martedì 21 novembre 2017

VIVERE COME VOCAZIONE E'...

Assisi - GVA 2017: Fra Vito e giovani in cammino
VIVERE COME VOCAZIONE
e' vita che trabocca: 
non solo vivere per sè, ma
RIVERSARE VITA!

(cfr. Lettera ai Romani 5,5)

lunedì 20 novembre 2017

GIOVANI FRATI "IN OSPEDALE"

Pace e bene
cari amici, in cammino e in ricerca vocazionale. 

Recentemente vi ho parlato dei nostri "GIOVANI FRATI" che qui a Padova (per il nord Italia) si dedicano allo studio della teologia e continuano il loro cammino di formazione umana e spirituale in vista della missione che li attende. 
Fra le varie attività pastorali che svolgono nei fine settimana, vi è per qualcuno, l'andare presso il vicino OSPEDALE a visitare i malati e così portare una parola di conforto, offrire una presenza fraterna e rispettosa, condividere una preghiera o semplicemente "stare" accanto.
Riporto di seguito una intensa testimonianza, che ci parla di questa esperienza tanto bella quanto impegnativa. 
Non manchi allora la nostra preghiera per questi giovani frati come per i malati che vanno ad incontrare. 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Longiano: Settembre 2017 - Missione francescana
Foto di gruppo dei "GIOVANI FRATI" di Padova

GIOVANI FRATI "IN OSPEDALE" - TESTIMONIANZA

«In ogni sua predica, Francesco, all’esordio del discorso, salutava il popolo con l’augurio di pace, dicendo: ” Il Signore vi dia la pace!”. Aveva imparato questa forma di saluto per rivelazione del Signore, come egli stesso più tardi affermò». [FF 1052]
Porte scorrevoli automatiche. Un clima sempre piuttosto tiepido. Corridoi lunghi con qualche persona che ti saluta, ma nei suoi occhi vedi spesso la preoccupazione, l’ansia di chi non sa come andrà a finire.

C’è chi ti ferma: «Padre… mio marito sta per morire… perché doveva succedere a noi, con tutta la gente cattiva che c’è?». E allora ti fermi ad ascoltare e accogliere il dolore di chi hai davanti… è una gran fatica, specie perché ti mette alla prova: dov’è il Dio, Padre buono, in cui credo? Poche parole, una preghiera insieme. Poi avanti… Ascensore, sale veloce…. Chissà chi incontrerò oggi? Di nuovo porte scorrevoli…. Ed ecco il lungo corridoio del reparto. Angeli bianchi che si prendono cura di tante persone, spesso di fretta, senza potersi fermare… ma mettendo loro stessi in ciò che fanno.
La prima stanza… sei ancora qui, dopo tanti mesi… le cose non migliorano, lo sai anche tu… Cosa posso fare per te? Mi chiedo, lo chiedo anche a te… rimanere qui un po’ con te, tenerti la mano… farti sentire un po’ di vicinanza – mi dico io – anche se non so se sia ben accetta… «Prega per me», mi dici tu… Ora prego con te, prego per te.
Vado avanti, altra stanza: «Oh, sei tornato! Che bello rivederti! Ho fatto sempre fatica a sopportare quelli di chiesa, persone di tante parole, ma pochi fatti… ma mi fa piacere parlare con te… speriamo di rivederci, fuori di qui!».
Poi, trovi quello che non ne vuol sapere, non ti vuol nemmeno vedere; pazienza, c’è sempre qualcosa da imparare. Ecco un altro, con la famiglia che gli sta accanto, che si stringe a lui: che bello vedere la cura dei cari, quanto bene fa! Quanta fatica, invece, nella solitudine…
Ultima stanza: una anziana signora, costretta a letto, mezza sorda, ma che non mi lascia andare finché non ho pregato con lei; e insieme, una giovane ragazza, ormai stufa di stare qui, ma sicura che guarirà, perché «i medici trovano sempre la cura»… bella fiducia, ma… chissà… chissà di quale cura abbiamo veramente bisogno, che davvero porti la pace nel cuore, nelle relazioni e nel mondo!
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore». [Gv 14,27]

Giovani Frati


giovedì 16 novembre 2017

SE CERCHI LA VERITA'...

