giovedì 19 gennaio 2017

Lettera di Papa Francesco ai giovani

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Di seguito ecco la lettera che Papa Francesco ha scritto ai giovani, in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi, in programma per l’ottobre 2018, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Con le sue parole ha voluto fin da subito  toccare il cuore di tanti giovani, aprire le braccia verso tutti i ragazzi, invitarli alla scoperta dell'amore del Signore e alla bellezza del fare la Sua volontà. 
Grazie Papa Francesco! Ci fidiamo di te! Vogliamo lasciarci guidare da te!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Lettera del Papa ai giovani
Carissimi giovani,
sono lieto di annunciarvi che nell’ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore. Proprio oggi viene presentato il Documento Preparatorio, che affido anche a voi come “bussola” lungo questo cammino.

Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo.
Quando Dio disse ad Abramo «Vattene», che cosa voleva dirgli? Non certamente di fuggire dai suoi o dal mondo. Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?
Ma oggi, purtroppo, il «Vattene» assume anche un significato diverso. Quello della prevaricazione, dell’ingiustizia e della guerra. Molti giovani sono sottoposti al ricatto della violenza e costretti a fuggire dal loro paese natale. Il loro grido sale a Dio, come quello di Israele schiavo dell’oppressione del Faraone (cfr Es 2,23).

Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì […], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39). Anche a voi Gesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di lui. Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita. Pure quando il vostro cammino è segnato dalla precarietà e dalla caduta, Dio ricco di misericordia tende la sua mano per rialzarvi.

A Cracovia, in apertura dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, vi ho chiesto più volte: «Le cose si possono cambiare?». E voi avete gridato insieme un fragoroso «Sì». Quel grido nasce dal vostro cuore giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza. Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo! Anche quando avvertite, come il profeta Geremia, l’inesperienza della vostra giovane età, Dio vi incoraggia ad andare dove Egli vi invia: «Non aver paura […] perché io sono con te per proteggerti» (Ger 1,8).

Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore» (Regola di San Benedetto III, 3).

Così, anche attraverso il cammino di questo Sinodo, io e i miei fratelli Vescovi vogliamo diventare ancor più «collaboratori della vostra gioia» (2 Cor 1,24). Vi affido a Maria di Nazareth, una giovane come voi a cui Dio ha rivolto il Suo sguardo amorevole, perché vi prenda per mano e vi guidi alla gioia di un «Eccomi» pieno e generoso (cfr Lc 1,38).
Con paterno affetto,
FRANCESCO


Aprite le porte a Cristo

mercoledì 18 gennaio 2017

QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE ...?


" SARO' VERAMENTE CAPACE 
DI AMARE IL MONDO 
QUANDO SARO' 
PIENAMENTE CONVINTO 
DI ESSERE AMATO BEN AL DI LA' 
DEI CONFINI DEL MONDO "
(Henri Nouwen)

martedì 17 gennaio 2017

SII TE STESSO..SENZA DI TE NON SI PUO' FARE !

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace. 
Tra i molti giovani che incontro o che mi scrivono, davvero mi colpisce talvolta la sfiducia, la tristezza, il non senso. Si tratta sempre di ragazzi splendidi che sembrano però avere già chiuso con la vita, spento ogni speranza, abbandonato ogni desiderio... In realtà il Signore chiama ciascuno a cose grandi e belle.. Il Signore per ognuno ha in serbo la gioia di vivere , bellezza e felicità...; solo ci invita a fidarci di lui, ad abbandonarci a lui...
Vi propongo al riguardo alcune parole tratte da una catechesi di un grande sacerdote, Don Flavio Rosini (ideatore del percorso dei Dieci Comandamenti) . Lasciamoci provocare e interrogare.., e non rinuciamo mai  a cercare.. a camminare, a contemplare, a sperare e amare. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



SII TE STESSO... SENZA DI TE NON SI PUO' FARE !

