vicino!

Per approfondire ascoltate pure il commento offerto anche oggi dai frati della Sveglia francescanaBuona domenica! Pace e bene!
I vostri frati.

venerdì 20 febbraio 2015

Conversione = un passo in avanti!


Conversione: ecco una parola che spesso ascolteremo in questa Quaresima. Ma di che si tratta? Quale ne è il suo significato più vero?

Nel Vecchio Testamento, quando si parla di conversione, si vuole indicare principalmente un "tornare", un riprendere le fila, un rientrare sui propri passi (il termine ebraico "shub" significa invertire la rotta). E' l'atto di chi, ad un certo punto della vita, si rende conto di essere "fuori strada" e sente pertanto come prima cosa di doversi fermare, di operare un ripensamento su di sè, per decidere quindi un cambio di atteggiamento e tornare al punto di partenza, provando a ricominciare. La conversione, in questo caso, ha a che fare con abitudini e stili di vita che si vede necessario riformare  o correggere o abbandonare e così poter iniziare da capo. 

Nel Vangelo e in bocca a Gesù la parola "conversione" acquista nuova forza e un significato decisamente più ampio e lieto e coinvolgente. Non indica più un tornare indietro, ma piuttosto significa "fare un passo in avanti" e accogliere nella propria vita la novità gioiosa del Vangelo; è ricevere e fare proprio l'annuncio di salvezza e liberazione che Dio, nel suo Figlio Gesù, rivolge ad ogni uomo.
La conversione è dunque prima di tutto una Grazia, è un Dono, è una iniziativa gratuita di Dio, è bellezza da riconoscere e gustare e abbracciare... Francesco ce lo ricorda nel suo testamento: "Il Signore concesse a me, frate Francesco, di iniziare a fare penitenza ..." . Se la conversione fosse unicamente un nostro progetto, un nostro desiderio (per quanto devoto e pio) ... noi non otterremo nulla se non delusione e scoraggiamento. È solo Gesù che semina questo anelito e desiderio, in ognuno di noi!! È però sempre, da parte Sua, anche un'offerta discreta e mai imposta, da chiedergli con umiltà, ogni mattina, ogni giorno, ogni sera, ogni notte....
Chi fa esperienza di questo Dono di grazia e di questo incontro d'Amore sarà poi pronto a trasformare la propria vita, a correggere storture, a sanare ferite, guarire il male, scardinare peccati e mediocrità e ambiguità. Solo l'Amore infatti porta ad un autentico cambiamento di noi stessi e del mondo!!

Questa è in fondo anche la vicenda di san Francesco d'Assisi, quando passa dal desiderio di conquistare, di vincere, di essere al centro ... alla capacità del dono di sé, di amare, di relazionarsi in modo libero e vero con tutti. E' così che Francesco si costruisce la sua vera nuova identità: non più il figlio del ricco mercante Bernardone, non più l'altezzoso  e ambizioso cavaliere, ma il fratello di ogni uomo

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, auguro a ciascuno in questa Quaresima, un autentico cammino di conversione alla scoperta del Vangelo e nell'incontro col Signore Gesù, nostro unico Salvatore. San Francesco ci guidi in questa avventura d'amore! 


Buona Quaresima!
fra Alberto (fra.alberto@davide.it




Ecco ora è il momento favorevole
ecco ora è il giorno della salvezza!
2 Cor 5,20-6,2)


Rinneghi se stesso

Giovedì dopo le Ceneri - 19 Febbraio 2015 
Vangelo del giorno (Lc 9,22-25).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.
Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? 


Rinneghi se stesso

Finché la croce resta un oggetto sul quale fissiamo lo sguardo e non il simbolo di un percorso di crescita spirituale, non comprenderemo mai le parole di Gesù.

