giovedì 23 maggio 2019

P. GIUSEPPE UNGARO HA CONCLUSO IL SUO CAMMINO TERRENO - Un frate gioioso a servizio del Regno


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace.

Con tristezza vi rendo partecipi che nel mattino di mercoledì 22 maggio 2019 ha concluso il suo cammino terreno, fr. Giuseppe UNGARO, di anni 99: un mio confratello della comunità del Santo di Padova. Personalmente ho avuto la grazia di prestargli assistenza durante l'ultima notte trascorsa in ospedale; lunghe ore vissute da p. Giuseppe in un alternarsi di brevi assopimenti, di preghiere (l'amato Rosario) e invocazioni in greco (kyrie eleison). Si è spento quasi improvvisamente quando ormai era l'alba.


Altre volte avevo già scritto di questo frate (vedi POST precedenti), che sempre affascinava chiunque lo incontrasse: simpatico e intelligentissimo, sguardo buono e vivace, una lunga barba bianca da patriarca orientale e ciuffo sbarazzino che in qualche modo anticipavano il suo modo di fare molto umano e schietto e allo stesso tempo ieratico e solenne, quasi fuori dal tempo. Avrebbe compiuto i 100 anni lunedì 27 maggio e già stavamo pregustando la grande festa che insieme ai suoi molti amici si voleva celebrare. Una festa che ha voluto invece anticipare raggiungendo in cielo i molti santi conosciuti nella sua lunghissima vita.

Come spesso amava ricordare, infatti, P. Giuseppe ha avuto la grazia di incontrare giovanissimo per esempio P. Massimiliano Kolbe, (martire ad Aushwitz) e confessarsi da lui, così come ebbe rapporti di profonda amicizia con P. Pio da Pietralcina e P. Lepoldo Mandich. Tra gli amici santi ecco anche alcuni Papi: papa Giovanni XXIII, già da quand’era patriarca di Venezia; Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.

Da giovane avrebbe desiderato andare in missione, ma la volontà divina l’aveva condotto presto fra i poveri e i sofferenti delle nostre periferie, ma anche fra i carcerati e tante famiglie in difficoltà a cui si è dedicato sempre con grande passione fino a pochi giorni fa, prima del suo ricovero in ospedale.  Di certo p. Giuseppe ha vissuto una vita intensa e piena e gioiosa, lasciando dietro di sè un ricordo carissimo e una testimonianza di fede e amore davvero unica. 

Si vantava anche, ricordo, di avere condotto in convento e suscitato negli anni diverse vocazioni alla vita religiosa francescana (sia maschile che femminile). Non mi stupisce questo, in considerazione della sua affascinante personalità, ma soprattutto dell'entusiasmo per la vita francescana che, giovanissimo, aveva abbracciato e che sempre lo ha caratterizzato.
Sono certo che dal cielo, ancora saprà farsi promotore vocazionale, accompagnando e pregando per quanti sono in ricerca e percepiscono nel cuore la chiamata del Signore.

Rendendo grazie all'Altissimo per il dono di p. Giuseppe, invito tutti ad affidare a Lui la vita di questo nostro caro confratello.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



Fr. Giuseppe Ungaro:
nato a Padova il 27 maggio 1919;
entrato come seminarista a Camposampiero il 22 ottobre 1931;
professo temporaneo a Padova 3 agosto 1937;
professo solenne a Padova il 4 ottobre 1941;
ordinato presbitero a Roma il 6 giugno 1943.

Fr. Giuseppe Ungaro è stato e ha operato in diverse realtà francesane:
Sabaudia – dal 1944 al 1947;
Venezia – dal 1947 al 1955;
Sabaudia – 1955 al 1964;
Venezia – dal 1964 al 1970;
Padova-Convento del Santo – dal 1970 al 2019.
Incarichi provinciali:
Guardiano e Parroco a Sabaudia (1955-1964);
Guardiano e parroco a Venezia-Frari (1964-1970);
Assistente provinciale OFS 1972-1982.
Coordinatore per le Missioni popolari della Provincia, 1991-1997.