ASSISI - GVA 2017: Giovane in preghiera
“Il Signore
 ha messo la Verità nel cuore di ciascuno,
e non è possibile equivocarla” 
(C. Corbella Petrillo)

martedì 14 novembre 2017

GIOVANI FRATI...SI PRESENTANO

Pace e bene,
cari amici in cammino e in ricerca vocazionale!

Oggi condivido la testimonianza di alcuni "giovani frati" studenti in teologia presso il "Convento sant' Antonio dottore" in Padova (altri centri di studi in Italia sono ad Assisi e Roma). 
Sono frati così detti "in formazione": terminato, infatti, l'anno di Noviziato (l'anno della prima scelta francescana), stanno ora vivendo un lungo periodo di preparazione e studio delle materie teologiche e di ulteriore  discernimento spirituale e vocazionale in vista della Professione Solenne (frati per sempre) e per molti, dell'Ordinazione sacerdotale. Un tempo dunque alquanto impegnato, ma anche ricco di tante esperienze che poi costituiranno un bagaglio prezioso per la loro vita futura di religiosi e il ministero che si troveranno a svolgere.

Vi invito a sostenerli con la vostra simpatia e soprattutto a pregare per ciascuno di loro: possano essere frati entusiasti e amanti e appassionati, religiosi santi! (visita il loro BLOG)

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto(fra.alberto@davide.it)

Giovani frati... In "Foto Ufficiale!!!!
Giovani frati.... in riunione

I "GIOVANI FRATI" DI PADOVA SI PRESENTANO   
Siamo il gruppo di giovani frati francescani conventuali in formazione che vive a Padova. Siamo frati (abbiamo emesso i voti temporanei) da pochi anni (chi il 26 agosto di quest’anno, chi 3 o 4 anni fa…) e abbiamo pensato di “venirvi a trovare” (almeno virtualmente) con questo breve post per mostrarvi le nostre belle facce e raccontarvi qualcosa di noi.
Ci piacerebbe passare, come “giovani fra i giovani”, e dire a tutti: “ci siamo anche noi!”. Per dire a tutti che da qualche parte le preghiere per le vocazioni hanno un piccolo frutto. Per testimoniare che il Signore, anche in questi nostri tempi così indecifrabili, anche qui da noi, ci benedice entrando nelle nostre vite e attirandoci a Lui, convincendoci a scommettere il nostro futuro su questa vita, da frati francescani. Per i nostri poveri e piccoli cammini questo è già un miracolo, e vogliamo condividerlo con voi, per ringraziarlo insieme e chiedergli ancora di continuare a donarci sempre altri fratelli di cammino.
Quest’anno qui, nel convento di San Massimo (“Sant’Antonio Dottore” per la precisione…) a Padova, insieme a 11 frati professi solenni, viviamo anche noi, 25 frati professi temporanei, dai 22 ai 47 anni. Arriviamo da diverse zone dell’Italia (Emilia-Romagna, Lombardia e Triveneto), dell’Europa (Francia, Malta, Romania, San Marino, Ungheria) e del Mondo (Burundi, El Salvador, Ghana, Indonesia).
Salta subito all’occhio che la nostra è una comunità grande e molto variegata, che abbraccia quasi tutti i continenti (ci manca solo l’Australia!) e una gamma di età ed esperienze personali molto ampia. Anche se questo porta con sé tutte le difficoltà che potete immaginare, ci sentiamo dei privilegiati per il fatto di poter sperimentare un respiro così largo e internazionale, che ci costringe a uscire da noi stessi per incontrare e amare l’altro, anche quando è così diverso da me.
Il nostro impegno principale è lo studio della teologia alla Facoltà Teologica del Triveneto, ma possiamo godere anche di una “formazione interna” e delle esperienze che occupano i nostri fine settimana. Siamo infatti mandati in servizio in varie parrocchie, realtà socio-caritative (con i frati e le suore che si occupano di dipendenze, ragazze madri e malati di aids, e poi al Carcere Due Palazzi e all’Ospedale Civile) e di altro tipo (come alla Basilica del Santo per l’accoglienza dei pellegrini e nel nostro convento per la Lectio Divina).
Tutti questi ingredienti, uniti alla nostra quotidianità (fatta di preghiera comunitaria, momenti di fraternità e incarichi interni per il funzionamento della casa), compongono il mosaico così ricco e bello delle nostre giornate.
Per concludere questo saluti, vi chiediamo di pregare per noi! Sì, ne abbiamo bisogno, perché il Signore, che già ci ha fatto vedere le sue meraviglie, possa continuare a stupirci con la sua eterna novità, e perché noi, come il nostro caro Francesco, possiamo ogni giorno “incominciare a seguirne le orme”.
Vi ricordiamo con affetto, tenendo per ciascuno di voi una mano sulla tomba di Antonio, infaticabile protettore di tutti noi.
Un abbraccio fraterno.
                                                                                     i giovani frati in formazione



