venerdì 15 febbraio 2019

COSA SIGNIFICA LA VESTE DEI FRATI?

Bologna- Festival francescano: fra Tommaso e fra Francesco guidano una  "fast conference"

 IL SIGNIFICATO DELL'ABITO

Pace e bene cari amici in ricerca della vocazione divina per la vostra vita. 
Nei post precedenti ho cercato di illustrare la genesi dell'abito francescano, e le vicissitudini storiche che l'hanno via via anche un poco modificato (nei colori e nella foggia) 

Molto più mi interessa ribadirne il significato profondo e il valore che esso rappresenta per ogni frate.
  • E' un segno di consacrazione prima di tutto per il frate stesso. Ogni volta che lo indossa, l'abito gli ricorda che non appartiene più a sé stesso, ma a Gesù Cristo e con la sua forma di Croce gli ripropone la sequela del Cristo Crocifisso. 
  • L'abito in tal modo è segno tangibile e visibile anche per gli altri: testimonia infatti (e questo a volte scandalizza e provoca qualcuno) che ci sono ancora persone che credono in Gesù Cristo e si giocano tutta la loro vita per Lui (certo presentarsi agli altri con l'abito richiede anche la responsabilità di non far fare brutta figura a Colui di cui ci si proclama discepoli).
  • L'abito inoltre è un segno di fraternità e di appartenenza alla nostra famiglia francescana e bene esprime l'uguaglianza e lo spirito di amore e comprensione  e di unità che sempre deve regnare fra noi tutti.
  • L'abito è quindi un forte segno di povertà. Il frate infatti è un uomo libero dalle mode e dalle ricercatezze come dalle mille novità indotte dal consumismo contemporaneo che molto esalta l'esteriorità e poco la dimensione spirituale. Il francescano dunque, sempre testimonia anche nel vestire, quella sobrietà e essenzialità che rimanda ad una fiducia incondizionata nella Provvidenza che non fa mancare nulla alle sue creature. 
  • L'abito francescano è pertanto il segno di "un di più", una chiara indicazione oggi più che mai forte e provocante, che il Signore Gesù può essere ancora "il tutto" per la vita di un uomo. E Dio solo sa quanto questa nostra triste e stanca società abbia bisogno di segni evidenti che subito e immediatamente richiamino il Cielo. Certo, portare sempre l'abito, (lo dico per esperienza personale) qualche volta non è per niente facile: in certi contesti ti aspettano il dileggio, la supponenza, la malcelata indifferenza se non il sarcasmo e l'offesa. Ma non è forse questo che il Signore Gesù ha promesso a coloro che lo seguono e gli danno testimonianza... insieme però al centuplo quaggiù e l'eternità?
«In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna». (Mc 10,29)



mercoledì 13 febbraio 2019

IL COLORE DELLA VESTE DEI FRATI : Marrone, nero, grigio..?


Continuiamo anche oggi il tema dell'abito religioso francescano, della tonaca dei frati, e in particolare andiamo a vederne il colore e come nei secoli questo abbia subito vari mutamenti. Parto sempre dall'esperienza dei Frati Minori Conventuali, la mia famiglia religiosa, che è anche il ceppo più antico  e ininterrotto dell'Ordine francescano. Non è un caso che siamo i custodi da sempre delle "tombe di famiglia" : la tomba di san Francesco  e la tomba di sant'Antonio nelle rispettive basiliche

IL "GRIGIO" COLORE ORIGINARIO  
Poichè per confezionare la tonaca si tesseva della lana grezza (non tinta), alla maniera più semplice e povera, il colore appariva di un CENERINO-GRIGIO, con varie tonalità ora più chiare ora più scure (in base alla lana che si aveva a disposizione). Il colore dell'abito francescano pertanto fu ben presto definito come grigio-cinerino per tutti i francescani, tanto che San Bonaventura nelle sue costituzioni così prescriveva la trama della stoffa composta da: "due fili neri e uno bianco". I dipinti antichi attestano il colore cenerino come tipico dei francescani della prima ora, i frati "della comunità" o conventuali, tanto che nei paesi anglosassoni i Frati Conventuali erano e sono ancora chiamati i GREY FRIARS (frati grigi). La storia però ci mise uno zampino...e pesante.