Contributi multimediali:
Sabaudia - cittadinanza onoraria ai frati minori conventuali;
La testimonianza di vita del nostro confratello padre Giuseppe Ungaro;
Padre Giuseppe Ungaro: testimonianza in TV;
Ha quasi cent'anni il frate confessore che parlò con i Santi, fra Giuseppe Ungaro;
A padre Giuseppe Ungaro il Sigillo della Città di Padova;
«Ho conosciuto molti santi». Fra Giuseppe Ungaro, 99 anni, da 47 in Basilica del Santo, ha conosciuto Massimiliano Kolbe, Leopoldo Mandic´ e Pio da Pietrelcina. E quattro Papi;

Il funerale sarà celebrato a Padova presso la Basilica del Santo
 venerdì 24 maggio alle ore 10:45.

R.I.P.

martedì 21 maggio 2019

LA VOCAZIONE E' QUESTIONE DI VITA!


Nell'Antico Testamento, è molto bello il racconto della vocazione di Samuele: una chiamata  che da subito lo vede, con tanta disponibilità e fiducia, mettersi in ascolto di Dio. Stupisce e provoca come, ancora giovinetto, egli abbia la capacità di dire: « Eccomi Signore! Tu mi chiami? Io mi dono a te ! » (Sam 3,1-20). 
In seguito, divenuto profeta del suo popolo, su mandato del Signore  dovrà individuare dei re per Israele: prima Saul, poi Davide. E' interessante notare come, in questa ricerca , Samuele si lasci guidare inizialmente dall'apparenza. Quando egli, infatti, vede i figli di Iesse, pensa : «Il più grande e il più forte fra essi sarà re, l'eletto di Dio », scartando da subito Davide, il più piccolo e gracile di tutti (cf. 1 Sam 16, 1-13).  Ma il Signore stesso gli darà al riguardo una bella lezione, richiamandolo ad un discernimento più profondo :
«No Samuele, tu guardi all'apparenza, a ciò che è esteriorità. Io, il Signore guardo al cuore». 
Cosa può significare per noi questa esperienza? Nel XXI secolo, nei tempi tormentati che stiamo vivendo, nelle turbolenze che attraversano il mondo e la Chiesa stessa, mi pare voglia dirci che è importante e necessario aprire il nostro spirito alla creatività e novità di Dio. Egli, infatti, è sempre all'opera per indicare risposte di vita vera e autentica all'umanità in cerca di senso e orientamento. Ma guardiamoci attorno:
  • Quante persone soffrono di un'emmoragia di senso nella loro esistenza?
  • Quante persone cercano una pace e  una gioia che non possiedono?
  • Quante persone rinunciano ad una vita piena e bella, perche' prive di speranza e fiducia?
  • Quante persone conducono giorni superficiali e vuoti, senza mai scoprire la profondità e la bellezza ?
  • Quante persone non sanno e non conoscono Dio, come buon conpagno e amico di strada?
Il Signore ama questa umanità sofferente e inquieta e non vuole che essa si perda e si annulli! Non cessa dunque di suscitare vocazioni e chiamate al dono di sè; continua rivolgere il suo invito a giovani ardenti e appassionati che, superando la dilagante esteriorità, siano disposti a seguirlo, disposti a rendersi disponibili per amare e a spendersi per Lui e il suo Regno!
La vocazione francescana è una risposta gioiosa a questo invito del Signore: per ricevere vita, per donare vita e ricondurre alla vita.
Se dunque anche tu, caro amico che leggi queste brevi righe, senti nel cuore questo richiamo, fidati del Signore e dei suoi suggerimenti. 

La vocazione è questione di VITA per te e per tante persone che ti incontreranno.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

venerdì 17 maggio 2019

VIDEO/TESTIMONIANZA: LA VOCAZIONE DI FRA PAOLO MARIA


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.

Si è celebrata domenica (12 maggio) la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: la messe è davvero molta e l'invito alla preghiera e a farsi operai lavorando e spendendosi con gioia e amore per essa, ci è rivolto direttamente da Gesù (Lc10, 1-9).

