domenica 26 giugno 2016

VOCAZIONE SI'... VOCAZIONE NO

Domenica 26 Giugno 2016
Dal Vangelo di Luca (9,57-62) .

Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 
Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». 
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». 
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio». 
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». 
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». 
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Pace e bene
cari amici "in ricerca" e in ascolto dei desideri del Signore per la vostra vita.
Il Vangelo di oggi si presenta particolarmente provocante , costringendoci a fare verità con noi stessi, ad andare in profondità e così spingerci ad assumere una posizione e una decisione nei confronti di Gesù .
In fondo questo Vangelo viene a chiederci fino a che punto ci sentiamo responsabili e coinvolti da Lui, per Lui, con Lui, in Lui... 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Seguimi
  • Certamente a molti di voi Egli ha già rivolto o sta rivolgendo il Suo invito dolce e forte allo stesso tempo: Seguimi !  Forse un grande entusiasmo e un sincero "Ti seguirò ovunque tu vada" vi ha pure accompagnato per un certo tempo a seguito di qualche esperienza particolare: Assisi - corso vocazionale; il cammino di Santiago; l'incontro con dei frati "speciali"; un tempo luminoso di volontariato...; una luce dopo un tempo di crisi.. ecc... Il Signore al riguardo è sempre molto "fantasioso" e sa dove toccare le corde del nostro cuore per manifestarci la Sua Volontà!
"Se" e "ma" e "forse", "ma prima"
  • Ma poi..questa stessa voce come fa fatica a prendere forma e una direzione e come spesso rischia di essere soffocata o rimandata o sepolta da tanti altri pensieri e affetti e paure!!??
  • E così subito dopo ecco l'immancabile caduta di tono, il prevalere di una logica da "piccoli calcoli" e attendismi e rinunce con  tanti "se" e "ma" e "forse", "ma prima"...  Da qui il sorgere di mille ostacoli e varie obiezioni per non prestare ascolto: prima devo fare questo e quello ( lo studio, il lavoro, ), non sono degno; non sono ancora pronto; e se poi non va bene?; sono troppo giovane; sono troppo vecchio; sono un peccatore; sono laureato oppure non ho un diploma; ho un buon lavoro o sono disoccupato; i miei famigliari sono contrari; e se fosse una "fregatura"?; ho una morosa oppure non ho mai avuto un'esperienza affettiva..", ci penserò più avanti; non è il momento...; non voglio pensarci.... Anche la nostra fantasia, come quella del Signore, è davvero ampia al riguardo!
Che fare?
  • Credo che  un primo passo importante sia proprio quello di non tacitare e non rendersi sordi a questo sussurrare del Signore al nostro cuore: si tratta dunque di vivere "un ascolto" che chiede necessariamente spazi di silenzio interiore e preghiera!
  • E' fondamentale poi darsi il permesso e il tempo di operare  un cammino di discernimento (come per es il Gruppo san Damiano) e avviare un confronto schietto e sincero con una guida spirituale. Questo chiede un  uscire da noi stessi e l'imparare a fidarsi e affidarsi, l'accettare delle mediazioni e un dialogo e un accompagnamento...
  • Un ulteriore passo necessario sarà prendere consapevolezza delle obiezioni e degli ostacoli che più o meno volontariamente mettiamo in atto verso una scelta di vita consacrata, ma anche, in ordine a questa vocazione tanto radicale e speciale (che non è per tutti!!) le controindicazioni che emergono dal nostro vissuto, dal nostro sentire e mondo interiore così come i suggerimenti dello Spirito e di chi ci guida,. 