Rinnegare se stessi e prendere la croce equivale ad iniziare un processo di trasformazione che riguarda il nostro attaccamento alla vita. Rinnegare se stessi non significa voler morire, ma vivere senza riempire la vita unicamente di se stessi.
Ogni cosa che vuole vivere è ricettiva, ricorda Meister Eckart, ma “ogni cosa che vuole essere ricettiva deve anche essere vuota”.

Facciamo fatica a svuotare noi stessi perché non si tratta di liberarci di questa o quella cosa. Non sono le cose che ci riempiono.
Se ci svuotassimo di tutto, ma non dell’orgoglio di averlo fatto… se ci liberassimo di tutto, ma non dell’attaccamento alle nostre idee, non ci sarebbe ancora spazio per incontrare Dio.

Prendiamo la nostra croce e iniziamo a lasciare andare.
A lasciare che il dolore sia dolore, il mistero sia mistero, l’incontro sia incontro.

Rinnegare se stessi, può diventare la più eloquente affermazione di ciò che siamo veramente: benedetti, amati da Dio e parte della sua Vita. 



mercoledì 18 febbraio 2015

Ri-partire... dalle ceneri

18 febbraio 2015
mercoledì delle ceneri

«Dov’è tuo fratello?»
(Gen 4,9)

Un’altra Quaresima di viola vestita, con cenere sul capo per incominciare, riparte. «Ce la farò questa volta?» ci possiamo chiedere, pensando alla collezione di propositi ingloriosamente conclusi in tante edizioni passate.
Più che 'fare' quest’anno cercherò di 'lasciarmi fare' dagli altri, dalle domande altrui, dalla Parola di Dio così come arriva, dalle situazioni di povertà e bisogno così come verranno incontro, dalle cose non programmate... Meno cibo, meno internet, meno qualsivoglia dipendenza, meno... e più incontri, più tempo da stare con gli altri, più ascolto della parola di Gesù, più preghiera, più gratuità quando sarò richiesto. Così mi va. Partiamo?

Per una riflessione sostanziosa sulla Quaresima che iniziamo, rimandiamo al Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2015: Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8).

Buon inizio di cammino!

i vostri e... gli altri frati

Pronti a partire... verso la Pasqua di Cristo?

[photo by fr. Giovanni Voltan]

PS: Ad inizio Quaresima, può esserci utile rinfrescarci alcune indicazioni pastorali sul digiuno e l'astinenza.


martedì 17 febbraio 2015

Beato Luca, prega per chi studia

Giusto de' Menabuoi: beato Luca (a destra, accanto a sant'Antonio)
Basilica del Santo, Padova

Cari lettori, cari studenti e amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Noi frati dell'Italia settentrionale (e in particolare a Padova, nella Basilica di Sant'Antonio) oggi ricordiamo nel nostro calendario un santo frate, che ha avuto strettamente a che fare con sant'Antonio proprio negli ultimi tempi della sua vicenda terrena, cioè nel periodo della sua permanenza e attività a Padova. Si tratta del beato Luca Belludi, sepolto a pochi passi dall'Arca di Sant'Antonio... e pregato in particolare dagli studenti dell'Univeristà di Padova per il buon esito dei propri esami, perché fra' Luca era stato nella prima generazione di iscritti a questo Ateneo particolarmente antico.
Potete trovare qualche nota sulla sua vita, in questo post di Cantuale Antonianum.
Qui di seguito trovate la preghiera che non pochi studenti a Padova vengono a ripetere davanti alla sua tomba.

Ricordate che la cura e preparazione nello studio non possono essere sostituiti dalla preghiera. Semmai questa prepara, sostiene e affida a Dio il tempo dedicato responsabilmente allo studio: rendendolo più semplice, fecondo, gustoso e produttivo.
Affrontare bene e responsabilmente i propri impegni oggi è un gesto che mi rende un po' più uomo, per abbracciare con serietà e fedeltà la propria vocazione domani.
Buona preghiera! E buono studio!!