Di seguito, vi propongo la bellissima testimonianza di un giovane frate francescano, fra Paolo Maria Braghini, un frate minore cappuccino, missionario in Amazzonia: i suoi occhi e il suo sorriso parlano da soli e credo incoraggino e siano da sprone a chiunque percepisca nel cuore una chiamata del Signore. Grazie fra Paolo Maria!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

 

mercoledì 15 maggio 2019

GIOVANI E FRATI IN CAMMINO NELLA NOTTE (25/26 maggio 2019)


Cari amici in ricerca, pace e bene.

Un antico detto così si esprime : "Vuoi trovare la tua strada? Inzia a camminare!" (Bar Joseph, monaco siriaco IV sec.).

Sembrerebbe un'espressione ovvia, ma non è così! Se nel cuore di ciascuno, credo, vi sia il desiderio di trovare un senso pieno alla propria esistenza e comprendere la propria vocazione, non è così scontato che sempre ci si attivi per ricercare questa meta. Spesso si preferisce aspettare, rimandare, non faticare anzichè decidersi a compiere qualche passo, sperimentare una via, approfondire una direzione e in definitiva fidarsi e rischiare!!

L'esperienza del pellegrinaggio a piedi, mettendosi in strada per andare verso una meta, al riguardo, è sempre "propedeutica" e di grande aiuto e stimolo anche per questo cammino interiore di ricerca e decisione di vita che a volte stenta a delinearsi. 

Noi "frati del Santo" di Padova invitiamo tutti pertanto ad unirvi al pellegrinaggio notturno che ogni anno, rinnova l'ultimo cammino di s. Antonio prima del suo abbraccio con sorella morte. 
Sarà un'esperienza bellissima, indimenticabile e soprattutto, utile per le scelte e la direzione e la vocazione che interpella e forse inquieta ciascuno di voi. 

Troverete in S. Antonio un autentico amico di Dio e uno straordinario compagno di strada e di cammino. Fidatevi! Vi aspettiamo per camminare insieme nella notte!
I vostri frati 

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L'ULTIMO CAMMINO DI S. ANTONIO
25 km a Piedi 

Camposampiero-Arcella-Santo
NELLA NOTTE
25-26 maggio 2019


PROGRAMMA E ISCRIZIONI:
CLICCA QUI
LE ISCRIZIONI ON-LINE  SONO APERTE


lunedì 13 maggio 2019

COS'E' LA VOCAZIONE? SCOPRIRSI CHIAMATI PER NOME


«Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». (Gv1,1-10)
  • Quando ti sei sentito chiamare per nome?
  • Cosa ti impedisce di fidarti del tuo pastore?

domenica 12 maggio 2019

VOCAZIONE??? COME SE FOSSE FACILE DISCERNERE O TROVARE IL CORAGGIO DI RISCHIARE!

Zone (Bs): Cima Trenta pass - Meta del Gruppo vocazionale S. Damiano il 1 maggio.
Non c’è gioia più grande che rischiare la vita per il Signore. 
Così Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra oggi, domenica 12 maggio.

Rischiare la vita? Ma non ha forse il sapore dell’azzardo o della ricerca del pericolo? 
No! Ha piuttosto il gusto dell’intuizione di una promessa che già si riesce a scorgere, come se si vedesse l’Invisibile. È la vicenda di molti personaggi della Scrittura, uomini e donne che per fede hanno saputo lasciare, partire senza sapere dove precisamente la strada li avrebbe condotti, compiere imprese che mai si sarebbero immaginati o avevano calcolato; non da supereroi, ma da uomini e donne decisi a giocarsi il proprio futuro nella sequela di quella profezia di vita che sempre si accompagna alla promessa di Dio.

La vocazione è così. La vocazione chiede un rischio, un buttarsi a braccia spalancate, la consegna  gratuita e totale di tutte le chiavi della nostra vita, del nostro cuore ad un Qualcuno di cui ci si fida e...basta! 