mercoledì 22 giugno 2016

VOCAZIONE DI FRA FABIO

frate Fabio nel giorno della sua prima messa.
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale , il Signore vi dia pace! E' sempre bello ascoltare le testimonianza di vita di giovani che, chiamati dal Signore, non si sono tirati indietro e hanno deciso di seguirlo nella vita religiosa, diventando frati francescani.
Vi presento oggi un breve video in cui fra Fabio Turrisendo (giovane frate e prete del convento di Camposampiero- Pd) ci parla di sè e di come sia arrivato a compiere un passo così alternativo e "impensabile" per tanti suoi coetanei. Lo ringraziamo di cuore, affidandolo con la preghiera al Signore. A Lui sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Il video è tratto da un intero servizio dedicato a sant'Antonio su rete 4 in "I VIAGGI DEL CUORE"

martedì 21 giugno 2016

VOCAZIONE E VIOLENZA

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace !
Questo mese di giugno è stato fin'ora purtroppo contrassegnato da molte tragiche notizie: una cantante americana che aveva partecipato a The Voice è stata uccisa; 49 morti a Orlando in una discoteca; una deputata britannica assassinata; hooligans seminano violenza ai campionati di football; alcune donne uccise per gelosia dai compagni...; la guerra che imperversa in Medio Oriente... Non abbiamo ascoltato altro!! Come metterci di fronte a tanta violenza? E cosa possono dire questi fatti a dei giovani in ricerca vocazionale? Vi propongo oggi, per la vostra riflessione un commento tratto da una catechesi dei nostri frati francesi (vedi BLOG). Al Signore Gesù, unica nostra pace, sempre la nostra Lode!
Fra Alberto(fra.alberto@davide.it)
Antonello da Messina:Cristo sofferente
Vocazione e violenza
La violenza si manifesta sempre più. E' un dato di fatto! Essa ci fa piombare nell'animalità - bestialità,  invece di elevarci e condurci verso una umanità più nobile e spirituale. Essa riesce a contaminare e rendere velenosi ogni aspetto della nostra vita: le relazioni, la politica, lo sport, il futuro... A questo punto emerge un interrogativo :

Perchè la violenza
è così presente nella nostra società ?

Dobbiamo abituarci e rassegnarci?

Cosa possiamo fare per contrastarla? 



La violenza. 
Una frase "choc" si trova all'inizio della Bibbia "Caino sarà vendicato sette volte, e Lamek settantasette volte"(Gen 4, 24). Vale a dire: uomo, fai attenzione perchè la violenza genera la vendetta che a sua volta innesca un ciclo infernale di distruzione e odio. La Bibbia ci mette dunque in guardia fin dalle prime pagine, ricordandoci la nostra capacità di uccidere e distruggere l'altro. L’altro che è differente da me! Che non è il mio prolungamento. L'altro che ha una sua storia specifica da accogliere e rispettare. Nel regno animale, i conflitti nascono dalla rivalità: l'altro è un avversario, un nemico da battere. Bisogna sottometterlo o eliminarlo.

uniteL'umanità, invece, si differenzia dagli animali quando l'altro è riconosciuto nella sua differenza e unicità; quando l'altro è un dono non un nemico ! Quando l'altro mi offre ciò che io non ho: mi completa e mi fa crescere.
La vocazione.
Se tanta è la violenza che ci circonda e ci opprime e talvolta sembra invincibile, ecco che la nostra vocazione (cristiana/francescana) diventa fondamentale per ritrovare nonostante tutto e prima di tutto in noi stessi quella pace interiore che solo il Signore Gesù può offrire. E questo è certamente un primo grande passo! 
Siamo  chiamati poi ad essere operatori di pace e testimoni di speranza attorno a noi.   La' dove i conflitti, le tensioni e le violenze  disintegrano la vita comune, per vocazione, noi siamo inviati a parlare e proporre gesti d'amore. 
Ma.., attenzione: non si tratta di un banale "vogliamoci bene" o di slogan ideologici della serie « peace and love ». Si tratta di mettere in pratica lo stile sempre nuovo e impegnativo del Vangelo, quella rinnovata capacità di amare l'altro che tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta... (1 Cor 13, 7) così come ce ne parla S. Paolo nella sua prima lettera ai Corinti. 
colombeIl binomio evangelico dell'amore e del perdono è dunque il vero segreto per estirpare la violenza dalla nostra vita. Gesù questo ci ha mostrato dalla croce: l'amore e il perdono incondizionato e per tutti. 