lunedì 13 novembre 2017

CORSO VOCAZIONALE PORZIUNCOLA : UNA BUSSOLA X DECIDERE


Se ti chiedi: 
«Dove andare?.... Come fare?… Da dove iniziare?… Come orientarmi?… Che cosa tener presente?… Come poter dire con più “sicurezza”: è la mia strada, la mia chiamata?…»,
questo itinerario è per te!

Il corso (per ragazzi e ragazze) inizia il prossimo fine settimana (da sabato sera, ore 18,30)
Vedi programma e dettagli. 

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

venerdì 10 novembre 2017

FRATE FRANCESCANO " PER RALLEGRARE IL MONDO"

Pace e bene 
caro amico in ricerca della vocazione divina per la tua vita...e, immagino, curioso e attratto dalla vita dei frati. Al riguardo sottolineo oggi una nostra speciale "missione" che forse ti stupirà.. spero piacevolmente!!

San Francesco voleva che i suoi frati fossero sempre allegri e sereni
Li chiamava i "giullari di Dio" e li esortava ad evitare la "pessima malattia della malinconia"  mostrandosi invece in ogni situazione "lieti e graziosi".
Il Signore, infatti, ripeteva spesso Francesco, li aveva scelti "per andare nel mondo a rallegrare gli uomini e a muoverli a santa letizia"

I frati sono dunque "i pazzi di Dio", chiamati nel suo nome a "rallegrare il mondo" e nulla deve essere loro di ostacolo o di impedimento nell'annunciare e testimoniare a tutti l'amore del Signore. 
I frati: poveri e felici, lieti di avere scoperto nel Signore il te­soro più grande del mondo;  contenti di vivere insieme e di comu­nicare a tutti, proprio a tutti, la gioia di un incontro con Gesù che ha cambiato la loro vita ed esaltato la loro giovinezza. 

Certo, si tratta di ideali altissimi e di una missione per nulla facile nè scontata. La nostra vita, del resto (proprio perché religiosi), è spesso segnata da una sfida quotidiana, da una dura lotta al non senso e al male e alla tristezza sempre in agguato, e dalla necessità di dare, nonostante tutto, testimonianza di luce e speranza. Questo ci chiama a continua conversione e penitenza e verità e vigilanza e preghiera e affidamento, ogni giorno, in ogni istante..., !! Ma... con il Signore nel cuore, la gioia non manca mai, o subito la si recupera, cercando di regalarla anche a chi ci sta accanto.  

Un esempio? Nella bella fotografia a fianco, ecco fra Alessandro che con la sua travolgente carica ed entusiasta direzione canora, sempre contagia di gioia tanti giovani a Padova come ad Assisi (vedi ultima edizione del convegno Giovani verso Assisi - GVA 2017).

Se dunque caro giovane, anche tu , pensi di essere un poco "giullare" " pazzo di Dio", se ti vedi attratto dall'ideale francescano, non ignorare l'invito a dedicare la tua vita al Signore! Vieni.. c'è posto anche per te. Si cercano giovani audaci e ardenti, appassionati e gioiosi. Si tratta di "andare nel mondo a rallegrare gli uomini e a muoverli a santa letizia".

Ti benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Video divertentissimo dei frati minori Austriaci
 

giovedì 9 novembre 2017

FRATI/PRETI e FRATI/FRATI. Quale differenza?