Certo, non è facile discernere la vocazione (Messaggio per la 56ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni). La vocazione in ogni caso , se si è davvero onesti con sè stessi, non è neppure  un qualche cosa di incomprensibile o di indecifrabile o irriconoscibile: essa ha sempre il colore di un invito forte e dolce, rispettoso e insistente allo stesso tempo che intuiamo nel nostro animo;  è una voce interiore, spesso flebile eppure tenace che però viene da fuori e scaturisce da Qualcun altro; talvolta è addirittura un grido che proviene dalla realtà e che può essere riconosciuta come Parola di Dio.

Oggi, noi preghiamo per questo: perché ciascuno si metta in ascolto delle promesse che Dio racchiude nella storia di tutti i giorni e nella vita di ognuno.

Sì, perché se esiste una promessa grande, che allarga l’orizzonte su un largo spazio di futuro e permette la scelta, l’orientamento di tutta una vita, ci sono anche promesse più feriali, nascoste nelle pieghe mai banali della quotidianità e che ne permettono la trasfigurazione.
Sono piccoli gesti di bene, di gratitudine, semplici richieste di scuse o grandi domande di perdono, passi semplici ma decisi che sanno ricucire fratture, divisioni, permettono di superare rancori incancreniti da anni; il primo passo, lo spunto, l’innesco, viene dalla realtà, dalla possibilità di riconoscere in un momento, quello opportuno capace, per opera di Dio, di rivelarne la promessa.

Se discernere non è semplice, trovare il coraggio di rischiare lo è forse ancora meno. 
Ed è per questo che bisogna pregare. La preghiera  ci pone a contatto con il cuore di Gesù, in ascolto dell’Amico (Francesco, “Christus Vivit”) dona la forza – perché spinti dalla sua carità (2Cor 5,14) a concretizzare. Perché l’amore – lo sappiamo – si misura più nei fatti che nelle parole.

Solo dalla preghiera nasce un appassionarsi , un prendersi cura, la possilità di  rischiare la vita sul suo nome (cf. At 15,26), di coltivare l’audacia di intuire proposte, di percorrere sentieri, di lasciare vecchie strade per aprirne di nuove, di rimanere aperti alla fantasia dello Spirito – purché sia la sua e non la nostra soltanto – che rende capaci di profezia, anche oggi.

Preghiamo dunque oggi cari amici che leggete questo blog. Preghiamo perché nell’ascolto della Parola, i giovani in particolare ne rimangano avvinti così che ardenti della sete di Dio non smettano mai di cercarlo e con gli occhi di chi crede (cf. Francesco, Lumen Fidei, 1) riescano a scorgere quella promessa nascosta, ma quanto mai reale che ha la forza di lanciarli con decisione nel compimento della loro vocazione, “come se vedessero l’Invisibile” (cf. Francesco, Evangelii Gaudium, 150).

Verso la cima Trenta Pass


sabato 11 maggio 2019

VOGLIO CHIARIRE UNA VOLTA PER TUTTE LA MIA STRADA


LETTERA DI LUCIO B.

Caro fra Alberto,
vorrei sapere da lei come agire e muovermi ormai in vista di un passo importante per la mia vita: decidere che direzione prendere, scegliere come spendermi, chiarire una volta per tutte la mia strada e vocazione! 

Vengo da una famiglia credente e tutta la mia storia, pur fra le normali vicende giovanili, è segnata dalla fede e dall'amore a Gesù e da un impegno bello e convinto nell'Azione Cattolica della mia diocesi. Prima di arrivare a questo recente e pressante interrogativo vocazionale, ho sempre coltivato il desiderio di farmi una famiglia anche con alcune belle esperienze relazionali. Ma ormai da qualche tempo il mio cuore mi sta portando verso una meta inaspettata. Sto ormai finendo l'università, e un corso di laurea carico di opportunità (ing. aerospaziale) che mi ha appassionato... 

Però, anche grazie ad un recente viaggio con alcuni amici (in Etiopia) mi sono molto interrogato sul mio futuro e una vita garantita dalla carriera e dal denaro e ormai ho capito che non è questo che cerco, ma che voglio "volare" altrove. Voglio vivere seguendo il Vangelo, solo per Gesù e i suoi poveri (ne ho visti tanti in Etiopia); vorrei provare a seguire l'esempio radicale dei due missionari francescani a cui ho fatto visita (miei conterranei), così come sono stato affascinato da alcuni giovani frati incontrati ad Assisi a Pasqua, dove ho subito sentito di dover ritornare! (Vi ero già stato lo scorso anno). 