A questo punto è facile capire perchè San Francesco, modello ed esempio di vita evangelica, domandi ai suoi frati di vivere con gli altri e accanto agli altri (amici o nemici..) sempre in modo pacifico e mite e umile. Nella Regola leggiamo come devono comportarsi i frati: "che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio"  (1 Regola 16, 43).
La nostra società, il nostro tempo con le sue fratture e difficoltà, non hanno bisogno di gente che si scandalizzi della violenza, ma di giovani che si alzino per rispondere al male e all'odio con l'amore.
pape-francois-amour

Amare non a parole, ma nei fatti: ecco la vera vocazione! 

domenica 19 giugno 2016

CHI SONO IO PER VOI, PER TE ?

Domenica 19 Giugno 2016 
XII Domenica del Tempo Ordinario

Dal vangelo di Luca (9,18-24).
Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». 
Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.  «Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.»

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Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Nel Vangelo di oggi, Gesù pone anche a ciascuno di noi una domanda ineludibile per il nostro cammino di discernimento: Chi sono io per voi, per te?  
Dalla nostra risposta dipenderanno anche le scelte conseguenti di vita. 
Ecco cosa dice al riguardo papa Francesco commentando questo testo: «Questa domandasi capisce soltanto lungo una strada, dopo una lunga strada. Una strada di grazia e di peccato». È «la strada del discepolo». Infatti «Gesù a Pietro e ai suoi apostoli non ha detto: conoscimi! Ha detto: seguimi!». E proprio «questo seguire Gesù ci fa conoscere Gesù. Seguire Gesù con le nostre virtù» e «anche con i nostri peccati. Ma seguire sempre Gesù!». Per conoscere Gesù, «non è necessario dunque uno studio di nozioni, ma una vita da discepolo». In questo modo, «andando con Gesù impariamo chi è lui, impariamo quella scienza di Gesù. Conosciamo Gesù come discepoli». Lo conosciamo nell’«incontro quotidiano col Signore, tutti i giorni. Con le nostre vittorie e le nostre debolezze». È proprio attraverso «questi incontri» che «ci avviciniamo a lui e lo conosciamo più profondamente». Dunque si conosce Gesù «come discepoli sulla strada della vita, dietro di lui». Perché «in questi incontri di tutti i giorni abbiamo quello che san Paolo chiama il senso di Cristo, l’ermeneutica per giudicare tutte le cose».
Caro amico, cosa aspetti dunque a mettere i tuoi passi sulla strada di Gesù? Se pretendi di capire tutto, e di essere a posto e perfetto per partire..inevitabilmente resterai fermo!! Partire è rischiare l'ignoto, è lasciare, è un pò morire; ma partire è anche vita nuova, orizzonti nuovi, è fidarsi, è amare !!!
 Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Due pellegrini sul cammino di S. Antonio: tappa da S. Martino in Pedriolo a Dozza

venerdì 17 giugno 2016

IL CROCIFISSO DI FRANCESCO TORNA A SAN DAMIANO

Caro amico in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore ti dia pace.
Per pochi giorni (dal 15 al 19 giugno), straordinariamente, il Crocifisso che parlò a san Francesco (da secoli custodito nella Basilica di s. Chiara) farà ritorno alla chiesetta di san Damiano. E' lì infatti dove avvenne un incontro che trasformò la vita di quel giovane di Assisi all'inizio della sua conversione, 
ricevendone il mandato “Va e ripara la mia casa, che come vedi cade in rovina”. 
Se anche tu porti nel cuore la stessa domanda di Francesco: "Signore cosa vuoi che io faccia?", lasciti ispirare e toccare ed emozionare da questo volto, dai suoi occhi aperti, dalle sue braccia spalancate per te e sull'umanità intera. Lui saprà guidarti nel cammino...

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

PREGHIERA DI SAN FRANCESCO
DAVANTI AL CROCIFISSO
DI SAN DAMIANO
O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta
e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

È una preghiera che nasce in un tempo di crisi, di oscurità, dentro e fuori di sé. Sono gli anni in cui Dio forma e trasforma Francesco. Una dura esperienza di deserto e di fede, di tenebre e di luce. Non si arriva alla luce della fede se non attraverso l’oscurità e la presa di coscienza delle proprie tenebre interiori. “Signore, tu sei luce alla mia lampada; il mio Dio rischiara le mie tenebre” (Sal 18, 29).