Caro fra Alberto,
che differenza c'è fra un semplice frate francescano e un frate che però è anche prete? E che cosa implica questo? Ho sentito dire che i frati "preti" hanno più diritti rispetto a chi è solo un frate (una volta mi pare si chiamavano "fratelli religiosi"). 
Grazie. Edoardo ( di Roma )

Assisi: Omelia di fra Simone mentre celebra l'Eucarestia al GVA 2017 
Caro Edoardo, grazie per la fiducia.
Circa il tuo interrogativo ti rimando prima di tutto ad alcuni POST prededenti in cui ho trattato a lungo questi temi.

Come già scrivevo, nell' Ordine francescano , moltissimi frati sono anche sacerdoti (una chiamata  nella chiamata) e prestano il loro servizio prezioso nelle nostre comunità, in tante parrocchie e opere e missioni sempre francescane. Io stesso, fra Alberto, sono frate e sacerdote.

Naturalmente l'essere preti, non toglie nulla al nostro carisma francescano, nè si diventa per questo dei "super frati" in qualche modo più importanti di chi prete non è . L'uguaglianza e la parità sono caratteristiche da sempre dell'Ordine francescano e trovano la loro ragione nella comune vocazione francescana e medesima Professione religiosa


Cile: benedizione di frate Tullio
In sintesi alcune caratteristiche del frate/prete :  
  • Ancora prima di diventare prete, egli è innanzitutto un frate come tutti gli altri. Con la professione religiosa, infatti, ha emesso i voti di povertà e castità e obbedienza secondo una condivisa vocazione e la medesima Regola di san Francesco che egli pure ha promesso di osservare per la vita.
  • Anche il frate/sacerdote vive dunque in comunità e in fraternità; non opera e non sta mai da solo, ma sempre condivide la sua vita con altri fratelli: dai pasti, alla preghiera che scandiscono la giornata di ogni frate; alle normali quotidiane mansioni necessarie alla vita di un convento, all'azione pastorale...
  • E' sempre legato agli altri frati da uno stile e da vincoli di fraternità semplice, di vita famigliare sincera ed essenziale, in una piena e paritaria condivisione di ideali e di scelte.
  • In comunità, l'essere frate/sacerdote non garantisce certo privilegi di sorta o supremazie varie: tutti i frati sono uguali (pur nella diversità di compiti e ministeri)  e insieme si cammina cercando di seguire le orme del Signore Gesù e del suo servo san Francesco.
  • Il frate/prete francescano, più che ulteriori "diritti" (come caro Edoardo chiedevi nella mail) ha maggiori e pubbliche responsabilità nei riguardi della Chiesa e dei fedeli; questi "doveri" sono intimamente connessi alla sua Ordinazione sacerdotale (celebrazione dell'eucarestia, sacramenti, predicazione...). Nello stesso tempo però, egli vive questa grande chiamata sempre all'interno della dimensione francescana che lo accomuna  e lo lega agli altri frati che preti non sono
Come nasce la vocazione a diventare prete oltre che frate? 
  • La vocazione sacerdotale, all'interno del cammino francescano, è naturalmente una precisa chiamata che chiede di essere vagliata e scrutata con uno specifico discernimento sotto la guida dello Spirito e di attenti educatori e formatori. E' dunque una "vocazione nella vocazione"!
  • Per alcuni frati, dunque, diventare sacerdote si presenta come un'esigenza e un dono prezioso da accogliere e vivere con gratitudine e gioia grande. Un percorso appropriato di studi e preparazione spirituale li accompagnerà gradualmente all'Ordinazione sacerdotale.
  •  Molti altri giovani, invece, si decidono semplicemente per la vita da frate e religioso senza accedere agli Ordini Sacri. Il Signore dunque a ciascuno ispira un proprio cammino e le personali scelte da compiere.
Cari amici, ecco pertanto alcune semplici note sulla nostra vita. 

Se qualcuno desiderasse ulteriori approfondimenti mi scriva pure, ma soprattutto se qualcuno si sente attratto contemporaneamente dalla vita francescana e sacerdotale, non tema: le due vie possono camminare insieme.

Benedico tutti. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Bruxelles: fra Daniel predica ai giovani