Io che divento frate? Un pensiero per la verità, che qualche volta era già presente in me fin da ragazzo, ma che ho sempre scacciato e tacitato, ma che ora, però, è giunto il tempo di affrontare. Ma ho anche molti timori, molte paure! Non so per la verità da dove iniziare..., forse non so neppure veramente cosa significhi tale scelta!

Mi preoccupa poi comunicare ai miei questa mia ricerca: quanti sacrifici per il mio studio e la mia formazione, quante aspettative comprensibili nei miei riguardi!!! Attendo qualche indicazione, caro fra Alberto, insieme alla sua preghiera per me e il mio cammino di discernimento. Grazie infinite.
Lucio B.
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RISPOSTA DI FRA ALBERTO

Carissimo Lucio,
grazie prima di tutto per la fiducia e per avermi messo a parte della tua vita, delle tue domande e interrogativi. Un bel dono!

Mi colpisce la tua vicenda segnata dalla fede, dall'impegno ecclesiale in AC, da un percorso "normale" di vita proiettato verso una laurea, un lavoro, una famiglia: mete bellissime e sante se vissute nel Signore! Mi colpisce il tuo essere stato toccato in profondità dai poveri (nel viaggio in Etiopia) e dalla testimonianza dei frati lì incontrati come ad Assisi. Sempre il Signore sa come far risuonare le corde del nostro cuore per condurci e mostrarci la sua via: una strada talvolta inaspettata, o forse solo accantonata o dimenticata. Ma lui non viene mai meno ai sui progetti! E' sempre fedele e tenace il Signore e dolcemente rilancia a chi Lui vuole, il suo invito: SEGUIMI! Accadde così anche al giovane Francesco d'Assisi dopo l'abbraccio con il lebbroso: da quell'incontro una vita nuova si delineò per lui! 
Mi chiedi come fare? Certamente un primo passo è che tu ne parli con qualche sacerdote di tua fiducia e che certo come aderente all'AC conoscerai. Da parte mia ti posso indicare, se credi, qualche bravo confratello francescano a te vicino con cui avviare un dialogo e un confronto, una maggiore conoscenza di cosa significhi essere frate e, soprattutto, avere la possibilità di un percorso di direzione spirituale. Si tratta in definitiva di operare un serio discernimento vocazionale verso una scelta di vita bellissima, ma esigente, alternativa e anche un pò "fuori moda". Un camino che non puoi pensare di fare da solo! Facilmente, infatti, le esperienze forti dell'Etiopia o di Assisi che hai vissuto, potrebbero risultare fra pochi mesi non più così luccicanti. E' importante invece che non vengano meno alcune intuizioni e motivazioni di fondo che hai scoperto in te: il voler vivere seguendo il Vangelo, solo per Gesù e i suoi poveri; il fascino e l'attrattiva per la vocazione francescana.

Mi accenni anche alle tue paure: meno male che ci sono! Anche queste rivelano la tua "normalità". Avrei qualche dubbio sulla sincerità della tua ricerca, se non ci fossero. Esse pure vanno affrontate e guardate più da vicino con l'aiuto della guida spiritale che il Signore ti farà incontrare. Con questi valuterai ulteriori passi da compiere e l'opportunità di partecipare al gruppo vocazionale insieme ad altri giovani.( ho spesso parlato del Gruppo san Damiano)


Per quanto riguarda i tuoi genitori ti invito prima di tutto alla preghiera e a non lesinare in serietà e fedeltà nella tua ricerca! Il Signore, stanne certo, ti mostrerà e indicherà, al momento giusto, parole e gesti necessari. 

Carissimo, ecco alcune semplici e immediate considerazioni dopo la tua lettera. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Ti assicuro la mia preghiera, anche affidandoti a san Francesco d'Assisi e a S. Antonio di Padova (qui presso la sua tomba). Ti benedico. 

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)