LE TENEBRE
  1. La tenebra è il nulla, il buio non esiste, non è misurabile, solo la luce si può misurare. La tenebra è l’assenza di luce, l’assenza di Parola di Dio, assenza di Dio, di comunione con lui. E’ il vuoto, è mancanza. Percepire la tenebra come assenza di Dio e soffrirne… è già una grazia. Non sono i cinici a soffrire per l’assenza di Dio, ma i mistici.
  2. È la paura, per mancanza di punti di riferimento, per mancanza di persone amiche che ti stiano vicino, è la solitudine. E’ paura di qualche nemico che ti sorprende.
  3. È la mancanza di orientamento, non sapere e non potersi muovere. Non sapere dove andare. Non sapere che fare.
  4. È una affettività ambigua, disordinata, non avere chiare le priorità nella nostra affettività, che Gesù così ha sintetizzato: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze, e amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,37.39). Un attaccamento affettivo strano, disordinato, può allontanare Dio dalla nostra vita, che passa così in secondo piano.
  5. Non obbedire a nessuno. Essere punto di riferimento di se stesso. Ascoltare e obbedire sono quasi la stessa cosa (audire e ob-audire: stesso campo semantico). L’obbedienza è un modo di pensare, una struttura che facilita la fiducia, la fede in Dio. Abitua a fare non ciò che io voglio, non solo ciò che io capisco o che sento, ma a volte ciò che non voglio, ciò che non capisco, ciò che non sento, anche se lo percepisco come un bene per me. Tutto quanto Dio ci rivela è forse di immediata comprensione? Credere è cercare un significato più profondo alle cose, è non fermarsi alla superficie. La fede si nutre di ascolto della Parola di Dio e di riflessione.
  6. La tenebra interiore è il peccato, l’assenza di grazia, di amore.
LA LUCE
  • Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 118,105). Dio ci è venuto incontro, e lo fa ancora oggi, con la luce della sua Parola, che non illumina tutto il cammino, ma solo quanto basta per i passi che dobbiamo compiere oggi, perché impariamo a fidarci di Lui, perché smettiamo di pretendere di poter tenere tutto sotto controllo, di dominare la realtà.
  • Ma la luce di Dio si è fatta molto intensa in Gesù, suo Figlio, che di sé ha detto: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). La lampada che illumina il mondo è l’Agnello (Ap 21,23), cioè Cristo crocifisso, amore di Dio per noi fino alla fine. Attenzione a volerne fare a meno: si rischierebbe di rimanere ciechi, di non vedere e non capire il senso della vita e di ogni cosa (Gv. 9,39-41).

Signore, che vuoi che io faccia?
“Francesco, va e ripara la mia Chiesa
che, come vedi, è tutta in rovina!”

Francesco, davanti a questo Crocifisso, ha pregato e ha compreso la sua vocazione, quella di testimoniare il Vangelo nel mondo e di restaurare la Chiesa, la Sposa bella di Cristo Gesù, amandola, facendosene carico e facendone parte attiva. Questa immagine ora sta davanti ai tuoi occhi…
… ti stai accorgendo che Lui ti guarda?
… ti rendi conto che chi soffre è Lui e non tu? o per lo meno Lui con te e tu con Lui? 
… ti accorgi che Lui è vivo, ma i segni della sua passione di amore, del suo appassionato amore per te, rimangono? … non senti che Lui vuole dirti qualcosa per la tua vita, per il momento che stai vivendo?
 ... gli stai chiedendo cosa vuole da te, per te?

Puoi ripetere la preghiera che Francesco faceva davanti a questo Crocifisso, 
O alto e glorioso Dio…chiedendo: 
"Signore, cosa vuoi che io faccia?"

martedì 14 giugno 2016

ASSISI E VOCAZIONE - DALL'AMARO ALL'AMORE


"Dall'amaro all'amore!"… 

Questo è il titolo della settimana/corso di orientamento vocazionale che si terrà dall' 8 al 13 Agosto ad ASSISI organizzata dal Centro Francescano Giovani. 
Si rivolge a ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni: sia per chi si sta interrogando su cosa deve fare della propria vita e su come si decide, sia per chi ha già fatto un percorso vocazionale durante l’anno. Per questo, tale settimana avrà momenti comuni e proposte di riflessione distinte in due gruppi. 
Qui  il programma/logistica delle giornate.
Vi invito ad approfittare di un'opportunità davvero utile per la vostra vita, in un luogo unico come Assisi.  Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto


CONTATTI 
ASSISI - Centro francescano giovani: segreteria@giovaniversoassisi.it
oppure......