Ogni persona che vuole fare qualcosa di prezioso nella vita, deve rompere con una tristezza, disobbedire con una tentazione di nulla che ha dentro di sè.

Quanti ragazzi state messi così ? Sgonfi ? Pensate male di voi stessi! 
Quanto vi sbagliate!

Il Signore nostro Gesù Cristo è morto ed è Risorto per noi… perchè lo ha fatto ? Così, perchè era una cosa bella ? O perchè ne valeva la pena ? 

Perchè ti ama Dio ?
Perchè ne vale la pena di amare te, vale la pena di amare te !
Tu sei importante ! Tu sei prezioso !

Giovanni XXIII credeva che si potesse parlare con tutti perchè in tutti c’è il bene.
Giovanni Paolo II ha lanciato iniziative perchè ogni uomo può essere Santo. Io ero a Santiago di Compostela quando disse per la prima volta quella frase: “Non abbiate paura di essere Santi !“, perchè ne ho paura, perchè ne hai paura, perchè abbiamo paura di andare fino in fondo… e VAI FINO IN FONDO!
Che c’hai da perdere! Abbiamo paura di credere alla bellezza che noi siamo!

Ma... CRISTO CI CREDE! CRISTO CI CREDE CHE TU SEI IMPORTANTE!
Dà la vita per te! Muore per amore tuo, per te risorge!
Ma ti tratti come una cosa da quattro soldi, mentre invece sei importantissimo!! Vali il sangue di Cristo!

Quanto valgo io ? Quanto vali tu ?
Il più triste che sta qui questa sera, il più sgonfio, il più scoraggiato che sta qui dentro sappia che non sta credendo alla verità.

Se la tristezza abita nel tuo cuore non è la verità quella lì, la Verità è CRISTO.
E la verità è che Cristo ha pensato che tu sei uno per cui vale la pena che la seconda persona della Santissima Trinità fosse torturato, flagellato, crocifisso, morisse, per amore tuo. Lui ritiene che si può fare. Lui ritiene che tu vali la pena.

Guarda che Dio non ti ama solo perchè è Amore.
Dio ti ama anche perchè ti ha creato Lui e sa che sei bello, sa che sei bella.
Sa che senza di te non si può fare.
Sai perchè ti ha creato Dio ? Perchè senza di te non si può fare.
Ci sono persone che solo tu puoi amare.
Ci sono cose che solamente tu potrai fare.
Cose che solamente tu potrai dire. Sentimenti che solo tu potrai provare.

In nome di Cristo, sii te stesso, davanti a Dio, al Suo Amore.
In nome di Cristo credi che tanto quanto Dio ha amato e operato in Giovanni Paolo II e in Giovanni XXIII, così Dio vuole operare in te.

Speriamo che ci sia qualcuno coraggioso qua dentro, qualcuno che apra il cuore a questa bellezza.
(Don Fabio Rosini, Catechesi tenuta da don Fabio Rosini nella Basilica di S.Giovanni in Laterano il 22 aprile 2014 in preparazione della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II)

sabato 14 gennaio 2017

Beato Odorico da Pordenone, primo frate missionario in Cina

Arca del beato Odorico - particolare
"Ti prego, o Cristo buono, per le preghiere e i meriti di Maria, 
sostienimi ogni giorno per luoghi e strade sicuri ".
(Beato Odorico)
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace.

Alcuni di voi mi hanno scritto recentemente manifestandomi il desiderio e il sogno della missione: un ideale tipicamente francescano!! Ancora vivente Francesco e su suo specifico mandato, i frati si diffusero, infatti, in tutta Europa e furono anche inviati fra i così detti "infedeli" (i saraceni) in Terra Santa, Marocco e in tutto il medio Oriente e in regioni lontanissime come la Cina.
Sull'onda di questi primi invii, nei secoli, i frati si sono resi presenti in quasi tutte le nazioni del Mondo, come potete vedere nel sito dell'Ordine, con una serie innumerevole di opere, chiese, conventi, scuole, ambulatori... così da portare ovunque la bellezza del Vangelo con lo stile di letizia, di fraternità e minorità tipicamente francescani.  