frate Francesco


Preghiera al Beato Luca
per il buon esito degli esami e degli studi


O Signore, fonte di ogni sapienza,
ascolta la preghiera
che dal profondo del cuore ti innalziamo
per i meriti e la potente intercessione
del tuo fedelissimo Servo, il beato Luca Belludi,
cui concedesti il prezioso talento di una intelligenza aperta
e di quella sublime sapienza
che lo fece degno compagno
del primo Dottore dell’Ordine Francescano:
S. Antonio di Padova.
Illumina, o Signore, la nostra mente;
irrobustisci la nostra volontà,
affinché possiamo felicemente raggiungere
il compimento dei nostri studi.
Ti promettiamo, o Signore, di emulare la fedeltà,
con cui il tuo servo beato Luca Belludi
corrispose alle tue grazie.
Concedici poi, o Signore,
di comportarci in modo esemplare
in tutte le circostanze della vita
e di esercitare i doveri, ai quali saremo chiamati,
con integrità di coscienza,
profondendo le nostre migliori energie
nella difesa della verità e della giustizia,
che tu hai proclamato
come base di ogni ordine morale, civile, religioso e sociale.



lunedì 16 febbraio 2015

Avevi scritto già di me! Alessandro si racconta...

Pace e bene, cari amici in cammino e in ricerca della vocazione "divina" per la vostra vita.
Oggi vi segnalo la bella testimonianza di un giovane bresciano, Alessandro, che partecipa all'itinerario del "Gruppo San Damiano" con altri giovani del nord Italia. Il programma del corso prevede un appuntamento solitamente proprio a Brescia per un fine settimana al mese, presso il nostro convento. L'occasione è bella e utile per staccare la spina dalle preoccupazioni quotidiane, per dedicarsi alla preghiera e all'adorazione, per confrontarsi con la parola di Dio e i frati e altri giovani in ricerca, per vivere alcune ore intense all'interno di una comunità francescana. Il tutto in vista di un discernimento orientato alla vocazione religiosa francescana. Si tratta di un'esperienza davvero significativa per chi si interroga e si sente attratto dalla nostra vita di frati. Ringraziando Alessandro per le sue parole (non è mai scontato sbilanciarsi e raccontare di sé), vi invito a sostenerlo con la vostra preghiera insieme a tutti gli altri giovani che camminano con lui.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Stefano e Alessandro del Gruppo San Damiano
..."Avevi scritto già 
la mia vita insieme a te!!
Avevi scritto già di me..."
è con queste parole che trovo la giusta descrizione di come sto vivendo, anzi di cosa siamo chiamati a scoprire quando si decide di partecipare al cammino san Damiano. Solo con la certezza che il Signore mi ama e una buona dose di coraggio, dopo aver cercato ovunque la serenità con me stesso e non riuscendola a trovare, mi sono deciso a contattare fra Alberto; e da quel momento posso dire che la mia vista ed il mio cuore hanno visto orizzonti diversi. Un cammino in salita, faticoso, ma straordinario, fatto di persone semplici, ma in qualche modo simili a me e soprattutto legate al Signore. "Avevi scritto già di me .." è qui il punto! Perché questo cammino ti porta alla ricerca di te stesso, delle tue origini, delle tue debolezze, di chi tu sei e di chi tu sei chiamato a vivere...
Il cammino san Damiano non è un cammino qualunque ma un percorso di discernimento che ci porta ad assaporare, sperimentare e conoscere più da vicino la vita religiosa francescana e la famiglia dei frati minori conventuali.
Insieme ai miei fratelli di cammino (siamo in 13 circa) cerchiamo di condividere e mettere piccoli tasselli sul nostro sentiero della vita, affidandoci a san Francesco con l' aiuto di premurose guide (i frati) e sostenuti dalla forza dello Spirito Santo.
Quante risate, quanta voglia di stare insieme, quanti dubbi, quanti piccoli segni che ci fanno capire quanto Gesù ci ama e ci accompagna sempre!!

Il gruppo san Damiano si affida alle vostre preghiere.
PACE e BENE

Alessandro