LE VICISSITUDINI STORICHE 
Con Napoleone, e le varie soppressioni (la confisca di tutti i conventi e il divieto di vivere da frati), in Europa i Frati Conventuali riuscirono in qualche modo a sopravvivere (spesso in tacito accordo con le autorità locali) e a restare in qualche loro chiesa TINGENDO la Tonaca di NERO (il colore della talare dei preti diocesani che soli potevano operare e fare pastorale ). Passata la burrasca napoleonica, il colore nero rimase nei paesi europei toccati dalla rivoluzione francese, mentre continuò ad essere portato cenerino/grigio in tutto il resto del mondo.

E L'ABITO MARRONE?
Anche il più comune e riconoscibile abito "marrone" che spesso è associato all'immagine del frate francescano  (è l'abito dei frati Minori Osservanti e dei Cappuccini), in realtà ha pure una storia recente. Per i Frati Osservanti infatti il passaggio dal cenerino al marrone, iniziato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, verrà prescritto ufficialmente solo a fine Ottocento con l'Unione Leoniana che radunerà sotto la dicitura di Ordine dei Frati Minori (1897) i tanti rivoli dell'Osservanza, mentre i Cappuccini già lo avevano adottato da tempo.
Quindi, il colore originario e "ufficiale" dell'abito francescano che inizialmente era grigio per tutti i frati, (anche per Osservanti, Riformati e Cappuccini) via via si è modificato, assumendo diverse tonalità, andando così a distinguere anche le diverse appartenenze alle famiglie francescane. 

PERCHE' ALCUNI I FRATI CONVENTUALI SONO IN GRIGIO , ALTRI IN NERO?  
Come avrete capito  noi Frati Minori Conventuali abbiamo l'abito con due colorazioni: nero (per lo più in Europa) e grigio (nel resto del mondo) e non marrone!
Da qualche anno, vi è all'interno del nostro Ordine la spinta e il desiderio di molti di ritornare tutti all'unico e originale abito grigio. In realtà la cosa non è poi così semplice anche perchè in varie nazioni europee il nero ormai ci identifica da secoli come francescani e soprattutto è associato e legato alle storie forti e nobili di tantissimi frati che, con questo abito nero, si sono spesi, hanno sofferto e hanno dato grande testimonianza di vita cristiana e francescana. Penso ai frati perseguitati durante il comunismo in Polonia o in Romania e nei paesi dell'Est, alla testimonianza di P. Massimiliano Kolbe (che amava e preferiva l'abito nero), penso a P. Placido Cortese (frate del Santo-Pd e direttore del Messaggero di S. Antonio) arrestato e ucciso dalla Gestapo; penso anche all'amore di tanta gente verso generazioni di francescani abitualmente riconosciuti con questo abito (per es. nelle grandi basiliche dove noi frati Conventuali siamo e che custodiamo da sempre: San Francesco ad Assisi e S. Antonio a Padova...i Frari a Venezia...S. Croce a Firenze..). Dunque la questione "nero o grigio" credo che ancora proseguirà.., ma non è un gran problema., mi pare!



lunedì 11 febbraio 2019

ORIGINE E STORIA DELL'ABITO FRANCESCANO


Pace e bene cari amici in ricerca vocazionale. 

Sono molti quelli che mi scrivono chiedendomi informazioni sul nostro abito francescano, sull'abito dei frati. Mi limito nella mia risposta partendo dall'esperienza di san Francesco e sottolinenando in particolare la tradizione dei Frati Francescani Minori Conventuali a cui appartengo (risalente al ceppo più antico e ininterrotto delle famiglie francescane).  

San Francesco, in un certo senso è una sorta di stilista...! E' lui stesso infatti a confezionarsi un abito che rappresenta anche esteriormente la sua scelta di vita. 
Il Poverello di Assisi infatti, dopo la sua conversione e  la decisione di vivere radicalmente il Vangelo, dicono le cronache  che:
" Si confeziona da sè una veste che riproduce l'immagine della croce, per tenere lontane tutte le seduzioni del demonio, la fa ruvidissima per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile l'invidiargliela" (FF.1432). 

Francesco è il discepolo fedele che mette in pratica alla lettera ogni parola di Gesù (cfr. Mt 10,1-10) e così eccolo indossare una rozza tunica di lana grezza, eccolo sciogliere la cintura che aveva ai fianchi e sostituirla con una corda (il cingolo), non portare calzature.., non avere nulla.. 

E' una scelta spirituale con la quale vuole sentirsi in piena intimità e conformità a Gesù , ma è anche una scelta che lo mette vicino e prossimo alla tanta gente povera del suo tempo che più o meno vestiva a quel modo: un sacco ruvido con un cappuccio contro la pioggia, e una corda ai fianchi.