Per il NORD ITALIA contatta:
Fr. Alberto Tortelli, fra.alberto@davide.it
Convento del Santo. Piazzetta del Santo, 11. PADOVA
Tel.: 049 8242811 

Fr. Francesco Ravaioli, francesco.ravaioli@gmail.com
Convento San Francesco. Via Del Prato, 4 - PARMA
Tel. 0521/282079

fr. Alessandro Perissinotto, email: alex.perissinotto@virgilio.it
Convento S. Francesco.Piazzetta S. Francesco d’Assisi, 3/A.  BRESCIA
Tel.: 030 2926701


Per CENTRO-SUD, vedi contatti

lunedì 13 giugno 2016

La vocazione di sant'Antonio

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Vi scrivo un piccolo post per raccontarvi in breve i passaggi fondamentali della vocazione di Sant'Antonio da Lisbona e di Padova, in questo giorno della sua festa. Questo grande fratello della prima ora del francescanesimo è un modello forte ed originale per noi frati, soprattutto per quanti sono sacerdoti. Ma la sua vita può essere un riferimento molto importante anche per chi ricerca la propria vocazione con passione, affrontando difficoltà e cambiamenti, come lui.
Dopo questi cambiamenti giovanili, la vita di Antonio continua con altre "puntate" appassionanti. Per ora provate a confrontare (con l'aiuto di qualche domanda) la vostra ricerca e discernimento della chiamata con le turbolenze che ha attraversato anche lui.

Buona festa del Santo e ogni bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

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Nato nel 1195 in un famiglia nobile (de Bulhões) accanto alla Cattedrale di Lisbona, fu battezzato con il nome di Fernando.

Vocazione giovanile
Monastero di San Vincenzo a Lisbona
come appare oggi
Probabilmente spinto ad imboccare la 'carriera' paterna del cavalierato, fin da giovanissimo si decide invece per la vita religiosa. A circa quindici anni entra nel Monastero di São Vicente di Lisbona tra i Canonici regolari, organizzati attorno alla Regola di Sant'Agostino. 
Preferendo un maggior raccoglimento rispetto alle frequenti visite di amici e parenti, due anni dopo chiede ed ottiene il trasferimento presso il Monastero di Santa Cruz a Coimbra, allora capitale del Portogallo.
  • In un modo o nell'altro in ogni chiamato la vocazione si manifesta fin dalla prima giovinezza.
  • Se sei giovane/giovanissimo (15-20), avverti i segni e/o il desiderio di una vocazione verso la vita religiosa o il sacerdozio?
  • Se sei adulto o un giovane adulto, la domanda che ti stai ponendo ora trova radici  e memoria in episodi concreti nella tua infanzia e adolescenza?
Formazione e sacerdozio
Il monastero è molto grande e importante per la capitale. In una comunità di circa settanta monaci approfondisce gli studi, anche grazie alla grande biblioteca monastica e alla vivacità culturale che caratterizza le comunità agostiniane in quei decenni, fino a che non vengono "superati" dal progressivo affermarsi delle nascenti università. Distinguendosi nella conoscenza delle Sacre Scritture e nella predicazione, viene ordinato sacerdote.
Frattanto nel suo Monastero agostiniano, anche per pressioni esterne, crescono le tensioni comunitarie e calano l'impegno e la coesione attorno alla vocazione e allo stile di vita religioso.
  • Negli anni dello studio, Fernando si forma anche come credente e religioso. Decisivo per lui e per noi è il rapporto con il Vangelo e la Bibbia. Dedichi spazio nella lettura e nella preghiera all'ascolto della Parola di Dio?
  • La scelta di vita religiosa è delicata: da una parte si è condotti dalla propria storia ad incontrare varie comunità, dall'altra parte dipende dalla responsabilità di ciascuno abbracciare uno stile di vita che aiuti a progredire (e non arretrare) nella fede e nella vita spirituale. Coltivi uno sguardo che tiene insieme l'aspirazione ad una vita radicale e il realismo di una realizzazione mai "perfetta" della vita cristiana?
Novità missionaria
Statua di Sant'Antonio
pronta per la festa nel Convento francescano
di Santo Antonio dos Olivais a Coimbra
dove don Fernando divenne frate Antonio
Nel 1219 giunge dall'Italia una spedizione diretta in Marocco, per tentare una missione tra i mussulmani. Si tratta di cinque religiosi itineranti, chiamati "frati minori", appartenenti ad un nuovo movimento iniziato da un certo Francesco d'Assisi. Si imbarcano da Coimbra, probabilmente dopo essere stati ospiti nella comunità monastica di Fernando.
Alcuni mesi dopo i cinque missionari francescani sono riportati a Coimbra, ma senza vita: per l'annuncio del Vangelo hanno incontrato il martirio. Le loro reliquie vengono portate proprio nella Chiesa di Santa Croce (dove sono conservate ancora oggi) a Coimbra.
Questa testimonianza di estrema fedeltà si rivela fondamentale per il giovane religioso Fernando, che nel settembre 1220 decide di lasciare i Canonici agostiniani per entrare a far parte del nuovo Ordo Minorum di Francesco d’Assisi. In questo passaggio lascia il suo nome di battesimo, per assumere quello di Antonio.
Questo cambiamento è accompagnato e certamente motivato dall'avvertire una forte vocazione alla missione, senza escludere la possibilità e il rischio del martirio: con questo slancio parte anch'egli alla volta del Marocco.