Oggi, 14 gennaio, è la festa di uno dei più grandi missionari dell'Ordine Francescano: il Beato Odorico da Pordenone, che circa otto secoli fa peregrinò a lungo fino ad arrivare in Cina. Qui, infatti, vi fu inviato dai superiori verso il1320 alla veneranda età - per l'epoca - di 55 anni. Arrivato dopo un viaggio di 8 anni (!) a Pechino, rimane solo tre inverni nella capitale del Celeste Impero, per poi far ritorno, via Tibet, Persia e Armenia alle terre venete da cui era partito. Nel Convento di Sant'Antonio di Padova, nel 1330 detterà la relazione del suo viaggio missionario per terra e per mare, vero emulo di Marco Polo. I suoi diari di viaggio raccontano le fatiche  e le gioie dell'annuncio del Vangelo oltre ad essere una miniera di notizie su un mondo allora assolutamente sconosciuto. 

La mia Provincia dei Frati Francescani Conventuali del Nord Italia è impegnata da tempo a far conoscere questa figura francescana e, se vuole il Signore, a diffonderne la venerazione, perchè possa essere proclamato Santo per la Chiesa universale. Ecco le pagine della Postulazione per la sua causa di canonizzazione.

I viaggi e la predicazione di Odorico per piantare la Chiesa in Cina ci spingono anche a pregare per la non facile e complessa situazione dei cristiani cinesi, fino ad oggi privati (o alquanto limitati) della libertà di religione e di culto. Nonostante questo, non mancano però in Cina vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa e molti sono gli aspiranti alla vita francescana!!!  Il  Signore, infatti,  continua a chiamare e a invitare alla sua sequela... e la risposta generosa spesso arriva là dove sembrerebbero più forti gli ostacoli se non addirittura la persecuzione !!

L'esempio del beato Odorico, susciti in noi una grande passione missionaria ed evangelizzatrice anche per le nostre stanche ed esauste terre d'Europa dove pure l'annuncio del Vangelo sembra sempre più difficile e segnato dall'indifferenza generale e dal rifiuto . 
Proprio per questo c'è  bisogno di frati ardenti di fede che percorrano ancora le nostre strade buie e tristi, di frati amanti che incendino i cuori aridi d'amore al Signore, di frati coraggiosi e umili per dialogare e incontrare tutti senza barrirere o pregiudizi, di frati audaci e miti che ancora sappiano prendersi cura e volere bene agli uomini  e alle donne e ai giovani... del nostro tempo.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

- vedi altri post


giovedì 12 gennaio 2017

E POI SEGUIMI

Cari amici in cammino e in ricerca, il Signore vi dia pace. 
Vi propongo oggi il video di una canzone assolutamente vocazionale.  Ascoltandola, guardiamo e lasciamoci guardare dal Signore Gesù. 
A Lui sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


«E POI SEGUIMI» 

(TESTO: Bortolo Uberti; MUSICA: Filippo Bentivoglio; CORO: Gruppo Shekinah)

Vita piena già fin d’ora vita vera, io la cerco io l’inseguo, cosa fare?
Corro sempre dietro al tempo corro oggi
sui sentieri delle attese oltre il dubbio.

IO TI GUARDO IO TI AMO, SEI FRATELLO
NON TEMERE OSA ANCORA VENDI TUTTO
CON CORAGGIO FANNE DONO VIENI E SEGUIMI.
E POI SEGUIMI.
IL TESORO VERO IN CIELO SARÀ GRANDE SARÀ BELLO SARÀ.