I frati seguirono dunque il suo esempio e ben presto si distinsero e identificarono proprio per questa veste  fatta a forma di croce e un cingolo ai fianchi.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

sabato 9 febbraio 2019

ASSISI/GVA - I FRATI CHIEDONO AI GIOVANI UN AIUTO E UN SONDAGGIO


Carissimi giovani,
molti di voi, certo, hanno già vissuto l'esperienza meravigliosa del GVA, "GIOVANI VERSO ASSISI": un appuntamento che ogni anno raduna nella città di Francesco centinaia di ragazzi condividendo con i frati momenti di festa e lode, di riflessione e domande, di spiritualità.

Per rendere questa proposta sempre più bella e coinvolgente, vi chiediamo di darci una mano nella scelta delle tematiche di #GiovaniversoAssisi a partire dal 2020.

Vai a questo link per effettuare il SONDAGGIO: https://goo.gl/forms/h5PPLSMJ2N4pY9ri2

Il sondaggio è attivo fino alle ore 12.00 del 15 febbraio 2019 .

Un ringraziamento a fr. Nico (del Centro Francescano Giovani - Nord Italia) per la scrittura e il montaggio del video; ai vari frati, ai giovani di Bari e di Montella per le riprese... a tutti voi per il coinvolgimento...

E...naturalmente,
al Signore Gesù sempre la nostra lode. 

VIDEO...VIDEO...VIDEO...VIDEO...VIDEO...
 

giovedì 7 febbraio 2019

PER CHI SONO IO?


"Per chi sono io?"
...IO SONO UNA MISSIONE
SU QUESTA TERRA, 
E PER QUESTO MI TROVO
 IN QUESTO MONDO...


(Papa Francesco)

domenica 3 febbraio 2019

VIVERE SIGNIFICA....

Alcuni postulanti di Brescia
VIVERE, ESATTAMENTE,
SIGNIFICA TRASFORMARSI
 IN SE STESSI.


R. M. Rilke

sabato 2 febbraio 2019

Che senso ha una vita così?

Ciao a tutti, carissimi giovani in ricerca!

Come saprete, oggi, 2 febbraio, si ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio, e tutta la chiesa celebra la

GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA

Per noi consacrati c'è una domanda che la vita di ogni giorno ci sbatte in faccia, e che in giornate come queste sentiamo ancora più urgente e pungente:

Che senso ha oggi la vita consacrata?
Ha ancora senso una vita così, nel terzo millennio?

(due frati durante la loro professione solenne)

Sapete, c'è un testo che mi ha accompagnato in questi ultimi anni, una piccola luce, accesa nelle nebbie che avvolgono i nostri tempi. Lo condivido con voi:

«Forse, a ben guardare, non è mai esistito un mondo così "evangelico" come il nostro, che pure ci fa tanta paura. Infatti, nonostante le ambiguità e le contraddizioni che sono presenti in ogni epoca, forse mai come nel nostro tempo, così secolarizzato, la libertà e la felicità di tutti e per tutti, almeno come princìpi, sono stati così a cuore a molti... anzi a moltissimi.
Come disse papa Giovanni XXIII sul letto di morte:


"Ora più che mai siamo intesi a servire l'uomo in quanto tale. Non è il vangelo che cambia: siamo noi che incominciamo a comprenderlo meglio! Sì, è giunto il momento di riconoscere i segni dei tempi, di coglierne l'opportunità e di guardare lontano!".

Il modo di concepire il nostro "essere umani" è profondamente cambiato. Ciò comporta delle conseguenze forti. La prima di queste è rinunciare ad essere modello, per imparare a sentirci fino in fondo compagni di strada che non hanno nulla da insegnare se non quello che possono condividere nel profondo della condizione umana».
[Fratel MichaelDavide, Non perfetti, ma felici. Per una profezia sostenibile della vita consacrata, 2015]



Rinunciare ad essere modello per essere semplici compagni di strada.
A volte questo costa al nostro orgoglio, ai nostri secoli di gloriosa tradizione, alla sicurezza delle risposte pronte che pretendiamo di avere.
No, la storia ci sta indicando un'altra via: accanto ai passi di ogni uomo, alla pari.
E si tratta di una vita così evangelica, così francescana...

Proprio come Francesco d'Assisi, fratelli minori di tutti, niente da insegnare, solo un incontro da condividere, un incontro che ci ha cambiato la vita!

Buona strada a tutti.

Fra Nico
nico.melato@gmail.com