Ma la sua vita francescana lo porterà in missione altrove...
  • Nella tua ricerca prevale l'orientamento al silenzio e alla preghiera? O alla missione e alla dimensione fraterna?
  • Conosci almeno un po' gli elementi di fondo dalla vita francescana per poter fare una scelta ponderata? [Per approfondire questa domanda]
  • Sant'Antonio non è stato un tipo che ha "rimandato" le pur difficili scelte, che sentiva di dover affrontare. Tu che rapporto hai con il tempo? Stai rimandando? Rischi di perdere tempo ed energie preziose da donare? [In ogni caso è importante confrontarsi con una guida spirituale]

FESTA DEL SANTO


Lunedì 13 giugno 2016, solennità di sant’Antonio di Padova

Sacrestia della nostra parrocchia di Milano, metà di febbraio. Appena smesso il camice, al termine della messa del mattino, mi colpisce una piccola statua di s. Antonio. Ha la luce ‘giusta’ per una foto. Un Crocifisso là vicino prolunga un’ombra perfetta:  arriva dietro il Santo che ha il Bambino tra le braccia. La luce è su Gesù: è lui il centro. In quest’anno particolare costituito dal Giubileo della Misericordia, mi viene spontaneo associare il caro Santo alla Misericordia. Lui ne è stato un grande cantore. L’ha sperimentata, amata, donata a piene mani. Per lui ha avuto il volto del Bambino Gesù, una Vita che puoi stringere tra le tua braccia,- non un mito!-, e la drammaticità del Figlio di Dio che sulla croce ci ha amati sino a morire per noi. S. Francesco direbbe: il Cristo “umanato” e “appassionato”, l’ “umiltà dell’incarnazione e la carità della passione”. Così Dio ha amato il mondo! Frate Antonio da Lisbona- s. Antonio di Padova l’ha testimoniato annunciando a tutti questa concreta Misericordia, esigendo da chi l’ascoltava il suo prima che è la conversione del cuore e il suo dopo che è una vita diversa. Se incontri il Signore, se ti lasci riconciliare, cambi e ti fiorisce l’esistenza.
Buona festa di s. Antonio, cantore della Misericordia, nostro grande intercessore!

frate Giovanni Voltan
(Ministro Provinciale dei frati del nord Italia) 

“La confessione è la vera porta del cielo, la porta del paradiso. 
Per essa infatti il peccatore pentito 
viene introdotto al bacio della divina misericordia” 
( S. Antonio di Padova).