Buon Maestro, fa’ fiorire sulla strada i colori ed i profumi del domani.
Tutto passa, passa in fretta, cosa resta?
Ciò che vale vale sempre e sarà gioia.
IO TI GUARDO IO TI AMO, SEI FRATELLO
NON TEMERE OSA ANCORA VENDI TUTTO
CON CORAGGIO FANNE DONO VIENI E SEGUIMI.
E POI SEGUIMI.
IL TESORO VERO IN CIELO SARÀ GRANDE SARÀ BELLO SARÀ.

Buon Maestro, sciogli il velo di tristezza sopra il volto sciogli il velo di tristezza
dentro il cuore vinci ogni resistenza dentro il cuore che non osa.
Guarda con amore i passi miei dammi forza di seguirti
dammi pace dammi luce dammi pace e luce ancora
pace e luce ancora.
IO TI GUARDO IO TI AMO, SEI FRATELLO
NON TEMERE OSA ANCORA VENDI TUTTO
CON CORAGGIO FANNE DONO VIENI E SEGUIMI.
E POI SEGUIMI.
IL TESORO VERO IN CIELO SARÀ GRANDE SARÀ BELLO SARÀ.
IL TESORO VERO IN CIELO SARÀ GRANDE SARÀ BELLO SARÀ.

 

lunedì 9 gennaio 2017

Le 6 gravi "TRAPPOLE" o "VIRUS" della ricerca vocazionale

Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace.

Sappiamo tutti come il cammino vocazionale non sia facile: una strada in salita, un'ascensione in cordata, piena di insidie, pericoli e tentazioni. 
Oggi vi ripropongo ( un pò...divertendomi..) le 6 TRAPPOLE più ricorrenti nei giovani in discernimento vocazionale: si tratta di autentici e velenosissimi "VIRUS" (molto simili fra loro), che possono colpire a morte la vocazione religiosa o indurci a rinunciare ad essa, a scivolare via, voltando il nostro cuore altrove.

Meditate cari giovani... meditate! Vi benedico e incoraggio.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)


1) Il virus da “giovane-ricco”. Tipico dei giovani “bravi, buoni e belli… intelligenti.. cattolici..”, che vanno in Chiesa, fanno magari gli animatori e cantano nel coro, sanno di cultura religiosa, frequentano gli ambienti ecclesiali e i pellegrinaggi ai santuari (Medjugorie in primis…, Lourdes... ecc..). Spesso proclamano ideali grandi di missione e annunci e testimonianza…; hanno una vita impegnata e buona, magari frequentano anche un gruppo di ricerca vocazionale! In realtà difficilmente si lasciano mettere in discussione in modo profondo e tantomeno accettano di “perdere” il loro tesoro (il "mio" progetto, il "mio" sogno, il "mio" posto, la "mia" morosa, la laurea…) per il Signore che chiede invece l’intera loro vita.

2) Il virus da “W la libertà..; c'è sempre tempo”: Tipico di chi afferma o pensa: “Ho fatto tutto! Ho frequentato persino il corso vocazionale! Ho fatto un ottimo discernimento…sono stato davvero bravo, ma.. alla fine ..non mi va di prendere impegni.., non me la sento di giocarmi..., farò più avanti.. ” . Questi sovente arrivano anche alla soglia di una decisione…Anzi, a volte hanno già deciso.. All’ultimo però tagliano la corda! Il loro motto è : "W la libertà"; oppure "c'è sempre tempo"!! Queste persone talvolta poi ricominciano da qualche altra parte, ma con le stesse dinamiche…; sempre, alla fine, scappando. Difficile per essi accettare “una storia” , “dei legami”, dire dei sì e dei no impegnativi. Volendo tenere aperte per sé tutte le strade…. rischiano di restare inconcludenti a vita e di essere in discernimento fino all'età della pensione!!

3) Il virus di “Cupido”: Spesso ne è colpito più di qualche giovane che da tempo e seriamente (almeno così pareva!) era in cammino e in ricerca vocazionale,  e si manifesta con virulenza quando questi (inaspettatamente)  trova la morosa o il moroso. Questo fatto spesso è colto da chi è colpito da tale sindrome come “un segno divino” (Dio lo ha voluto!) che azzera di colpo tutto un cammino e un discernimento (che sembrava genuino) di ricerca e di domande. Per cui, nulla conta ormai più di fronte all’irresistibile attrazione “dell’oggetto desiderato”. Gli interrogativi, i dubbi, le idealità, le grandi parole e la ricerca di prima subito si dissolvono così come la questione della scelta vocazionale ormai a senso unico e indiscutibile. Impossibile in questi casi mettere in questione “il fatto divino”, la chiara "volontà divina" che si è espressa nella "freccia scoccata da Cupido"; impresa inutile sollecitare un confronto anche sull’altra opzione da tempo perseguita e proclamata, che di colpo ora viene annullata. Si può parlare in questi casi di un vero discernimento?

4) Il virus da “Novello san Francesco”: tipico di chi inizia un cammino di discernimento vocazionale carico di certezze e con già programmi chiari nella sua testa. Questi annuncia slogans, fa grandi proclami di conversione, si presenta con atteggiamenti da santo o asceta, talvolta giudica gli altri (questi sono i frati rilassati..quelli i più fervorosi), ed esprime grandi certezze sul suo futuro ovviamente da frate, religioso, suora...Papa..o novello san Francesco. Di solito questi giovani sono i primi a ritirarsi dal gruppo vocazionale o comunque ad andare via dal Postulato . Molto difficile infatti per loro vivere la concretezza, confrontarsi con il reale spesso contradditorio e ambivalente… La vocazione religiosa invece non è mai una fuga dalla vita, ma una scelta per il Signore che all'intera vita (nulla escluso) dà luce e amore.

5) Il virus da “Pulcinella”: è l’atteggiamento di chi compie un cammino di ricerca vocazionale sempre nascosto dietro una maschera. Difficile per lui avere un sincero rapporto con i formatori e neppure con il padre spirituale, specie su aspetti personali, difficoltà interiori, piaghe o ferite del passato (per es. quelle legate all'ambito affettivo-sessuale). Sta sempre al palo, non si sbilancia mai, non si espone mai. Generalmente è compiacente, si adegua.. Magari arriva anche a fare una scelta, ad entrare in Postulato, ma presto dovrà fare i conti con se stesso e gli altri anche con non poche soffererenze. La vita comunitaria infatti ha la capacità di "smascherare" e mettere a nudo , chi siamo.... Meglio dunque da subito fidarsi dei formatori e di chi ci accompagna con la massima libertà e disponibilità e verità: non si può barare sulla propria vita!

6) Il virus del “fasso tutto mi ” (faccio tutto io) .tipico di chi, in definitiva, al di là delle belle parole, rifugge un confronto serio e vero e costante con gli accompagnatori vocazionali e in special modo con il P. Spirituale e soprattutto non si fida del Signore. Dai suoi formatori e guide  in realtà può anche andare, senza però mai lasciarsi scalfire in profondità, senza mai giocarsi e rischiare. Il “gioco” infatti, lo vuole condurre da solo; si fida solo di sé stesso e certo non osa mettere a repentaglio le proprie sicurezze sbilanciandosi troppo con qualcun altro, tantomeno con il  Signore: "sarebbe troppo rischioso fidarsi di Lui.!! E se poi mi frega??" Questo è l’atteggiamento frequente di chi , magari anche si dice in ricerca, ma solo ancora per salvarsi la faccia , anche davanti a Dio; ma in definitiva, è dio di se stesso!

Nb.: questi "VIRUS", con atteggiamenti conseguenti, sono spesso alquanto simili fra loro e intercambiabili. A volte sono copresenti e in buona compagnia reciproca. Attenzione dunque ad un autentico discernimento! Fatevi aiutare..., fidatevi..., pregate.. pregate... pregate.

venerdì 6 gennaio 2017

VOCAZIONE: COME I MAGI IN CAMMINO E IN RICERCA


6 Gennaio: Epifania del Signore

Cari amici, il Signore vi dia pace.
La festa dell'Epifania che oggi celebriamo, si presenta con profondi significati "vocazionali" e di vita per tutti noi. 

Nei Magi, infatti, intravediamo tutti i pellegrini, i cercatori inquieti di Dio e della Sua volontà (che sempre si lascia incontrare). In loro ecco tutti gli assetati di senso e di risposte autentiche e vere che, per questo, si mettono in discussione, si lasciano coinvolgere, lasciano le proprie sicurezze per inoltrarsi su nuove vie da esplorare e conoscere, diretti verso l'unica Meta sicura e davvero stabile che mai viene meno: il Signore Gesù

Buona festa e buon cammino allora a tutti i pellegrini dell'anima; buona festa e buon cammino in particolare a tutti quei giovani che fidandosi, spinti da molte domande e inquietudini (diventare frate..o prete o missionario francescano ?), hanno deciso di seguire la Stella e di intraprendere un viaggio certo non facile, eppure affascinante, di discernimento e ricerca vocazionale.
Possano giungere a contemplare e assaporare, come i Magi, la bellezza e la luce e la gioia della presenza del Signore nella loro vita. A Lui sempre la nostra Lode.

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

===============================================
I Magi, uomini dal cuore inquieto
I Magi, gli uomini che allora partirono verso l’ignoto erano uomini dal cuore inquieto. Uomini spinti dalla ricerca inquieta di Dio e della salvezza del mondo. Uomini in attesa, che non si accontentavano del loro reddito assicurato e della loro posizione sociale forse considerevole. Erano alla ricerca della realtà più grande. Erano forse uomini dotti che avevano una grande conoscenza degli astri e probabilmente disponevano anche di una formazione filosofica. Ma non volevano soltanto sapere tante cose. Volevano sapere soprattutto la cosa essenziale. Volevano sapere come si possa riuscire ad essere persona umana. E per questo volevano sapere se Dio esista, dove e come Egli sia. Se Egli si curi di noi e come noi possiamo incontrarlo. Volevano non soltanto sapere. Volevano riconoscere la verità su di noi, e su Dio e il mondo. Il loro pellegrinaggio esteriore era espressione del loro essere interiormente in cammino, dell’interiore pellegrinaggio del loro cuore. Erano uomini che cercavano Dio e, in definitiva, erano in cammino verso di Lui. Erano ricercatori di Dio.

I Magi, uomini che avevano coraggio
Questi erano anche e soprattutto uomini che avevano coraggio, il coraggio e l’umiltà della fede. Ci voleva del coraggio per accogliere il segno della stella come un ordine di partire, per uscire – verso l’ignoto, l’incerto, su vie sulle quali c’erano molteplici pericoli in agguato. Possiamo immaginare che la decisione di questi uomini abbia suscitato derisione: la beffa dei realisti che potevano soltanto deridere le fantasticherie di questi uomini. Chi partiva su promesse così incerte, rischiando tutto, poteva apparire soltanto ridicolo. Ma per questi uomini toccati interiormente da Dio, la via secondo le indicazioni divine era più importante dell’opinione della gente. La ricerca della verità era per loro più importante della derisione del mondo, apparentemente intelligente.

I Magi, ci indicano la strada
I Magi hanno seguito la stella, e così sono giunti fino a Gesù, alla grande Luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cfr Gv 1,9). Come pellegrini della fede, i Magi sono diventati essi stessi stelle che brillano nel cielo della storia e ci indicano la strada. I santi sono le vere costellazioni di Dio, che illuminano le notti di questo mondo e ci guidano. San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, ha detto ai suoi fedeli che devono risplendere come astri nel mondo (cfr 2,15).

Benedetto XVI (da Omelia Epifania 2013)